Stretta sugli affitti brevi: oltre 3 immobili niente cedolare secca

11/03/2020

Stretta sugli affitti brevi: oltre 3 immobili niente cedolare secca

Il giro di vite sugli affitti brevi, modello Airbnb e simili, più volte proclamato, è in via di arrivo. L’idea è quella di promuovere un turismo sostenibile, facendo fronte all’abusivismo e sostenendo, invece, tutte le imprese culturali.

Il disegno di legge Turismo, preparato dal ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo e connesso alla nuova legge di Bilancio, prevede l’adozione di una serie di misure in tale direzione.

"Il tema di Airbnb va governato in modo intelligente - l’annuncio fatto dal ministro dei Beni Culturali e Turismo, Dario Franceschini - Il fenomeno ha portato anche un tipo di turismo interessante, a cui l’Italia non può rinunciare, ma va regolato. Non è possibile che ci sia chi finge di avere Airbnb e invece sono attività d’impresa mascherate".

Le nuove regole per gli affitti brevi

Il disegno di legge fissa la soglia massima di tre appartamenti in affitto per non essere considerati impresa. Sotto questa soglia si continuerà a beneficiare di regole semplificate: oggi, infatti, i ricavi di chi affitta sono tassati al 21% con cedolare secca.

Inoltre coloro che concedono in locazione gli immobili ad uso abitativo sono anche tenuti a dover pubblicare il codice identificativo. Il ministro ha fatto sapere che verrà fatta una distinzione tra “chi affitta nello spirito originario di Airbnb e chi invece maschera una normale attività di impresa”.

La soglia massima di unità immobiliari

Uno dei punti più importanti del disegno di legge riguarda il limite massimo di tre unità immobiliari entro le quali non si viene considerati, fiscalmente, come un’impresa. Ciò vuol dire che entro tre immobili si continua a pagare con la cedolare secca al 21%. Superate invece le tre unità immobiliari si entra a far parte del regime fiscale riservato alle imprese.

Tale misura è prevista pure per "i contratti stipulati tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, oppure soggetti che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone in cerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da condurre in locazione".

Le agevolazioni

In calendario anche delle agevolazioni, come il credito d’imposta per la riqualificazione, l’accessibilità e la digitalizzazione delle strutture ricettive. Prevista pure l’esenzione sulle imposte (sui redditi, regionali e municipali) per chi avvia o mantiene un’attività economica in un Comune delle aree interne a rischio desertificazione, ossia con popolazione fino a mille abitanti.

Per quanto riguarda la tassa di soggiorno, invece, è prevista l’applicazione da parte dei Comuni, in una misura riferita in valore percentuale al prezzo concretamente corrisposto, non superiore al 10%. Non si andrà oltre i 5 euro a notte per soggiorno a persona.

Codice identificativo di chi affitta

Tutti i soggetti che concedono, in locazione breve, immobili ad uso abitativo sono tenuti a pubblicare il codice identificativo. Questo provvedimento è stato già adottato da alcune regioni, come la Puglia. Sono tenuti, attualmente, a rispettare l’obbligo i soggetti titolari delle strutture ricettive, soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare e i soggetti che gestiscono portali telematici.

Il commento

"L’impianto del disegno di legge ci sembra un passo avanti, perché accoglie buona parte delle indicazioni e dei suggerimenti proposti da Assoturismo e dalle altre associazioni. Su Enit e ‘affitti brevi’, però, serve più coraggio: abbiamo bisogno di interventi più incisivi. Da mettere meglio a punto anche l’intervento sull’imposta di soggiorno". A dirlo Vittorio Messina, Presidente di Assoturismo Confesercenti, che commenta le bozze circolanti del ddl collegato sul turismo.

"Sugli affitti brevi si può fare certamente meglio: servono regole che contrastino il dilagare di irregolarità e che allo stesso tempo tutelino le imprese in regola dell’ospitalità diffusa. Per quanto riguarda l’Enit, invece, riteniamo ormai inevitabili misure mirate ad equilibrare meglio il rapporto con la parte privata. Anche la presenza di un rappresentante dell’Unione delle province italiane, dopo la soppressione delle stesse, appare superata. Inoltre, limitare l’istituzione dei quartieri degli artisti ai soli centri con più di 100mila abitanti ci sembra una strategia controproducente, perché escluderebbe troppe realtà significative".

I canoni di locazione intanto continuano a presentare il segno più nel nostro Paese: si torna ai livelli pre-crisi. Così come spiegato nella news "Affitti alle stelle, meglio un mutuo a tasso basso", oggi con i tassi di interesse ai minimi storici, è più conveniente accendere un mutuo. Da uno studio condotto da Tecnocasa, però, sono tanti coloro che preferiscono non comprare casa per motivi di studio o di lavoro.

Tiziana Casciaro
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