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Buona fede

L'articolo 1147 del Codice Civile recita che è possessore di buona fede chi possiede, ignorando di ledere l'altrui diritto. Tale espressione indica, dunque, l'atteggiamento corretto e privo di malizia di un soggetto.

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La buona fede nei contratti

Dal latino "bona fides", il termine buona fede indica l’atteggiamento corretto e privo di malizia di un soggetto. Questo principio è alla base della normativa civilistica italiana. La buona fede è da sempre una nozione oggetto di forte interesse e nel corso dei secoli la sua importanza è stata, infatti, man mano consolidata.

Secondo quanto previsto dall’articolo 1147 del Codice Civile, è possessore di buona fede chi possiede, ignorando di ledere l'altrui diritto. Questo concetto fa riferimento alla buona fede soggettiva che non va confusa con quella oggettiva, secondo cui, invece, un debitore e un creditore devono comportarsi attenendosi alle regole della correttezza. Per buona fede in senso oggettivo si intende, dunque, il dovere di comportarsi in maniera leale e onesta ed è fondamentale, ad esempio, nelle fasi iniziali di una trattativa.

Gli ambiti in cui viene applicata la buona fedesono due: quella dei diritti reali, dove si fa riferimento allo stato psicologico di un soggetto e alla sua convinzione genuina di non violare diritti, e quella dei contratti, ossia la buona fede oggettiva, che presuppone un comportamento leale e corretto tra i contraenti.

Il concetto di buona fede ricorre pure nell’articolo 1153 del Codice Civile quando si fa riferimento all’acquisto di una proprietà. Secondo quanto previsto dalla normativa, la proprietà si acquista libera da diritti altrui sulla cosa se questi non risultano dal titolo e l’acquirente è in buona fede. Stesso discorso per quando si acquistano i diritti di usufrutto, uso e pegno.

L’espressione "buona fede", che compare spesso nel nostro attuale Codice Civile, ma anche nella storia giuridica di altri Paesi occidentali, ha svolto nei secoli un ruolo fondamentale anche nel diritto canonico e nell’ambito del commercio. Oggi la clausola generale della buona fede viene valorizzata, a partire dalla trattativa e sino ad arrivare all’esecuzione del contratto.

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