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La BCE mantiene i tassi fermi: il mutuo variabile riprende quota

Restano invariati i tre tassi di interesse di riferimento della BCE. Sul fronte dei mutui, il tasso variabile si conferma più conveniente del fisso. E a parità di finanziamento scelto, la formula green consente di ridurre ulteriormente TAN e rata, per una maggiore possibilità di risparmio.

Alessio Santarelli
A cura di Alessio Santarelli

Esperto di mercati e prodotti finanziari

christine lagarde, presidente della bce
BCE: tassi fermi e convenienza del variabile

Tassi di interesse congelati. La BCE mantiene fermo il costo del denaro. Il tasso ufficiale sui depositi resta al 2,00%, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,15%, mentre il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginali al 2,40%. Le decisioni sono state prese all’unanimità dal Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea.

L’inflazione si attesta attualmente intorno all’obiettivo di medio termine del 2%; le valutazioni delle prospettive di inflazione portate avanti dal Consiglio Direttivo restano così inalterate. Le nuove proiezioni degli esperti della BCE delineano infatti un quadro dell’inflazione simile a quello dell’esercizio previsivo di giugno. Emerge come l’inflazione complessiva si collocherebbe in media al 2,1% nel 2025, all’1,7% nel 2026 e all’1,9% nel 2027; l’inflazione al netto della componente energetica e alimentare si porterebbe in media al 2,4% nel 2025, all’1,9% nel 2026 e all’1,8% nel 2027.

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Politiche BCE: seguirà un approccio guidato dai dati

L’economia - secondo quanto fanno sapere dall’Eurotower - dovrebbe crescere dell’1,2% nel 2025, con una correzione al rialzo rispetto allo 0,9% atteso a giugno. La crescita prevista per il 2026 risulta ora lievemente più bassa, all’1,0%, mentre per il 2027 resta invariata, all’1,3%.

Il Consiglio Direttivo punta a garantire che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine. Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, il Consiglio Direttivo fa sapere ancora che seguirà un approccio guidato dai dati, in base al quale le decisioni saranno prese di volta in volta a ogni riunione.

In particolare - si legge in una nota - le decisioni del Consiglio Direttivo sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi.

Si conferma la convenienza dei mutui a tasso variabile

Il Consiglio Direttivo ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento della BCE. Una decisione che condiziona anche il mercato dei mutui casa. Il TAN medio dei mutui a tasso variabile a 20 e 30 anni è destinato a restare stabile sui livelli attuali anche nelle prossime settimane. Secondo quanto emerge dall’Osservatorio Mutui di Segugio.it, questo tipo di finanziamento è oggi il più vantaggioso, complice un tasso di interesse che si attesta al 2,71% in media, contro il 3,23% dei mutui a tasso fisso.

Se si prende in esame un finanziamento ventennale da 170mila euro, si faranno i conti con una rata più leggera di 44 euro in favore del variabile (918 euro contro 962), per un risparmio totale sulla durata del mutuo pari a 10.600 euro. Lo scenario, dunque, si capovolge, dopo un lungo periodo in cui l’Euribor (il benchmark di riferimento del mutuo variabile) è stato a lungo più elevato dell’IRS (indice di riferimento del mutuo a tasso fisso).

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Volano anche i mutui green

Per ridurre ulteriormente TAN e rata ci si può orientare verso un mutuo green, che offre tassi più agevolati: in media 30-40 punti base in meno rispetto ai finanziamenti tradizionali. Su Segugio.it, ad esempio, se si opta per il tasso variabile, la migliore offerta di mutuo green presenta un TAN del 2,18% contro il 2,28% della miglior soluzione standard. Sul mutuo preso in esame precedentemente, la differenza sulla rata mensile è quindi pari a 8 euro in favore del green (875 euro contro 883 euro), per un risparmio totale di quasi 2 mila euro sull’intera durata del finanziamento.

Se scegliamo un mutuo verde a tasso fisso, la miglior offerta green ha un TAN del 2,65% e una rata mensile di 913 euro, pari a 26 euro in meno rispetto alla migliore soluzione standard, che ha un TAN del 2,95% e una rata di 939 euro. Nel caso del fisso, il risparmio sull’intera durata del mutuo green sale dunque a oltre 6mila euro.

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