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Cosa comporta il ritardato pagamento di una rata? Cosa sono gli interessi di mora?

Se ti preoccupa pagare una rata del mutuo in ritardo e vuoi sapere cosa succede, la risposta è molto semplice: scattano gli interessi di mora. Cosa sono e come si calcolano? Ma soprattutto: se il ritardo supera il tempo massimo previsto dal contratto, come reagisce la banca?

coppia in cucina che fa calcoli con la calcolatrice e il pc
Tutto sugli interessi di mora e sul ritardo nel pagamento di una rata del mutuo

Non solo parliamo di cosa la banca può fare se non paghi il mutuo o ritardi più volte il pagamento di una rata, cerchiamo anche di capire qual è la soluzione migliore quando, a causa di un’improvvisa difficoltà economica, non riesci più a restituire il tuo debito. Cominciamo!

Ho pagato la rata del mutuo con cinque giorni di ritardo: cosa succede?

Innanzitutto si ha ritardato pagamento quando una rata viene pagata tra il 30° ed il 180° giorno dalla sua scadenza. Superati i 30 giorni scattano i cosiddetti interessi di mora a tutela del creditore. Va da sé che per scoraggiare il ritardato pagamento, gli interessi di mora sono più alti del tasso ordinario anche se, secondo quanto dispone la normativa, essi non possono comunque gravare eccessivamente sul mutuatario.

Ad ogni modo abbiamo già risposto alla tua domanda: un ritardo di cinque giorni non comporta la messa in mora, in quanto gli interessi di mora scattano superati i 30 giorni dalla scadenza della rata del mutuo.

Come calcolare gli interessi di mora?

Gli interessi di moda da applicare in caso di ritardato pagamento della rata sono indicati nel contratto di mutuo e sono calcolati per ogni giorno di ritardo.

Questo significa che all’aumentare dei giorni di ritardo, aumentano anche gli interessi di mora. Ma non finisce qui perchè a tale somma bisogna aggiungere le cosiddette spese messa in mora, ovvero quelle spese di gestione affrontate dalla banca per colpa del mancato pagamento della rata e che verranno addebitate al cliente.

La banca può revocare il mutuo e togliermi la casa?

Andiamo per ordine. Il ritardo o il mancato pagamento di una o più rate del mutuo danno diritto alla banca di procedere fino alla risoluzione del contratto. Ciò avviene per il mancato pagamento di una rata o quando il ritardo compreso tra 30 e 180 giorni si verifica per almeno sette volte, anche non consecutive, o quando è decorso il termine di 180 giorni dalla scadenza di almeno una rata e il mutuatario continua a non saldare il suo debito.

La banca avvisa il "cattivo pagatore" attraverso una serie prestabilita di passaggi fino ad arrivare alla risoluzione unilaterale del contratto e al recupero coatto del credito; e questo ci porta a rispondere alla seconda parte della domanda. La banca a quel punto può, attraverso una procedura esecutiva, pignorare la casa su cui è iscritta l’ipoteca, avviare un’azione legale nei confronti del debitore o dell’eventuale fideiussore.

Nel caso di mutuo ipotecario, laddove il contratto presenti specifica clausola, la banca può liquidare l’immobile soggetto a ipoteca senza passare per via giudiziale. Entra cioè in possesso del bene o in alternativa dei soldi ricavati dalla vendita della casa, dovendo però versare al debitore l’eccedenza nell’eventualità in cui il ricavato fosse maggiore rispetto alla somma che gli spetta.

Quando nonostante ciò la banca non riesce nell’intento di recuperare il debito, può ricorrere al pignoramento presso terzi, vale a dire coinvolgere soggetti terzi per tentare di riavere i soldi (ne è un esempio il pignoramento dello stipendio o della pensione).

Quali altri provvedimenti può prendere la banca?

Oltre alla risoluzione del mutuo, la banca segnala il cliente come cattivo pagatore presso appositi database. Ne esistono di diversi, come ad esempio la Centrale dei Rischi gestita dalla Banca d’Italia o il CRIF gestito da parte di operatori privati. In questo modo sarà difficile per il debitore ottenere nuovi finanziamenti o nei casi più gravi la segnalazione in tali sistemi informatici può determinare il divieto d’utilizzo di carte di credito, assegni, conti correnti, ecc.

Fortunatamente per il debitore, il suo nome non resta schedato per sempre: tutto dipende dalla gravità dell’inadempienza e dall’eventuale regolarizzazione del mancato pagamento.

Non riesci più a pagare il mutuo?

Per evitare di incorrere in ritardi nel pagamento delle rate del mutuo hai a disposizione diverse alternative:

  • puoi tempestivamente avvisare la banca e rinegoziare alcune delle condizioni del contratto di mutuo. Puoi, ad esempio chiedere di riformulare il piano d’ammortamento per diminuire l’ammontare mensile delle rate, sempre quando e se la banca sia disposta ad accettare la rinegoziazione;
  • esiste l’eventuale possibilità di sospendere il mutuo per un massimo di 18 mesi. La legge sancisce i casi e le condizioni necessarie per poter sospendere il pagamento delle rate del mutuo e accedere al cosiddetto fondo Gasparrini;
  • è possibile una surroga o sostituzione del mutuo. In entrambi i casi, tali operazioni consentono di estinguere il mutuo e di trasferire il debito in una nuova banca che offre soluzioni contrattuali più vantaggiose, come ad esempio un tasso di interesse più basso. In più, optando per la sostituzione, puoi anche cambiare l’importo del finanziamento.

Fai un confronto preventivi surroga per trasferire a costo zero il tuo mutuo o valuta il miglior mutuo sostituzione se desideri richiedere alla nuova banca una liquidità aggiuntiva al tuo debito residuo.

Ultimo aggiornamento settembre 2022

A cura della Redazione

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