⏰ In 30 secondi:
- L'IVA al 10% copre manutenzione e ristrutturazione di immobili residenziali;
- Sui beni significativi l'aliquota ridotta vale solo su parte del loro valore;
- Dal 2025 le caldaie a gas fossile sono escluse dalle agevolazioni fiscali.
Ristrutturare casa significa orientarsi tra aliquote IVA diverse a seconda del tipo di lavoro, del materiale e di chi acquista. Dal 2025 le caldaie a gas sono escluse dall'agevolazione al 10%, mentre infissi, sanitari e altri beni significativi seguono regole specifiche.
⏰ In 30 secondi:
Ristrutturare casa può essere più conveniente se si conoscono le regole sull'IVA agevolata applicabile agli interventi edilizi.
Chi affronta un intervento edilizio nel 2026 può accedere all'aliquota ridotta al 10% su una vasta gamma di lavori, tagliando in modo significativo il costo complessivo dell'operazione. Ma le condizioni da rispettare sono precise e gli aggiornamenti normativi degli ultimi due anni hanno introdotto novità rilevanti.
L'IVA agevolata al 10% trova applicazione, in base al DPR 633/1972 e alla relativa Tabella A allegata, per numerosi interventi di recupero del patrimonio edilizio effettuati su immobili a prevalente destinazione abitativa privata.
In particolare, beneficiano dell'aliquota ridotta:
Tra i lavori che possono beneficiare dell'aliquota agevolata rientrano, ad esempio, il rifacimento degli impianti, la sostituzione di pavimenti, la tinteggiatura, il rifacimento dei servizi igienici, la sostituzione degli infissi e numerosi altri interventi finalizzati al recupero dell'immobile.
Non tutti i componenti di un intervento godono dell'aliquota al 10% in egual misura. Alcuni elementi, definiti "beni significativi", seguono una regola specifica.
Sono considerati “beni significativi”:
Nel caso di interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria, l'IVA al 10% si applica integralmente alla manodopera e ai materiali non qualificati come beni significativi.
Per i beni significativi, invece, l'aliquota ridotta si applica soltanto fino a concorrenza della differenza tra il valore complessivo della prestazione e il valore del bene stesso. L'eventuale quota eccedente è soggetta all'IVA ordinaria del 22%.
Ad esempio, se un intervento ha un costo complessivo di 10.000 euro, di cui 6.000 euro riferiti agli infissi e 4.000 euro alla restante prestazione, l'IVA al 10% si applica ai 4.000 euro della prestazione e a ulteriori 4.000 euro del valore degli infissi. I restanti 2.000 euro degli infissi saranno invece assoggettati all'IVA ordinaria del 22%.
L'aliquota ordinaria scatta in diversi casi. Nel dettaglio, si applica l’IVA al 22%:
L'IVA al 22% si applica anche alla quota dei beni significativi che eccede il valore della manodopera, come illustrato nell'esempio precedente.
A seguito delle recenti modifiche normative e dell'attuazione della direttiva europea sulle prestazioni energetiche degli edifici, alcune agevolazioni fiscali per gli impianti alimentati esclusivamente da combustibili fossili sono state progressivamente ridimensionate.
Nello specifico, la circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 8/2025 ha introdotto una novità che riguarda le caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili: dal 1° gennaio 2025 la loro sostituzione o nuova installazione è esclusa dalle agevolazioni.
Restano invece incentivati i sistemi con pompe di calore, impianti ibridi, microcogeneratori, generatori a biomassa e pompe di calore ad assorbimento a gas.
Prima di programmare la sostituzione di una caldaia tradizionale è pertanto opportuno verificare, caso per caso, la normativa vigente e le indicazioni aggiornate dell'Agenzia delle Entrate.
È importante non confondere l'IVA agevolata con le detrazioni fiscali per gli interventi edilizi.
L'IVA ridotta incide immediatamente sul costo della fattura emessa dall'impresa esecutrice dei lavori.
Le detrazioni fiscali, invece, consentono di recuperare negli anni una parte della spesa sostenuta mediante la dichiarazione dei redditi, a condizione che siano rispettati tutti i requisiti previsti dalla normativa.
