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I mutui ai tempi del Coronavirus: crolla il tasso fisso

Pubblicato il 07/04/2020

L’emergenza Coronavirus sta travolgendo la vita degli italiani su più fronti. Oltre alla sanità, a subirne le conseguenze è naturalmente anche il mondo della finanza. Uno degli effetti della pandemia da Covid-19 è la continua discesa degli indici Euribor e Eurirs. Non a caso quello che stiamo vivendo è il periodo ideale per comprare casa e soprattutto il periodo in cui appare veramente minima la differenza tra mutui a tasso fisso e mutui a tasso variabile.

Nel primo caso si fa riferimento ad un mutuo in cui l’ammontare degli interessi non cambia ma resta costante per tutta la durata del prestito. Si parla, invece, di mutui a tasso variabile quando gli interessi possono aumentare o diminuire a seconda delle oscillazioni del mercato. I mutui a tasso variabile sono solitamente indicati per chi ha un reddito medio-alto e non ha paura di rischiare a causa delle fluttuazioni finanziarie.

Euribor e Eurirs in discesa

Oggi Euribor e Eurirs si ritrovano ad avere valori negativi. Dall’Osservatorio Tassi di Segugio.it appare tutto più chiaro. Tassi Euribor del 3 aprile 2020: Euribor 1 Mese in rialzo da -0,454% a -0,438%; Euribor 3 Mesi in ribasso da -0,336% a -0,341%; Euribor 6 Mesi in ribasso da -0,268% a -0,277%; Euribor 1 Anno in rialzo da -0,153% a -0,149%.

Tassi Eurirs del 3 aprile 2020: Eurirs 10 anni in ribasso da -0,03% a -0,04%; Eurirs 15 anni in ribasso da 0,13% a 0,12%; Eurirs 20 anni in ribasso da 0,18% a 0,17%; Eurirs 25 anni costante a 0,15%; Eurirs 30 anni in ribasso da 0,1% a 0,09%.

Ecco perché, quando si è incerti, ad aiutare a scegliere tra un mutuo a tasso fisso e un mutuo a tasso variabile è lo spread che viene applicato dalla banca. Lo spread è infatti il ricarico che l’istituto bancario somma al tasso base di interesse affinché possa ricavarne qualcosa.

Tasso fisso, variabile o con Cap?

Immaginiamo che un 35enne residente a Milano faccia richiesta di un mutuo per l’acquisto della prima casa. Supponiamo che il richiedente sia un impiegato e che l’importo del mutuo richiesto sia di 100mila euro mentre il valore dell’immobile pari a 200mila euro (dati rilevati il 06/04/2020).

In caso di mutuo a tasso variabile (tasso 0,30%) dalla durata di 10 anni, la rata mensile avrà un costo di 846 euro. In caso di mutuo a tasso fisso (tasso 0,45%) dalla durata di 10 anni, la rata avrà un costo di 852 euro. In caso di mutuo a tasso variabile con Cap dalla durata di 10 anni (tasso 0,46%- tasso max 2,20%), la rata avrà un costo di 853 euro.

Immaginiamo che la durata del mutuo sia di 30 anni. Con un mutuo a tasso variabile (tasso 0.51%), la rata avrà un costo di 299 euro. Con un mutuo a tasso fisso (tasso 0,80%), sempre della durata di 30 anni, la rata mensile sarà pari a 313 euro. Con un mutuo a tasso variabile con Cap (tasso 0,96% -tasso max 3,30%), la rata sarà di 320 euro.

Dal momento che l’Eurirs risulta ai minimi storici, si assiste anche ad un aumento di surroghe. Coloro che hanno stipulato un mutuo alcuni mesi fa, possono infatti ottenere condizioni migliori, trasferendo il proprio mutuo da una banca all’altra.

Boom di mutui a tasso fisso

Secondo quanto risulta dall’Osservatorio di MutuiOnline.it nel primo trimestre del 2020 sono stati erogati principalmente mutui a tasso fisso. La percentuale di chi ha ottenuto questa tipologia di prestito ipotecario è pari al 94,3% rispetto al 92,1% registrato nell’ultimo trimestre del 2019. In calo i mutui a tasso variabile: la percentuale è pari al 5,3% rispetto al 7,0% dello scorso trimestre.

Al primo posto, nel primo trimestre del 2020, oltre alle erogazioni, ci sono anche le richieste di mutui a tasso fisso che raggiungono la percentuale del 93,1%. Le richieste di mutui a tasso variabile sono pari, invece, al 6,4%.

Con Segugio.it è possibile confrontare i preventivi delle maggiori banche e richiedere online un preventivo mutuo casa.

A cura di: Tiziana Casciaro

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