Gli italiani temono ritardi nel rimborso del mutuo ma il taglio dei tassi è vicino
Gli italiani, in situazioni economiche precarie, temono di avere difficoltà nel rispettare il rimborso delle rate. A giugno, però, se i dati confermeranno l'andamento discendente dell'inflazione, la Bce sarà in grado di rendere la politica monetaria meno restrittiva e i tassi scenderanno.
Italiani ancora fragili sul fronte finanziario. Ma c'è aria di svolta. Tra il 50% dei connazionali, con almeno un finanziamento in corso, uno su quattro ha paura di avere difficoltà nel corso di quest’anno nel rispettare regolarmente il rimborso delle rate. È quanto emerge dall’Osservatorio di Save Your Home, realizzato da Nomisma e presentato anche a Roma alla Camera dei Deputati. Le aspettative per il futuro sono però decisamente più rosee. L’inflazione ha man mano allentato la sua morsa e i consumi sono tornati a salire, superando anche i livelli pre-covid.
Dallo studio emerge che tra il 2022 e il 2023 i 95 miliardi di mutui erogati, sia nuovi sia surroghe, a tassi più alti rispetto al passato, hanno fatto quasi raddoppiare il tasso medio delle consistenze, arrivando oltre il 3%. Un trend legato soprattutto ai mutui a tasso variabile che hanno raggiunto un vero e proprio record nel corso di questi mesi. Tante famiglie nel 2023 hanno avuto difficoltà nel gestire la restituzione del mutuo e nutrono timori anche per l’anno in corso in caso di ritardato pagamento delle rate.
Ma l’inflazione in rapido calo, vicina all’obiettivo del 2%, fa ormai presagire un taglio dei tassi. A confermarlo anche il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, secondo cui il Consiglio direttivo della BCE va verso questa direzione.
L’Osservatorio di Nomisma sottolinea che sono in particolare le famiglie in bilico e insolventi, che coprono il 16% di quelle analizzate, a ritrovarsi in una situazione di maggiore criticità. Lo studio rivela che tra le famiglie in bilico, infatti, il 46% dichiara di avere in corso un prestito finalizzato all’acquisto di un bene o servizio. Nel 30% dei casi un prestito di liquidità e nel 25% una rateizzazione di pagamento tramite carta revolving o dilazione “Buy Now Pay Later”. Tra le famiglie insolventi è invece il 44% ad avere in corso un prestito finalizzato e il 20% un prestito liquidità. La percentuale sale al 43% nel caso di famiglie insolventi con in corso una rateizzazione di pagamento tramite carta revolving o “Buy Now Pay Later”.
Si va verso il taglio dei tassi
A fine 2023, secondo i dati dell’Osservatorio, sono state sempre più le famiglie italiane ad affrontare rate più alte di mutui e credito al consumo. Complice l’aumento dei tassi di interesse, la percentuale delle famiglie con una rata mensile superiore ai 700 euro è passata dal 27% al 40%. A determinare il rialzo sicuramente i mutui a tasso variabile e la risalita del costo del denaro.
Nonostante ciò, però, il tasso di default delle famiglie è rimasto su livelli contenuti rispetto a quello minimo rilevato negli ultimi cinque anni. Per gli esperti è importante che vengano messe in campo soluzioni efficaci nei confronti dei soggetti più fragili per far sì che i tassi di interesse non vadano ad incidere sulla qualità del credito. Lo studio infatti svela che il significativo aumento dell’Euribor® desta preoccupazioni, se non ci saranno interventi efficaci di supporto.
A giugno, intanto, se i dati confermeranno l’andamento discendente dell’inflazione, la Bce "sarà in grado di rendere la politica monetaria meno restrittiva", ma da lì in poi "ci sarà un periodo nel quale dovremo continuamente confermare che i dati supportano le prospettive d'inflazione". A dirlo la Presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, che ha così confermato l'ipotesi di un primo taglio dei tassi di interesse da parte della stessa Bce durante la prossima stagione estiva.
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