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Non si ferma la corsa del mattone in Italia

Ancora segnali di crescita per il mercato immobiliare in Italia, con la ripresa delle compravendite che prosegue e i prezzi che vanno verso un sostanziale assestamento dopo la salita del 2021 rispetto al primo anno pandemico. È quanto emerge da una survey.

Pubblicato il 21/10/2022
freccia che punta in alto oltre i palazzi
Prevista una crescita del mercato immobiliare

Non che manchino i motivi di preoccupazione, ma gli agenti immobiliari continuano a essere ottimisti sul futuro del mattone, che si sta confermando asset rifugio come già nel passato, protezione dai momenti di incertezza economica e di elevata inflazione.

La survey

Secondo l’ultimo sondaggio condotto tra gli associati dalla Fimaa (Federazione italiana mediatori agenti d’affari, aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia), il secondo trimestre è stato caratterizzato da una stabilizzazione relativamente al numero degli scambi (si è espresso così il 55,7% degli intervistati), della domanda di acquisto (il 51,4% del totale) e dei prezzi di compravendita (indicazione arrivata dal 61,4% degli addetti ai lavori).

Le incognite all’orizzonte

Quanto al trimestre in corso, l’orientamento degli operatori è di un rialzo generale dei prezzi, mentre le compravendite sono viste in crescita dal 31% degli interpellati. Il 14%, invece, teme la riduzione del potere di acquisto dei salari (l’inflazione potrebbe anche favorire l’acquisto di immobili per il timore di dover spendere ancor più in futuro) per i rincari dell’energia (che ha ripercussioni anche sui canoni di locazione) e gli aumenti dei costi delle materie prime.

Il rialzo dei tassi di interesse sui mutui, secondo quasi il 21% delle risposte ricevute, sta mostrando i primi problematici effetti, con rallentamenti anche nel perfezionamento delle compravendite garantite dallo Stato (giovani under 36): basti ricordare che l’Eurirs a 25 anni è cresciuto, da inizio febbraio, in due mesi di 2 punti percentuali.

Seguono le preoccupazioni per l’andamento complessivo dell’economia col 18,3%. Il 13% di risposte riguarda in tal caso l’economia tout court, mentre il 3,6% riguarda la perplessità sulla tenuta del sistema occupazionale ed infine l’1,7% la cattiva distribuzione dei redditi.

Fattori che influenzeranno il mercato immobiliare delle abitazioni nel terzo quadrimestre 2022 (giudizi % espressi dagli agenti interpellati):

 

FattoriValori %

Inflazione, rincari energetici e delle materie prime

30,6%

Tassi sui mutui

20,8%

Preoccupazioni per andamento economia

18,3%

Incertezza del quadro politico

5,5%

La guerra Russia-Ucraina

4,5%

Misura del 110% (incertezze ed esaurimento)

4,5%

Tassazione immobiliare

3,9%

Dinamiche del mercato immobiliare

3,8%

Agevolazioni per i giovani under 36

3,4%

Difficoltà a reperire imprese edili per lavori di ristrutturazione

2,8%

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Oltre un milione di immobili in locazione

Nel corso del 2021, rileva lo studio della Fimaa, il numero di abitazioni locate in Italia è stato oltre 1 milione e 365mila, quasi il 6% in più rispetto all’anno precedente. Nel secondo quadrimestre 2022, secondo il 53% dei giudizi raccolti dagli agenti immobiliari Fimaa, a una domanda in ulteriore rafforzamento, corrisponde un’offerta in leggera flessione (46,6%), con un numero di contratti e valori dei canoni di locazione sugli stessi livelli del primo quadrimestre di quest’anno.

Secondo la maggior parte degli agenti immobiliari, il trimestre in corso è caratterizzato dalla stazionarietà. Si è espresso così il 66,4% degli intervistati in merito al numero di compravendite e il 58,5% per i canoni di locazione. Quanto all’ultima voce, va sottolineato che il 24,4% degli operatori immobiliari ipotizza un incremento.

Settore in salute

La fotografia è quella di un comparto sostanzialmente in buona salute, trainato dalle abitazioni nuove che, essendo efficientate energeticamente, hanno segnato anche un aumento considerevole dei valori medi”, sottolinea in una nota Andrea Oliva, coordinatore Ufficio Studi Fimaa. “Le previsioni per l’ultimo quadrimestre 2022 non fanno trasparire significative variazioni in rapporto al secondo quadrimestre dell’anno. Il rialzo dei tassi di interesse sui mutui suggerirebbe di non attendere tempi migliori per chi intende acquistare immobili esponendosi al rischio di un rialzo dei valori”.

Mentre Santino Taverna, presidente nazionale della federazione si sofferma sulle incertezze innescate dal conflitto russo-ucraino, con il relativo rincaro dei costi energetici e delle materie prime, che “da un lato generano per alcuni compratori una posizione attendista”, dall’altro “rafforzano l’orientamento protettivo verso i propri risparmi”. La casa, infatti, per il fatto di non subire la volatilità tipica dei prodotti finanziari attrae storicamente gli investitori anche nelle fasi di incremento dell’inflazione.

Del resto, i tassi di interesse dei mutui e dei finanziamenti, anche se in aumento, sono tuttora contenuti. Negli anni ’80 e ’90 gli immobili si sono sempre compravenduti nonostante i tassi di interesse oltre il 20% sui mutui, anche per tutelare i propri risparmi. “Gli agenti immobiliari Fimaa avvertono, tra l’altro, un rinnovato interesse degli investitori verso le unità immobiliari di dimensioni contenute da utilizzare come seconde case al mare, al lago o in montagna”, conclude Taverna.

A cura di: Luigi dell'Olio

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