Chiama gratis 800 999 555 Chiama gratis 800 999 555

Il mattone sfida il covid: salgono i prezzi delle case

Sale il costo degli appartamenti comprati dalle famiglie in Italia nel secondo trimestre del 2020. In calo, invece, c'è il numero di compravendite a causa dell'emergenza coronavirus e del conseguente lockdown.

Pubblicato il 14/10/2020

Il mercato immobiliare sfida il coronavirus. Dalle prime stime dell’Istat, nel secondo trimestre del 2020, l’indice dei prezzi delle abitazioni, comprate dalle famiglie sia per fini abitativi che per investimento, è aumentato del 3,1% rispetto al trimestre precedente. Registrata, inoltre, una crescita del 3,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

L’aumento del prezzo delle case, che risulta essere il più ampio finora, è riconducibile sia alle nuove costruzioni (+2,7%) che a quelle già esistenti (+3,7%). In entrambi i casi, comunque, c’è stata una vera e propria accelerata rispetto al primo trimestre, dove erano rispettivamente +1,0% e +1,9%.

Parliamo di una crescita che va avanti per il quarto trimestre consecutivo, dopo il periodo di flessione iniziato nel 2012 e andato avanti nel 2019. Questa svolta è legata a un periodo alquanto particolare per il nostro Paese a causa dell’emergenza coronavirus, che ha ridotto le compravendite di abitazioni. I prezzi, finiti sotto esame, riguardano maggiormente contratti i cui termini sono stati fissati prima dell’inizio del lockdown.

In calo le compravendite

A presentare il segno meno sono, infatti, le compravendite: l’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate registra per il settore residenziale una contrazione pari a -27,2% nel secondo trimestre del 2020. Nel primo trimestre il calo era pari a -15,5%.

Il calo delle compravendite è da ricondurre alle misure adottate per il contenimento del covid-19. Provvedimenti che hanno sicuramente frenato la stipula dei rogiti notarili soprattutto durante il mese di aprile.

L’aumento dei prezzi rinsalda, invece, quel trend che già si era iniziato a vedere alla fine dello scorso anno, mentre il calo evidente delle compravendite degli immobili residenziale l’ha fatta da padrone nel primo trimestre del 2020, ma sembra sia stato in parte riassorbito nel mese di giugno scorso.

Dove costano di più le case?

I prezzi delle abitazioni registrano un aumento in tutte le aree geografiche. A mostrare una crescita più marcata sono in particolare le regioni del Nord-Ovest e del Nord-Est: le percentuali sono rispettivamente del +5,5% e del +4,1%. A scivolare in seconda posizione sono il Sud e Isole (+2,3%), mentre il Centro si attesta su un tasso di crescita più basso (+0,9%). Anche su base congiunturale - si legge nello studio redatto dall’Istat - si registra ovunque un’ampia crescita dei prezzi delle abitazioni.

A Milano accelera ulteriormente la crescita su base annua dei prezzi delle abitazioni (+15,9%). L’aumento è legato sia ai prezzi delle abitazioni nuove che a quelli degli appartamenti già esistenti. I prezzi aumentano, ma in misura più contenuta, anche a Torino (+1,8%) e a Roma (+1,3%).

Nel capoluogo piemontese la crescita appare, infatti, in leggero rallentamento rispetto allo scorso trimestre, dove la percentuale era pari a+2,3%. Stesso discorso anche per la Città Eterna dove si registra un aumento dei prezzi su base tendenziale, ma che risulta meno ampio rispetto al +1,8% del trimestre precedente. Questo andamento - secondo quanto fotografato dall’Istat nella sua indagine - è riconducibile unicamente ai prezzi delle abitazioni esistenti, che crescono dell’1,6%, mentre quelli delle abitazioni nuove si abbassano dello 0,8%.

Nel secondo trimestre del 2020, rispetto alla media del 2010, i prezzi delle abitazioni risultano in crescita complessivamente del 6,8% a Milano, dove il rialzo era già partito alla fine del 2015, e in diminuzione del 18,9% a Torino, dove la ripresa dei prezzi è iniziata solo nel 2017. A Roma si registra, invece, un andamento altalenante e in calo del 25,9%: dalla fotografia scattata dall’Istat risulta che la sequenza delle flessioni iniziata nel 2012, con l’eccezione della ripresa del 2016, si è fermata soltanto nei primi due trimestri dell’anno in corso.

A cura di: Tiziana Casciaro

Articoli correlati


Richiesta di contatto×
Espandi