Il taglio sui tassi dalla Bce c’è stato: le conseguenze sulla rata del mutuo
La Bce taglia i tassi di 25 punti base, facendo scendere il tasso sui rifinanziamenti dal 4,50% a 4,25%. Non è tuttavia una situazione rosea quella che ci aspetta nel breve e medio termine, perché i livelli dell’inflazione restano critici e al di sopra dell’obiettivo del 2%.
Possono tirare un sospiro di sollievo i mutuatari con un mutuo a tasso variabile o in procinto di aprirne uno nuovo. Il tanto atteso taglio da parte della Banca centrale europea durante il Consiglio direttivo c’è stato, il primo dopo ben 5 anni di politica restrittiva sul costo del denaro e i rialzi che dal 2022 hanno portato i tassi di interesse a livelli vertiginosi in un tempo record.
Sono 25 punti base in meno che fanno scendere il tasso sui rifinanziamenti dal 4,50% a 4,25%, il tasso sui depositi dal 4% al 3,75% e quello sui prestiti marginali dal 4,75% al 4,50%. La decisione è stata presa alla luce dei nove mesi di tassi di interesse invariati e del ridimensionamento dell’inflazione del 2,5%.
Non è tuttavia una situazione rosea quella che ci aspetta nel breve e medio termine, perché i livelli dell’inflazione restano critici e al di sopra dell’obiettivo del 2%: “ci saranno vari scossoni sulla strada dell'allentamento della stretta monetaria, alcuni li possiamo anticipare e predire, ma altri possono arrivare a sorpresa oppure li anticipiamo, ma la portata è più grande del previsto. Una strada accidentata e i prossimi mesi saranno altrettanto, lo sappiamo”, fanno sapere da Francoforte.
Si rende anche noto che il Consiglio direttivo della BCE non seguirà un percorso sui tassi prestabilito, ma continuerà a prendere decisioni basate sui dati economici e finanziari valutandole di volta in volta per determinare il livello e la durata adeguati della politica monetaria restrittiva.
Mutui meno cari già da qualche mese
Per capire l’effetto che il taglio dei tassi ha sui mutui, calcoliamo che un punto base (bp) corrisponde allo 0,01%, un centesimo di punto percentuale. Dunque se il tasso di interesse su un mutuo si riduce di 25 punti base, significa che è diminuito dello 0,25%.
Nelle ultime settimane, in seguito all'annuncio di possibili tagli da parte della BCE, le banche hanno dato una prima sforbiciata ai tassi di interesse, tanto che confrontando le offerte attuali di mutuo si possono trovare soluzioni a condizioni più convenienti rispetto a un mese fa.
Secondo l'Osservatorio Mutui di Segugio.it, il Tan minimo dei mutui variabili a maggio 2024 ha segnato il 4,65%, contro una media del 5,16%. Il Tan minimo dei mutui a tasso fisso ha fatto registrare il 2,59% nello stesso periodo, contro una media del 3,16%.
Dopo il taglio della Bce, un mutuo di 100.000 euro a tasso variabile diventerà più leggero di 15 euro al mese: non si parla di grandi risparmi, ma se questo fosse l’inizio, l’ottimismo potrebbe dare una concreta accelerata al mercato dei mutui, attualmente presidiato quasi esclusivamente da nuove sottoscrizioni a tasso fisso (che rimane più conveniente di almeno un punto percentuale rispetto al più colpito tasso variabile).
Intanto marzo e aprile hanno segnato anche la svolta per l’andamento della domanda di mutui, merito principalmente delle surroghe che sono tornate a essere la migliore soluzione per rientrare nei costi dopo i rincari dello scorso anno.
Lo stato di salute dei mutui
I dati forniti dall’Osservatorio Mutui mostrano che il mercato è in una fase di transizione e i consumatori prendono tempo. Nel 2024, il 47,6% di coloro che hanno richiesto un mutuo non ha ancora fatto una proposta o firmato un compromesso d’acquisto.
Ci sono comunque segnali di maggiore fiducia tra i mutuatari: l'importo medio richiesto è aumentato da 130.407 euro nel 2023 a 141.250 euro nel 2024, e il valore medio dell’immobile desiderato è salito da 214.021 euro a 228.622 euro.
Menzione a parte meritano i mutui green, la vera novità di questa parentesi difficile da cui sembra si stia uscendo.
Acquistare un immobile di classe energetica superiore, quindi A, B e talvolta anche C, offre vantaggi molto interessanti. Le banche incentivano le scelte green con tassi di interesse più bassi, mentre dall’Europa arriva la direttiva Energy Performance of Buildings con l’obiettivo di avere un patrimonio immobiliare a zero emissioni, con una prima scadenza dello stato di avanzamento lavori per il 2030.
Il mercato risponde bene alle nuove istanze che vogliono le case efficienti: nel primo trimestre del 2024, i mutui green sono cresciuti dall’8,8% al 16,4% sul mix della domanda.
Le offerte di mutuo a tasso fisso oggi:
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