La BCE lascia i tassi invariati: si apre una fase di stabilità per i mutui
La BCE lascia i tassi fermi al 2%, confermando le previsioni. Il ciclo delle sforbiciate sembra essere giunto al termine. E anche il mercato dei mutui sembra ritrovare maggiore equilibrio, con il tasso variabile che diventa più conveniente del fisso. Oltre il 92% degli italiani opta però ancora per la rata stabile.
Nella riunione del 30 ottobre scorso, Francoforte ha optato per la cautela e confermato lo stop al ciclo dei tagli. La Banca Centrale Europea ha lasciato infatti i tassi invariati, dopo otto sforbiciate consecutive tra giugno 2024 e giugno 2025. Il tasso sui depositi resta al 2,00%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,15% e quello sui prestiti marginali al 2,40%.
La posizione di politica monetaria della BCE e della FED
Durante la penultima riunione del 2025 la BCE sceglie dunque la strada della prudenza, al contrario della FED, che lo scorso 29 ottobre ha tagliato i tassi di 25 punti base, dando seguito al primo taglio di settembre e segnando l'inizio di una fase di politica monetaria più espansiva.
La decisione della Banca Centrale Europea avvalora invece la volontà di Christine Lagarde e dei suoi colleghi di operare con prudenza sui tassi di riferimento in un contesto geopolitico incerto, monitorando i dati relativi a inflazione e crescita economica nell’Eurozona.
L’inflazione - si legge in una nota - resta prossima all’obiettivo del 2% a medio termine e la valutazione delle prospettive di inflazione condotta dal Consiglio Direttivo si conferma pressoché invariata. Sempre il Consiglio Direttivo fa sapere che “l’economia ha continuato a crescere malgrado il difficile contesto mondiale” con “il vigore del mercato del lavoro, la solidità dei bilanci del settore privato e le passate riduzioni dei tassi di interesse decise dal Consiglio Direttivo".
Confronta le offerte di mutuo prima casa a tasso fisso:
Il variabile oggi conviene di più, ma il fisso resta la scelta preferita
La stabilità della politica monetaria europea si ripercuote anche sul mercato dei mutui, dove oggi il tasso variabile torna più conveniente rispetto al tasso fisso. Secondo l’Osservatorio di Segugio.it, a ottobre il TAN medio dei mutui a tasso variabile si attesta al 2,69%, contro il 3,27% del mutuo a tasso fisso, con valori pressoché invariati rispetto a settembre.
Se si prende in esame un mutuo ventennale da 180.000 euro, la rata mensile è di 971 euro contro 1.023 euro del fisso, per un risparmio di 52 euro al mese e oltre 12.500 euro in 20 anni. Su un mutuo di 30 anni, la rata scende a 729 euro per il variabile contro 785 euro per il fisso, con un vantaggio di 56 euro mensili e più di 20.200 euro sull’intera durata del finanziamento.
Nonostante i vantaggi offerti oggi da un mutuo a tasso variabile, la stragrande maggioranza degli italiani continua a optare per la certezza offerta dal tasso fisso. Nel terzo trimestre del 2025, il 92,5% delle richieste di mutuo fa riferimento infatti a questa soluzione, contro appena il 5,5% per il variabile. È il valore più alto registrato finora dal 2023, ma resta lontano dai livelli del 2022, quando il 27,7% dei richiedenti sceglieva il tasso variabile, complice la forbice di 150 punti base a favore dell’indicizzato (1,70% contro 3,17%).
La stabilità dei mercati trova conferma negli indici di riferimento. L’Euribor a uno e tre mesi, che guida i mutui variabili, resta vicino alla soglia del 2%, con valori rispettivamente di 1,89% e 2,07%. Per i mutui a tasso fisso, l’IRS a 20 e 30 anni si attesta attorno al 2,89%.
Tassi agevolati per chi sceglie i mutui green
Una delle forme di finanziamento che continua a riscuotere più successo è quella dei mutui green, pensati per l’acquisto e la ristrutturazione di immobili ad alta efficienza energetica. Le banche propongono infatti tassi agevolati inferiori di 40-50 punti base rispetto ai mutui classici.
Le ultime rilevazioni di fine ottobre rivelano che sullo stesso mutuo ventennale da 180.000 euro, la migliore offerta green a tasso fisso ha un TAN del 2,80% e una rata di 980 euro, ossia 43 euro in meno rispetto alla media di mercato. Il risparmio totale ammonta a 10.200 euro.
Ancora più conveniente la formula del variabile con un TAN del 2,19%, una rata di 927 euro e un risparmio mensile di 44 euro rispetto alla media. Il risparmio totale è di oltre 10.500 euro lungo la durata del finanziamento.
Le offerte di mutuo prima casa a tasso fisso oggi:
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Crédit Agricole Italia | 2,99% | € 421,06 | 3,32% |
| Credem | 3,00% | € 421,60 | 3,38% |
| Banco BPM | 3,20% | € 432,47 | 3,47% |
| Banco di Desio e della Brianza | 3,30% | € 437,96 | 3,52% |
| Webank | 3,46% | € 446,81 | 3,57% |
| Intesa Sanpaolo | 3,41% | € 444,04 | 3,61% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 3,36% | € 441,27 | 3,62% |
| Banca Sella | 3,45% | € 446,26 | 3,72% |
| BNL - Gruppo BNP Paribas | 3,40% | € 443,48 | 3,86% |
| BPER Banca | 3,60% | € 454,65 | 3,87% |
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