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Immobiliare turistico: ecco le mete al top

Nonostante i venti contrari a livello macro, il settore degli immobili turistici continua a vivere un momento d'oro. Liguria, Versilia, Puglia e Sardegna sono tra i territori in cui più sostenuta è la domanda d'investimento, che però deve fare i conti con le incognite normative.

Luigi Dell'Olio
A cura di Luigi Dell'Olio

Esperto di prodotti finanziari, mercati energetici e telefonia

vista di una città di mare con barchette in spiaggia
Le mete più gettonate per gli investimenti immobiliari

Il peso dell’Imu si fa sentire sulle seconde case, soprattutto in una fase di crescita debole dell’economia come quella che stiamo vivendo, ma ci sono numerose località nelle quali l’immobiliare turistico continua a crescere.

Quotazioni ancora in crescita in Italia

Secondo le rilevazioni di Tecnocasa, nella seconda metà del 2022 i prezzi degli immobili turistici in Italia sono cresciuti del 2,1% (confronto annuo) nelle località di mare e del 3,7% in quelle lacustri.

La tipologia preferita da chi acquista una casa vacanza è il trilocale che nel 2022 ha raccolto il 30,3% delle compravendite realizzate. A seguire le ville con il 29,4% e al terzo posto il bilocale con il 24,9%. Quanto al profilo degli acquirenti, ad acquistare la casa vacanza sono prevalentemente persone tra 45 e 54 anni (31,5%), seguite da chi ha un’età tra 55-64 anni (27,7%). Rispetto all’analoga analisi condotta sui dati del 2021, si evidenzia la crescita della fascia di acquirenti oltre i 55 anni.

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L’incognita legata alla riforma degli affitti brevi

Chi compra una casa vacanza non lo fa esclusivamente per abitarci per un periodo più o meno prolungato dell’anno, ma sempre più spesso anche per metterlo a reddito grazie alle piattaforme online per gli affitti brevi. Su quest’ultimo punto c’è il rischio, tuttavia, di un’evoluzione normativa penalizzante. Il Governo lavora infatti all’introduzione di un pacchetto minimo di permanenza (due notti, quanto meno nei centri storici delle città metropolitane) e di un codice identificativo nazionale per gli immobili in affitto per finalità turistiche, che dovrà essere esposto. I trasgressori saranno passibili di una multa fino a 5mila euro. A complicare ulteriormente le cose, la previsione di introdurre l’obbligo di segnalare l’inizio dell’attività di locazione a fini turistici per chiunque la eserciti in forma imprenditoriale, con multe fino a 10mila euro in caso di mancato rispetto della normativa.

Le località più gettonate per gli investimenti

Tornando al mercato, si registrano prezzi in crescita anche in montagna, nell’ordine di circa il 3%, sebbene la guerra in Ucraina abbia raffreddato il mercato per lo stop degli arrivi di turisti russi. La componente straniera nelle compravendite e negli affitti è tornata ai livelli pre-pandemia, spingendo in alto le quotazioni, soprattutto nelle località più blasonate. Rispetto all’estate del 2022, i canoni nelle zone turistiche fanno registrare un incremento medio del 2% a luglio e del 2,6% ad agosto, ma nelle località più richieste si va da circa il 4% a luglio al 4,5% ad agosto.

Quanto alle località più dinamiche, l’ufficio studi di Gabetti segnala il momento d’oro di Liguria e Puglia, con un potenziale interessante per le Dolomiti, che iniziano a risentire positivamente dell’appuntamento con le Olimpiadi invernali, in programma nel 2026. Mentre, per chi ama la campagna, l’indicazione è di puntare soprattutto sulla Toscana.

Interpellata da Milano Finanza, Engel & Völkers Italia conferma l’appeal della Liguria e della Toscana (Forte dei Marmi e Marina di Pietrasanta su tutte), aggiungendovi la Sardegna, soprattutto per la clientela alto spendente. Nell’isola, spiccano la Costa Smeralda e la zona di Pula.

Infine, il centro studi di Re/Max ha realizzato un approfondimento sulle tendenze legate alle diverse tipologie di turismo. Quello più tradizionale oggi guarda soprattutto in tre direzioni: la zona di Porto Venere in Liguria, la marina di Pisa in Toscana e Cervia e dintorni in Romagna. Località nelle quali i progetti edilizi sono limitati dalla geografia e quindi l’offerta è destinata a non aumentare in modo sensibile, cosa che spinge in alto i prezzi.

Il costante aumento del turismo enogastronomico sta invece richiamando ulteriori investimenti in Toscana e Piemonte, dove le province più attrattive sono Siena, Firenze e Asti, con una particolare attenzione verso casali e cascine da ristrutturare.

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