Compravendite in calo e tempistiche di vendite in aumento
Si stima un numero totale di compravendite di circa 680mila unità per la fine dell'anno. I numeri relativi al 2023 confermano, infatti, un rallentamento del mercato immobiliare e un aumento delle tempistiche di vendita con trattative sempre più ampie tra le parti.
Resta lenta la corsa del mercato immobiliare in Italia. Lo rivelano i dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate e relativi ai primi nove mesi del 2023. Nel nostro Paese, nel periodo gennaio 2023-settembre 2023, sono state compravendute 507.879 abitazioni. Si registra un calo dell’11,8% rispetto ai primi nove mesi del 2022. Una ricerca dell’Ufficio Studi Tecnocasa focalizza poi l’attenzione anche sull’ultimo trimestre dell’anno in cui risultano 157.024 case compravendute. In questo caso la contrazione è pari a -10,4%.
Alla luce di tali numeri, l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa stima per la fine del 2023 un numero totale di compravendite pari a 680mila unità circa. Anche in questa ultima parte dell’anno si conferma infatti l’andamento fiacco del mercato immobiliare. Emergono, inoltre, altri dati interessanti: aumentano le tempistiche di vendita e si allungano le trattative tra le parti. Si registra al contempo anche una disponibilità di spesa inferiore per chi fa ricorso al credito. Il 2023 è stato infatti caratterizzato anche da una frenata delle richieste dei mutui casa, complice l’aumento dei tassi di interesse.
Resta, nonostante il trend negativo, il trilocale la soluzione abitativa più scelta dagli italiani per l’abitazione principale. Al secondo posto le soluzioni indipendenti e semindipendenti per chi ha necessità di spazi esterni: terrazzi, balconi o giardini.
Come sta andando il mercato immobiliare nelle grandi città?
Il rallentamento del mercato immobiliare è legato proprio al calo delle compravendite. Nei capoluoghi la contrazione è pari a -12,7% nei primi nove mesi dell’anno. I comuni non capoluogo hanno registrato, invece, un calo inferiore, pari a -11,5%. Dallo studio in esame emerge che tra le grandi città sono soprattutto Bari, Bologna e Milano a "conquistare" la maglia nera. Nel capoluogo pugliese nei primi nove mesi del 2023 si contano 3.054 compravendite contro le 3.832 dell’equivalente periodo del 2022. Il crollo nel corso di un anno è pari a -20,3%.
Male anche Bologna che registra 4.144 compravendite nel periodo gennaio 2023-settembre 2023, mentre se ne contavano 5.138 nei primi nove mesi del 2022. In questo caso la variazione è stata pari a -19,3%. Non va meglio per la città meneghina: a Milano nei primi nove mesi dell’anno si contano 17.811 compravendite immobiliari contro le 21.415 del periodo corrispondente nel 2022. Nel capoluogo lombardo il crollo in un anno è pari a -16,8%.
C’è anche Roma tra le grandi città a registrare una variazione di non poco conto in un anno: -15,5%. Nel periodo gennaio 2023-settembre 2023 sono state effettuate nella Capitale 25.157 compravendite rispetto alle 29.760 del periodo corrispondente del 2022. Firenze mette a segno una contrazione a doppia cifra pari a -14,2% con 3.532 compravendite nei primi nove mesi del 2023 rispetto alle 4.119 dello stesso periodo del 2022. A seguire ci sono: Verona con una diminuzione delle transazioni pari a -10,0% (si è passati da 2.860 compravendite a 2.573); Genova con un calo pari a -9,7% (si è passati da 6.854 compravendite a 6.191); Torino con una contrazione pari a -9,4% (si è passati da 11.777 compravendite e 10.667).
Performance migliori a Napoli dove la variazione nel corso di un anno è stata solo pari a -4,9%: si è passati, infatti, dalle 6.110 compravendite dei primi nove mesi del 2022 alle 5.810 dei primi nove mesi del 2023. Meglio anche Palermo dove la contrazione è stata di -6,3%: si contano 4.692 compravendite nel periodo gennaio 2023-settembre 2023 rispetto alle 5.008 del periodo corrispondente del 2022. Se si volge, infine, lo sguardo solo al terzo trimestre dell’anno è Firenze a registrare una contrazione maggiore rispetto all’anno precedente: -17,9%. Bene, invece, Napoli che anche in questo periodo dell’anno presenta una diminuzione più lieve, pari a -1,9%.
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