La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha confermato per il biennio 2025-2026 un sistema a doppia aliquota per le detrazioni IRPEF sui lavori in casa: 50% su un massimo di 96.000 euro per l'abitazione principale del proprietario o titolare di diritto reale, e 36% su un massimo di 96.000 euro per seconde case e altri immobili. La detrazione si ripartisce in 10 quote annuali di pari importo.
Dal 2027, le aliquote inizieranno a ridursi: 36% per l'abitazione principale e 30% per gli altri immobili. Dal 2028 il limite di spesa si ridurrà a 48.000 euro con aliquota al 30% per tutti. Chi sta valutando un intervento ha quindi ancora margine per approfittare delle condizioni più favorevoli.
Hanno diritto alle detrazioni tutti i contribuenti IRPEF, residenti e non, che siano proprietari, titolari di diritti reali di godimento, locatari o comodatari dell'immobile oggetto dei lavori. Rientrano anche i familiari conviventi del possessore e i conviventi more uxorio, a condizione che le fatture e i bonifici risultino intestati al richiedente.
Per usufruire delle agevolazioni è necessario che le fatture e i pagamenti risultino correttamente riconducibili al soggetto che intende beneficiare della detrazione.
Conoscere le agevolazioni fiscali disponibili è il primo passo, ma per affrontare una ristrutturazione è spesso necessario anche valutare le soluzioni di finanziamento più adatte.
Chi non dispone di liquidità immediata o non desidera intaccare i risparmi, può considerare un mutuo ristrutturazione per coprire i costi dei lavori, scegliendo tra le offerte delle principali banche e finanziarie. Su Segugio.it è possibile confrontare in pochi minuti le condizioni disponibili sul mercato e individuare la soluzione più conveniente per il proprio profilo.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Crédit Agricole Italia | 3,15% | € 281,07 | 3,80% |
| Banco BPM | 3,40% | € 287,42 | 3,81% |
| BPER Banca | 3,40% | € 287,42 | 3,94% |
| BBVA | 3,65% | € 293,85 | 4,14% |
| Banco di Desio e della Brianza | 3,79% | € 297,49 | 4,29% |
| Banca Popolare Pugliese | 3,94% | € 301,41 | 4,29% |
| CheBanca! | 3,67% | € 294,37 | 4,30% |
| UniCredit | 4,05% | € 304,31 | 4,65% |
| ING | 4,97% | € 324,98 | 5,71% |
Analizzando le richieste di mutuo, emerge che oltre il 60% si concentra su importi compresi tra 100.000 e 300.000 euro, con una preferenza per abitazioni di media grandezza. La durata dei mutui rivela che la classe tra i 25 e i 30 anni rappresenta il 43,8% del totale delle richieste; oltre il 90% dei mutui prevede piani di rimborso superiori ai 15 anni, dimostrando la propensione delle famiglie a optare per rate più diluite nel tempo per gestire meglio il proprio bilancio.
Secondo i dati forniti dall'ABI (Associazione Bancaria Italiana), nel 2025 si è registrato un aumento significativo delle erogazioni di mutui destinati alla ristrutturazione, con un incremento del 12% rispetto all'anno precedente. Con condizioni di finanziamento sempre più favorevoli e incentivi governativi, questa forma di mutuo offre un'opportunità unica per investire nel futuro della propria casa.
L'acquisto di una seconda casa si conferma una scelta costante per gli italiani. Secondo l'Osservatorio Mutui di Segugio.it, nel secondo trimestre del 2026 i mutui erogati per questa finalità pesano per l'8,9% del totale, mentre le richieste si attestano all'8,1%, con una netta preferenza per il tasso fisso.
La surroga del mutuo è la facoltà di trasferire il debito residuo a un altro istituto di credito per ottenere condizioni più favorevoli. Si tratta di una procedura introdotta dalla Legge Bersani (n. 40 del 2007), che permette di spostare il finanziamento a costo zero da una banca a un’altra (detta "banca subentrante"). Vediamo quali sono le migliori offerte di mutuo surroga a luglio 2026.