Case, tempi di vendita più brevi nel 2023
Milano è la città italiana più veloce in cui si vende casa: occorrono 56 giorni. Nonostante il primato, il capoluogo lombardo è peggiorato rispetto al 2022 quando la media era di 52 giorni. In media a livello nazionale occorrono 105 giorni: si registra un miglioramento di 3 giorni rispetto al 2022.
È di 105 giorni la media dei tempi di vendita di una casa in una grande città in Italia. È quanto emerge dagli ultimi dati elaborati dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, che non evidenziano grossi cambiamenti, se non un miglioramento di tre giorni rispetto al 2022 quando occorrevano 108 giorni per vendere un immobile in una metropoli del nostro Paese.
Dove si vende più velocemente casa?
Anche nell’anno, che ci siamo messi da poco alle spalle, sono Bologna e Milano a conquistare il primato di città più veloci con una media rispettivamente di 68 e 56 giorni. La città meneghina rallenta, però, rispetto al 2022 quando la media dei tempi di vendita di un appartamento era di 52 giorni. È invece Palermo la città più lenta in termini di compravendite: oggi occorrono 136 giorni per vendere un immobile nel capoluogo della Sicilia, mentre nel 2022 la media era di 132 giorni.
Passi in avanti, invece, per le città ubicate nell’hinterland delle metropoli, dove servono 139 giorni per vendere casa contro i 148 dell’anno precedente. In particolare, dallo studio in esame, viene fuori che è nell’hinterland di Verona che i tempi di vendita sono più brevi: 118 giorni rispetto ai 127 giorni dell’anno precedente. A contribuire anche il boom del mercato della casa vacanza. Bene ugualmente l’hinterland di Firenze: in queste realtà occorrono 122 giorni per vendere un appartamento. Chi vuole vendere casa nei capoluoghi di provincia ha bisogno invece in media di 129 giorni. Un dato sicuramente migliore rispetto a quello del 2022 quando di giorni ne occorrevano ben 134. Nel 2023 sono così stati toccati i livelli minimi degli ultimi dieci anni.
Cosa sta succedendo al mercato immobiliare?
Nel corso del 2023 il mercato immobiliare è stato caratterizzato da una serie di segnali di rallentamento, fenomeno legato soprattutto alla capacità di spesa dei potenziali acquirenti, che è calata a causa degli aumenti dei tassi di interesse dei mutui e delle richieste dei prezzi dei proprietari.
A fornire una fotografia più completa del mercato immobiliare in Italia sono i dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate e relativi ai primi nove mesi del 2023: nel nostro Paese sono state compravendute 507.879 abitazioni. Numeri in diminuzione dell’11,8% rispetto allo stesso periodo del 2022. Durante il terzo trimestre del 2023 in Italia sono state compravendute 157.024 abitazioni residenziali. Anche in questo caso si segnala una diminuzione del 10,4%. Una contrazione, quella delle compravendite, che prova anche la frenata del mercato immobiliare che ha interessato soprattutto i capoluoghi. Nei primi nove mesi i comuni non capoluogo hanno registrato un calo inferiore rispetto ai capoluoghi, rispettivamente con -11,5% e -12,7%.
Dai dati diramati dall’Agenzia delle Entrate emerge inoltre che le compravendite sono diminuite in maniera evidente in alcune grandi città italiane: Bari (-20,3%), Bologna (-19,3%) e Milano (-16,8%). Le percentuali fanno riferimento ai primi nove mesi del 2023. I numeri riguardanti invece solo il terzo trimestre nelle metropoli, svelano, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, una contrazione maggiore a Firenze con una percentuale pari a -17,9%. Sulla lunghezza d’onda opposta c’è Napoli con una leggera frenata pari a -1,9%. L’ultima parte dell’anno, in generale, è stata caratterizzata da una minore disponibilità di spesa per chi fa ricorso al credito e da una maggiore trattativa tra chi vende e chi vuole comprare casa in Italia.
I migliori mutui a tasso fisso di oggi:
Articoli correlati
Nel secondo trimestre 2026 il 69,3% delle richieste di finanziamento è per un mutuo prima casa. La scelta degli italiani ricade quasi totalmente sul tasso fisso (92%), garanzia di stabilità. Ma come trovare le offerte più vantaggiose? Scopriamolo insieme.
Analizzando le richieste di mutuo, emerge che oltre il 60% si concentra su importi compresi tra 100.000 e 300.000 euro, con una preferenza per abitazioni di media grandezza. La durata dei mutui rivela che la classe tra i 25 e i 30 anni rappresenta il 43,8% del totale delle richieste; oltre il 90% dei mutui prevede piani di rimborso superiori ai 15 anni, dimostrando la propensione delle famiglie a optare per rate più diluite nel tempo per gestire meglio il proprio bilancio.
L'acquisto di una seconda casa si conferma una scelta costante per gli italiani. Secondo l'Osservatorio Mutui di Segugio.it, nel secondo trimestre del 2026 i mutui erogati per questa finalità pesano per l'8,9% del totale, mentre le richieste si attestano all'8,1%, con una netta preferenza per il tasso fisso.