Coronavirus, Bce: altri 600 miliardi per il fondo anti-pandemia

09/06/2020
Coronavirus, Bce: altri 600 miliardi per il fondo anti-pandemia

Altri 600 miliardi per il Pepp, il programma di acquisto di debito per l’emergenza pandemica, che arriva ad un totale di 1350 miliardi di euro. La Bce fortifica il Qe pandemico e sbalordisce i mercati. Nel corso della scorsa riunione, la Banca Centrale Europea ha deciso di allargare (e al contempo di prolungare i tempi) il Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP) volto a dare maggiore liquidità al sistema, avviato a marzo per far fronte all’emergenza coronavirus. Si è passati da 750 miliardi a 1350 miliardi di euro.

Le previsioni prevedevano un aumento di 500 miliardi di euro. Il programma è stato esteso fino a giugno 2021, mentre la prima scadenza era stata fissata per il prossimo mese di dicembre. La Banca Centrale Europea, guidata da Christine Lagarde, ci tiene comunque a sottolineare che il Consiglio Direttivo effettuerà acquisti netti di attivi nell’ambito del Pepp fino a quando riterrà che la fase di crisi del coronavirus sia terminata.

Dall’Eurotower fanno sapere che “l’espansione del programma di acquisto di emergenza anti-pandemia, in risposta alla revisione al ribasso dell’inflazione nell’orizzonte di proiezione legata alla pandemia, faciliterà ulteriormente la politica monetaria generale, sostenendo le condizioni di finanziamento nell'economia reale, in particolare per le imprese e le famiglie”. La Bce afferma ancora che "gli acquisti continueranno ad essere condotti in modo flessibile nel tempo, attraverso le classi di attività e tra le giurisdizioni”.

Il commento

“Abbiamo usato e continueremo ad usare il Pepp per fronteggiare i rischi di frammentazione”, ha dichiarato il numero uno dell’Eurotower, Christine Lagarde. “Il consiglio direttivo della Bce - ha aggiunto la presidente - chiede un forte e tempestivo sforzo per sostenere la ripresa. Diamo dunque un forte benvenuto alla proposta della Commissione europea di un piano per la ripresa per sostenere le regioni e i settori più colpiti dalla pandemia". Lagarde fa inoltre sapere che la Bce prenderà le decisioni necessarie per emarginare il sistema economico dalla pandemia.

La decisione di espandere il programma Pepp di altri 600 miliardi di euro è stata accolta con ampio consenso dai membri del Consiglio direttivo della Bce. A riferirlo è stata proprio la presidente della Bce, che ha dichiarato anche di essere fiduciosa in merito alla decisione della corte costituzionale federale tedesca di Karlsruhe.

"La Bce è soggetta alla giurisdizione della Corte europea di giustizia, che ha giudicato gli acquisti di bond in linea con il nostro mandato. Abbiamo certamente preso nota del giudizio, che è diretto al Parlamento e al Governo tedesco. E siamo fiduciosi che verrà trovata una buona soluzione che non comprometterà l'indipendenza della Bce, la legge europea e la sentenza della Corte europea", ha aggiunto.

Tassi invariati

I tassi, inoltre, restano invariati: ancora una volta il tasso principale resta fermo a zero, il tasso dei depositi a -0,50% e quello sui prestiti marginali resta a 0,25%.

Il Consiglio Direttivo fa sapere che i tassi resteranno "ai loro livelli attuali o inferiori fino a quando le prospettive di inflazione non si riavvicineranno saldamente a un livello vicino, ma inferiore al 2%".

Coronavirus, contrazione senza precedenti

Nel corso della conferenza stampa, tenuta dal presidente della Bce Lagarde al termine della riunione del Consiglio Direttivo, è stata evidenziata anche la "contrazione senza precedenti" subìta dall’economia dell’Eurozona a causa della pandemia di Coronavirus. Il numero uno dell’Eurotower ha affermato che si sono registrati segnali che fanno pensare che si sia toccato il fondo e che la ripresa sarà tiepida.

Lagarde ha poi citato le stime macroeconomiche appena redatte dall’Eurotower, dove viene fuori “nello scenario di base un PIL pari a -8,5% nel 2020 e a +5,2% nel 2021 e a +3,3 nel 2022, con una forte revisione al ribasso per il 2020 (-9,5 punti) rispetto alle stime di marzo e al rialzo per il biennio successivo. Ma queste stime – conclude – dipendono dal successo delle politiche per mitigare gli effetti della pandemia. I rischi restano comunque al ribasso”.

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A cura di Tiziana Casciaro
Parole chiave: tassi bce, bce, coronavirus
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