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Privilegio

Secondo il nostro ordinamento giuridico esistono due tipi di privilegio: generale, che si esercita su tutti i beni mobili del debitore, e speciale, che si esercita su specifici beni mobili o immobili.

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Tipologie di privilegio

Si parla di privilegio per indicare un titolo di prelazione attribuito a un creditore: questi può ottenere il soddisfacimento di determinati crediti con preferenza rispetto ad altri creditori non privilegiati.

A definire il privilegio è l’articolo 2745 del Codice Civile, secondo cui il privilegio è accordato dalla legge in considerazione della causa del credito. Secondo il nostro ordinamento giuridico la costituzione del privilegio può tuttavia essere subordinata alla convenzione delle parti; può anche essere subordinata a particolari forme di pubblicità.

Esistono due tipi di privilegi:

  • generale: si esercita su tutti i beni mobili del debitore,
  • speciale: si esercita su specifici beni mobili o immobili.

Nel caso in cui non sia la legge a disporre altrimenti, il privilegio speciale sui beni mobili non può essere esercitato in pregiudizio del creditore pignoratizio.

I creditori che hanno privilegio sui beni immobili sono preferiti ai creditori ipotecari se la legge non prevede diversamente. Il privilegio speciale risulta, dunque, più forte sull’ipoteca.

Il privilegio accordato al credito viene applicato anche alle spese ordinarie per l'intervento nel processo di esecuzione, sia che venga intrapreso da altri che dal creditore stesso. Tale disciplina, inoltre, si estende anche agli interessi dovuti per l'anno in corso alla data del pignoramento e per quelli dell'anno precedente.

Hanno, infine, privilegio generale sui mobili, i crediti riguardanti:

  • le spese funebri necessarie secondo gli usi;
  • le spese d'infermità fatte negli ultimi sei mesi della vita del debitore;
  • le somministrazioni di vitto, vesti e alloggio, nei limiti della stretta necessità fatte al debitore per lui e per la sua famiglia negli ultimi sei mesi;
  • i crediti di alimenti per gli ultimi tre mesi a favore delle persone alle quali gli alimenti sono dovuti per legge.

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