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Coronavirus, Fmi: la peggiore recessione dal 1930

Pubblicato il 21/04/2020

Aggiornato il 23/06/2020

Nel 2020 il Pil mondiale calerà del 3%. Si parla di 6,3 punti percentuali in meno rispetto alle stime di gennaio. Sono le previsioni del Fmi in merito all’economia globale che è stata completamente travolta dalla pandemia Covid-19.

Per il Fondo monetario internazionale il "great lockdown" rappresenta la peggiore recessione dalla Grande Depressione degli anni Trenta. La chiusura, legata alla diffusione del Coronavirus, è stata definita peggiore della crisi registratasi nel 2008. Le perdite totali del Pil mondiale ammontano a quasi 9.000 miliardi di dollari fra il 2020 e il 2021: a renderlo noto è il capo economista del Fmi, Gita Gopinath, sottolineando che per la prima volta dalla Grande Depressione sono in recessione sia le economie avanzate sia quelle in via di sviluppo.

Le previsioni

Lo scenario base del Fmi prevede una contrazione del pil del 3% quest'anno e una parziale ripresa nel 2021 con una crescita del 5,8%. Tali dati potrebbero concretizzarsi se la pandemia scomparisse nella seconda metà di quest'anno. In caso contrario, il capo economista del Fmi Gita Gopinath fa sapere che la contrazione sarebbe ben peggiore: "Se la pandemia non si dirada nella seconda parte dell'anno, il pil mondiale potrebbe calare di più: un ulteriore 3% nel 2020 se la pandemia si protrarrà di più quest'anno. Se la pandemia continuasse nel 2021, il pil "potrebbe calare di un ulteriore 8% rispetto al nostro scenario di base".

Secondo Gopinath, dal momento che l’economia è ferma, deve essere la politica ad assicurare alla popolazione di poter soddisfare i propri bisogni e alle imprese di poter ripartire, una volta che ci si è messi alle spalle la pandemia. "Siamo di fronte a una forte incertezza su quanto accadrà. Le risposte politiche nazionali e internazionali devono essere forti, dispiegate rapidamente e ricalibrate con l'emergere dei dati", prosegue.

Giù del 9,1% il Pil in Italia

Le stime del Fondo fanno riferimento anche all’Italia ed alla sua economia: si prevede una contrazione del 9,1% a causa del Coronavirus, dopo essere cresciuta dello 0,3% nel 2019. La ripresa è prevista per il 2021 con il pil in aumento del 4,8%.

"Le ricadute economiche riflettono shock acuti in particolari settori e per questo la politica deve attuare misure di bilancio e monetarie mirate a sostegno di famiglie e imprese. Le risposte di bilancio nei Paesi colpiti sono state rapide e consistenti in diverse economie avanzate (come Australia, Francia, Germania, Italia, Giapponese, Spagna, Gran Bretagna e Stati Uniti)", afferma il Fmi.

Il tasso di disoccupazione in Italia nel 2020 - secondo le previsioni del Fondo - sale al 12,7% dal 10,0% del 2019. Stimato un tasso in calo al 10,5% nel 2021. Anche per la Francia il Fondo prevede una disoccupazione in aumento dall'8,5% del 2019 al 10,4% sia nel 2020 sia nel 2021. Sulla stessa lunghezza d’onda anche la Spagna: secondo il Fondo, il Paese vedrà aumentare i disoccupati dal 14,1% dello scorso anno al 20,8% del 2020 e il 17,5% del prossimo anno. Lieve aumento della disoccupazione in Germania: si passerà dal 3,2% del 2019 al 3,9% di quest'anno al 3,5% del prossimo.

Per affrontare al meglio la pandemia e tutelare i risparmi, Segugio.it ha messo a punto una guida con tutte le ultime notizie sul Covid-19. Tra i principali strumenti creati dal legislatore italiano c’è la sospensione delle rate del mutuo che consente alle famiglie in difficoltà di tirare un sospiro di sollievo. 

A giocare un ruolo determinante in tal senso è anche l’Abi, che rientra inoltre nella task force volta a dare attuazione a quanto stabilito nel decreto in tema di liquidità per le imprese con la garanzia di Sace.

Confcommercio: crollo delle vendite a marzo

Un crollo delle vendite che in alcuni settori è arrivato fino al 100%. Recuperi minimi da consegne a domicilio e dalle vendite online. È quanto emerge dai dati di “Congiuntura Confcommercio”, secondo cui nel primo trimestre del 2020 è stata registrata una riduzione dei consumi del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Una vera e propria debacle nel mese di marzo (-31,7%). L’Ufficio Studi Confcommercio parla di “dinamiche inedite sotto il profilo statistico-contabile, che esibiscono tassi di variazione negativi in doppia cifra non presenti nella memoria storica di qualunque analista”.

A far stropicciare gli occhi sono i dati sull’accoglienza turistica (-95% degli stranieri a partire dall’ultima settimana di marzo), sulle immatricolazioni di auto (-82% nei confronti dei privati). A presentare il segno meno pure le vendite di abbigliamento e calzature: si parla di un calo pari al 100% per la maggior parte delle aziende, precisamente quelle non attive su piattaforme virtuali. Picchiata anche per bar e la ristorazione: -68%. Le stime dell’Ufficio Studi segnalano una riduzione tendenziale del Pil del 3,5% nel primo quarto del 2020 e del 13% nel mese di aprile.

“Il tema della ripresa quando l’Italia riaprirà è denso di incognite. Infatti, al termine dello scorso anno, non erano stati ancora recuperati i livelli di reddito disponibile e consumi - in termini reali - sperimentati nel 2007: le perdite ammontavano ancora rispettivamente a 1.700 e 800 euro per abitante. Insomma, detto senza giri di parole, oggi è necessario evitare che, dopo il Coronavirus, la ricostruzione dei livelli di benessere economico, già depressi, del 2019, duri troppi anni. Il rischio è la marginalizzazione strutturale del Paese rispetto alle dinamiche internazionali dell’integrazione, dell’innovazione tecnologica, della sostenibilità e, in definitiva, della crescita di lungo termine. A pagarne il prezzo più alto sarebbero le generazioni più giovani”, fa sapere Confcommercio.

A cura di: Tiziana Casciaro

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