ISEE, riforma in cantiere. Ecco cosa potrebbe cambiare
Tante le voci interessate che potrebbero subire impatti dall’eventuale revisione dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente. L'obiettivo è allargare la platea dei soggetti che possono beneficiare delle numerose prestazioni sociali previste. Ecco le novità allo studio.
Novità all’orizzonte per l’ISEE, l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, che consente di accedere alla gran parte dei contributi pubblici messi a disposizione, tra cui bonus sociali, sgravi e contributi.
Il Governo, infatti, sta valutando una serie di modifiche, con l’obiettivo principale di allargare la platea dei soggetti che possono beneficiare delle numerose prestazioni sociali previste, nonché di evitare sovrapposizioni ed eventuali duplicazioni. Un lavoro di semplificazione, in altre parole, che sulla carta dovrebbe portare più benefici e procedure più snelle ed efficienti.
ISEE, l'ipotesi di revisione. Il nodo della prima casa
Uno dei nodi sul tavolo del Governo è quello della prima casa, che concorre al calcolo finale dell’ISEE, anche se in parte minore. In sostanza, possedere un’abitazione, magari dopo avere sostenuto un mutuo casa con tutte le spese relative, esclude di fatto o penalizza fortemente una platea troppo ampia di soggetti, che dovrebbero invece avere la possibilità di accedere a una serie di contributi statali.
Secondo l’attuale calcolo in vigore, il valore dell’immobile di proprietà viene considerato a partire dai 52.000 euro del valore IMU, al netto dell’eventuale mutuo residuo ancora da pagare. Tale soglia cresce di 2.500 euro per ogni figlio che fa parte del nucleo familiare oltre il secondo.
L’ipotesi di revisione, in tal senso, escluderebbe la prima casa dal calcolo ISEE, ma manterrebbe comunque la seconda casa e altri immobili che concorrerebbero al valore ISEE nella loro totalità (quindi senza alcuna franchigia come per la prima casa).
ISEE, riforma in cantiere. Fuori del tutto i titoli di stato
Un’altra importante novità all’orizzonte riguarda i titoli di stato (Btp, Bot, buoni fruttiferi postali, libretti di risparmio postale), che potrebbero venire esclusi del tutto dal calcolo ISEE. Un passaggio definitivo, quindi, visto che già dallo scorso aprile questi strumenti erano stati esclusi per un importo massimo di 50.000 euro per nucleo familiare.
Confronta le offerte di mutuo prima casa a tasso fisso:
ISEE, come si calcola?
L’Indicatore della situazione economica equivalente tiene conto dei dati indicati nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e resta valido fino al 31 dicembre dello stesso anno in cui viene presentata. Occorre presentare la DSU inserendo tutti i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali del nucleo familiare.
Può essere inoltrata tramite sito online dell’INPS con le credenziali SPID, CIE e CNS oppure fisicamente, grazie al supporto di un centro di assistenza fiscale (Caf). Tra i documenti necessari rientrano documento di identità, tessera sanitaria, codice fiscale di ogni membro della famiglia, modello 730, certificazione sui redditi non soggetti a imposte.
ISEE, perché conviene inserire il mutuo?
Un aspetto che invece forse non tutti conoscono riguarda i vantaggi di inserire il mutuo prima casa nella dichiarazione ISEE. Questa operazione consente di ridurre il valore patrimoniale e sbloccare cosi l’accesso alle agevolazioni pubbliche, quali assegno unico, riduzione delle tasse universitarie per i figli, bonus energia, ecc.
L’ISEE, infatti, viene calcolato sui redditi e sul patrimonio di ciascun componente del nucleo familiare, tenendo conto del numero complessivo dei membri. Di conseguenza, quando si possiede un immobile, quest’ultimo incide sull’ISEE; se sull’immobile tuttavia grava un mutuo, il valore IMU della casa può essere ridotto dell’importo del debito residuo da pagare al 31 dicembre dell’anno precedente a quello della dichiarazione.
Per poter usufruire di questo meccanismo, tuttavia, occorre che il mutuo rientri in certi parametri:
- sono ammessi esclusivamente i mutui stipulati per l’acquisto o la costruzione di un immobile (non sono ammessi i mutui ristrutturazione);
- in caso di mutui cointestati (marito e moglie ad esempio), il valore residuo va suddiviso tra i contraenti secondo la quota di possesso dell’immobile;
- se il mutuo riguarda la prima casa viene applicata una franchigia, che per il 2025 è pari a 52.500 euro, a cui vanno aggiunti 2.500 euro per ogni figlio convivente a partire dal terzo (i primi 2 figli non vengono conteggiati).
Per maggiori informazioni sul perchè conviene inserire il mutuo nel calcolo ISEE, è possibile consultare la guida dedicata su Segugio.it.
Le offerte di mutuo prima casa a tasso fisso:
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Banco di Desio e della Brianza | 3,10% | € 427,02 | 3,31% |
| Credem | 3,04% | € 423,76 | 3,42% |
| Banco di Sardegna | 3,20% | € 432,47 | 3,45% |
| BPER Banca | 3,20% | € 432,47 | 3,45% |
| Banco BPM | 3,20% | € 432,47 | 3,47% |
| Crédit Agricole Italia | 3,15% | € 429,74 | 3,49% |
| Webank | 3,39% | € 442,93 | 3,50% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 3,29% | € 437,40 | 3,55% |
| BNL - Gruppo BNP Paribas | 3,15% | € 429,74 | 3,61% |
| Intesa Sanpaolo | 3,41% | € 444,04 | 3,61% |
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