Gli italiani sempre più pazzi per le case grandi
Cresce la percentuale di acquisti di case indipendenti e semindipendenti. La tendenza, già emersa all'indomani del lockdown, è ormai realtà. Gli italiani preferiscono case ampie e dotate di spazi esterni. I tagli più gettonati sono quelli che si collocano tra 101 e 150 metri quadri.
Le case piccole non convincono più. Sono i tagli grandi ormai a fare breccia nel cuore degli italiani. Lo rivela l’ultima indagine dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa che ha esaminato le compravendite effettuate nel primo semestre del 2020. Il 20% delle transazioni riguarda soluzioni indipendenti e semindipendenti.
La percentuale è in crescita rispetto allo scorso anno, quando era ferma al 18,5%. Due anni fa la percentuale di compravendite di tagli grandi si attestava al 18,1%. L’incremento di acquisti di queste tipologie nel 2020 è da ricondurre sicuramente all’emergenza sanitaria e ai mesi di lockdown. Molti italiani richiedono oggi abitazioni ampie e dotate di spazi esterni: balconi, terrazzi e giardini.
In prima posizione restano sempre i trilocali (34,9%). Si piazzano poi in classifica i bilocali (19,3%); i quattro locali (17,4%); le case con più di 5 locali (5,8%) e i monolocali (2,6%).
Le soluzioni indipendenti e semindipendenti scalano la classifica
Nel primo semestre del 2020 i tagli più compravenduti, nel segmento di soluzioni indipendenti e semindipendenti, sono quelli che si collocano tra 101 e 150 metri quadrati e che rappresentano il 28,8% delle transazioni. Si collocano al secondo posto, con il 23,3% delle preferenze, le soluzioni con ampiezza compresa tra 151 e 200 metri quadrati, seguiti dalle tipologie con metrature comprese tra 51 e 100 metri quadrati (22%). Lo studio rivela un incremento delle percentuali di acquisto dei tagli più ampi: le case comprese tra i 151 e i 200 metri quadrati sono passati dal 22,1% di un anno fa all’attuale 23,3%.
E se le soluzioni più grandi convincono sempre più, al contrario calano gli appartamenti più piccoli. Le abitazioni tra i 51 e i 100 metri quadrati sono passati dal 23,4% dello scorso anno all’attuale 22,0%. Un dato, anche questo, riconducibile all’emergenza sanitaria in corso. Gli acquirenti si stanno spingendo sempre più verso abitazioni più grandi rispetto al recente passato.
Dallo studio di Tecnocasa emerge che le soluzioni indipendenti e semindipendenti vengono acquistate maggiormente come abitazione principale (81,3%). Solo nell’8,3% dei casi tali soluzioni vengono scelte come casa vacanza. Scende la percentuale di acquisti per investimento che si attesta al 10,4%; nel primo semestre del 2019 la percentuale era pari all’11,6%. In diversi casi chi acquista queste tipologie per investimento, in particolare i rustici, vuole realizzare una struttura ricettiva (B&B, casa vacanza, talvolta agriturismo). Si tratta di una categoria fortemente colpita dal calo dei flussi turistici a causa dell’emergenza sanitaria ancora in corso.
Ma chi compra principalmente soluzioni indipendenti e semindipendenti? L’acquirente medio ha un’età compresa tra 35 e 44 anni (32,1%). Al secondo posto si piazzano gli acquirenti con un’età compresa tra 18 e 34 anni (27,5%) e al terzo posto coloro che hanno tra i 45 e i 54 anni (23,9%). Sono, infatti, proprio i più giovani a far registrare un aumento delle percentuali di acquisto di queste tipologie. La situazione è cambiata rispetto al primo semestre del 2019, quando la fascia più bassa di età si fermava al 24,5%.
La percentuale di acquisto di queste case grandi si abbassa all’aumentare dell’età. Coloro che hanno tra i 55 e i 64 anni hanno comprato un appartamento ampio nell’11,7% dei casi e coloro che hanno più di 65 anni solo nel 4,8% dei casi.
A comprare soluzioni indipendenti e semindipendenti sono soprattutto coppie e coppie con figli, che in totale compongono l’83,4% degli acquirenti, mentre i single rappresentano solo il 16,6% del campione. Si tratta di percentuali sostanzialmente invariate rispetto al primo semestre del 2019.
La compravendita di soluzioni indipendenti e semindipendenti si verifica grazie all’ausilio di un mutuo casa nel 56% dei casi. Il 44% degli acquisti viene fatto, invece, senza ricorrere al credito. La percentuale di chi accende un mutuo per acquistare tali soluzioni risulta in aumento rispetto al primo semestre del 2019: si è passati dal 51,4% all’attuale 56%.
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