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Sospensione mutui prima casa, arriva la proroga al 2022

La parola finale spetterà al Parlamento, chiamato ad approvare il testo prima nelle Commissioni Bilancio di Senato e Camera, quindi nelle aule. Anche se data la delicatezza della posta in gioco appare improbabile un cambio di rotta rispetto a quanto deciso nei giorni scorsi dal CdM.

Pubblicato il 05/11/2021
Sospensione rate mutuo: proroga al 2022

La parola finale spetterà al Parlamento, chiamato ad approvare il testo prima nelle Commissioni Bilancio di Senato e Camera (nell’ordine), quindi nelle aule. Anche se data la delicatezza della posta in gioco appare improbabile un cambio di rotta rispetto a quanto deciso nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri, con l’approvazione del ddl destinato a diventare la Legge di Bilancio 2022.

Considerato che, nonostante la ripresa economica, molte famiglie continuano a pagare dazio alla crisi pandemica, l’esecutivo ha disposto di prorogare la sospensione del mutuo prima casa fino al 31 dicembre 2022, dando così un anno in più di respiro rispetto alla scadenza prefissata. Inoltre sono stati ritoccati i criteri di accesso alla garanzia statale.

Il Fondo Gasparrini

Andando per ordine, stiamo parlando del Fondo Gasparrini, istituito per consentire ai mutuatari in temporanea difficoltà la sospensione – fino a un massimo di 18 mesi - del pagamento delle rate. Rientrano nel sistema agevolabile tutti gli immobili che non rientrano nella categoria del lusso (quindi spazio alle classificazioni A/1, A/8 e A/9), relativamente ai finanziamenti per l’acquisto della prima casa. Sono invece esclusi i mutui ristrutturazione.

Platea più ampia

Con lo scoppio della pandemia è stato deciso di consentire l’accesso al Fondo per i mutui fino a 400 mila euro (dai 250 mila euro del tetto ordinario). In via ordinaria possono chiedere la facilitazione coloro che sono stati licenziati (quindi non chi si dimette e va in pensione), anche in caso di rapporto di lavoro parasubordinato o assimilato, o che hanno subito la sospensione o una riduzione dell’orario di lavoro per almeno 30 giorni consecutivi.

Altre categorie di beneficiari sono gli eredi del mutuatario deceduto purché in possesso dei requisiti e le persone affette da handicap grave. A queste categorie sono state aggiunte dallo scorso anno i lavoratori autonomi, i liberi professionisti e gli imprenditori individuali che abbiano registrato, nel trimestre successivo al 21 febbraio 2020 e precedente la domanda, un calo di fatturato superiore a un terzo rispetto allo stesso periodo del 2019 a seguito delle restrizioni legate al Covid. Stesso discorso per le cooperative edilizie a proprietà indivisa. Con il ddl Bilancio, autonomi e professionisti potranno sospendere i pagamenti fino alla fine del prossimo anno.

La durata del beneficio

La sospensione del pagamento delle rate del mutuo può essere concessa per la durata massima complessiva non superiore a:

  • sei mesi se la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro ha una durata compresa tra 30 giorni e 150 giorni;
  • dodici mesi, se la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro ha una durata compresa tra 151 giorni e 302 giorni;
  • 18 mesi, se la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro ha una durata superiore a 303 giorni.

A chi rivolgersi

Per ottenere la sospensione del mutuo occorre presentare domanda alla banca presso con la quale si è sottoscritto il mutuo. Il modulo può essere scaricato dal sito internet di Consap o da quello del Dipartimento del Tesoro. Al documento vanno allegati i documenti di identità e quelli che attestano la propria situazione finanziaria.

L’agevolazione non è vincolata alla presentazione dell’Isee e lo stop al pagamento delle rate potrà essere concesso anche per i mutui già ammessi ai benefici del Fondo, a patto che sia ripreso - per almeno tre mesi - il regolare ammortamento delle rate.

A cura di: Luigi dell'Olio

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