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I mutui in tempo di pandemia: tasso fisso ai minimi storici

Per quanto dalla Bce i segnali di voler salvaguardare ancora a lungo l’economia dell’Europa siano chiari, il tasso fisso continua a rappresentare il porto più sicuro in un momento storico di grande vulnerabilità. Nove mutui richiesti su dieci sono proprio a tasso fisso.

Pubblicato il 26/10/2020

Nove italiani su dieci preferiscono puntare su un mutuo a tasso fisso. Non è un caso, visto che ultimamente la forbice con il tasso variabile sembra essersi molto assottigliata, fino ad offrire uno scarto di poche decine di euro al mese tra le due rate.

Per quanto dalla Bce i segnali di voler salvaguardare ancora a lungo l’economia dell’Europa siano chiari, il tasso fisso continua a rappresentare il porto più sicuro in un momento storico di grande vulnerabilità. Lo conferma l’ultimo Osservatorio sui mutui di Segugio.it, secondo il quale l’89,9% delle domande di mutuo degli ultimi tre mesi sono per finanziamenti con un piano di ammortamento definito.

Gli affari sul mercato dei tassi di interesse

Poco prima dell’epidemia il mercato dei mutui iniziava una lenta ripresa alla quale si accompagnava la risalita dei tassi. In questo scenario, ottenere un mutuo prima casa a tasso fisso all’1,5% costituiva già un affare.

La situazione è cambiata con l’emergenza sanitaria e lo stop delle attività, e anche quando le stipule sono riprese, il mercato ha iniziato a segnare nuovi minimi storici dei tassi di interesse. Per un mutuo prima casa, riuscire a strappare uno 0,5% non è un’eccezione, specialmente se si decide di utilizzare il web per trovare il finanziamento migliore.

A determinare il forte calo dei tassi ci sono i valori registrati sui mercati europei dagli indicatori ai quali i nostri tassi si agganciano: Eurirs ed Euribor. Sono l’Euro Interest Rate Swap e l'Euro Interest Bank Offered Rate, i valori che determinano il costo rispettivamente di un tasso fisso e di un tasso variabile. In questo momento l’Irs a 20 anni registra lo -0,04% mentre l’Euribor trimestrale segna -0,50% (rilevazioni del 16 ottobre 2020).

Le banche e lo spread

Con tassi così risicati, quello che determina il prezzo di un mutuo in questo momento è l’altro valore che compone il tasso di interesse finale: lo spread, il margine in percentuale che le banche si riservano quando fanno il prezzo di un mutuo per pagare il loro compenso. È questo l’unico trattabile, perché legato alle politiche commerciali dell’istituto di credito.

In un mercato di offerte molto affollato, dove i margini di un’operazione di mutuo sono molto bassi, le banche combattono comunque per accaparrarsi clienti, perché l’apertura di un mutuo è l’inizio di un lungo rapporto con un cliente, al quale proporre nel tempo altri prodotti ben più remunerativi.

Per trovare le migliori condizioni dei primari istituti di credito, serve sicuramente consultare un comparatore come Segugio.it, che ogni giorno pubblica le migliori offerte di mutuo alle condizioni più competitive del web, spesso esclusive per il portale, che non si possono ottenere in banca.

Quanto costa adesso un mutuo rispetto al periodo pre-Covid

I tassi di interesse più bassi e le condizioni favorevoli delle banche, mosse da una alta competizione sul mercato, si sono tradotti in un risparmio sulla rata del mutuo, perché le famiglie pagano in media 333 euro, meno 3,2% rispetto al periodo precedente al Covid.

Il vero affare lo fa ancora una volta chi sceglie un mutuo a tasso fisso e riesce a strappare le condizioni migliori sul mercato, garantendosi una sorta di assicurazione a lungo termine.

Occhio ai prezzi delle case in aumento

In un momento in cui i tassi ai minimi e il favore delle banche sembrano creare le condizioni ideali per ricorrere a un mutuo, c’è un’altra variabile che è intervenuta a minare questo clima ideale: i prezzi delle case. Dopo anni di stallo, l'Istat ha stimato i prezzi del residenziale in aumento. Nel secondo trimestre 2020 l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie italiane è aumentato del 3,1% rispetto al trimestre precedente e del 3,4% rispetto a un anno fa.

Il dato sorprende in un momento come questo, che segue e vive ancora all’ombra di una pandemia che non riusciamo ad allontanare: l'aumento non riguarda solo le nuove costruzioni, che hanno fatto registrare +2,0%, ma soprattutto gli immobili esistenti (+3,3%).

Il fenomeno assume rilevanza differente a seconda del mercato, e ad esempio a Milano si presenta con il dato più rilevante: +15,9% su base annua.

Occorre dunque cogliere ogni segnale del mercato e prendere al volo le opportunità che offre. In questo momento di tassi stracciati e prezzi delle case in aumento, la casa diventa il migliore investimento per chi sta pagando un affitto e per chi volesse migliorare la propria condizione abitativa.

A cura di: Paola Campanelli

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