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È boom per gli affitti transitori: come funzionano

Cresce il ricorso alle locazioni transitorie, una formula che va dai 30 giorni ai 18 mesi ed è finalizzata all’uso abitativo del locatario. Rispetto a tradizionale affitto quattro più quattro si può guadagnare di più, con il vantaggio ulteriore di non vincolare l’immobile di proprietà per un lungo periodo.

Pubblicato 11/10/2024
Una mano disegna con un gessetto una casa sulla lavagna e la scritta for rent
Cresce il ricorso alle locazioni transitorie

Una via di mezzo tra le locazioni brevi e i contratti di lunga durata. È la caratteristica degli affitti transitori, una formula che sta attirando un interesse crescente da parte degli italiani, come dimostra l’interesse spiccato per la sottoscrizione di mutui destinati a immobili a uso investimento. Complice la forte domanda di turisti internazionali che da qualche tempo sta interessando l’Italia, i centri d’arte come le località di mare e di montagna.

In cosa consiste il contratto di affitto transitorio

La locazione transitoria va dai 30 giorni ai 18 mesi ed è una forma di contratto finalizzata all’uso abitativo del locatario. Rispetto a tradizionale affitto quattro più quattro si può guadagnare di più, dato che la locazione a notte è senza dubbio più alta, con il vantaggio ulteriore di non vincolare l’immobile di proprietà per un lungo periodo. Sempre a patto di affittare l’appartamento per buona parte del periodo e considerando le energie personali da dedicare all’iniziativa. Senza dimenticare un altro vantaggio: dato che il pagamento avviene in anticipo non si rischiano ritardi nell’incasso delle rate, che talvolta possono arrivare persino allo sfratto, con enorme fatica e lunghi tempi d’attesa.

Quanto alla burocrazia necessaria, il contratto di affitto deve essere redatto in forma scritta compilando l’apposito modello rilasciato dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture (disponibile sul sito internet del dicastero) e deve essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate. Il contratto non richiede disdetta: una volta terminato il periodo indicato, il vincolo per le parti decade. Per quel che concerne la tassazione dei contratti di affitto transitorio, è prevista la cedolare secca pari al 21% del canone annuo. Un bel vantaggio rispetto ad altre rendite – come quelle finanziarie – che hanno come aliquota ordinaria il 26%. Il contratto di affitto transitorio tasse può prevedere un’imposta ancora più bassa, pari al 10% del canone, se viene stipulato nei comuni che hanno limitate disponibilità abitative o in quelli maggiormente popolati.

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I numeri del mercato

Immobiliare.it Insights ha analizzato l’andamento del settore con riferimento a otto capoluoghi di regione. È emerso che nel corso dell’ultimo anno la domanda è aumentata ovunque, con Roma al primo posto con un +65%. Al secondo posto si piazza Milano, con un incremento nell’ordine del 59%, mentre a chiudere il podio è Bari. A completare la top 4 è Torino con un progresso del 52% da un anno all’altro. Rialzi più contenuti hanno riguardato Trieste (+36%), Napoli (+35%), Firenze (+23%) e Bologna (+21%), per un dato generale della Penisola che fa segnare un +33%.

La forte domanda di mercato ha fatto impennare i prezzi, cresciuti quasi ovunque a due cifre percentuali. Le uniche eccezioni sono rappresentate da Trieste, dove vi è stato un calo del 3%, e Bologna, salita solo dell’1%. La media nazionale è stata invece positiva per il 17%, con il picco del +26% a Torino, dove si è passati mediamente da 10,4 euro/mq a 13,2 euro/mq. Al secondo posto Roma, con un incremento del 25% (da 17,2 a 21,6 euro/mq), mentre Firenze e Bari sono leggermente più distanziate in graduatoria e in crescita nella stessa misura (+19%). Nel capoluogo toscano si passa da 21,7 a 25,7 euro/mq, mentre nella città pugliese da 11,2 a 13,2 euro/mq.

È salita del 12% Napoli (da 14,8 a 16,6 euro/mq), mentre a Milano la crescita è stata del 10%, anche se il prezzo al metro quadro - che sfiora i 27 euro - è di gran lunga il più alto tra le città esaminate.

Cresce la domanda, scenario dei mutui favorevoli

Il rialzo dei prezzi vi è stato pur a fronte di un consistente incremento della domanda, con la media italiana a +39%. L’incremento più rilevante si è registrato a Milano, dove l’offerta più che raddoppia rispetto allo scorso anno, seguita da Bari e Firenze, rispettivamente al secondo e al terzo posto con un +66% e un +65%. Lo stock di offerta si è rafforzato nell’ordine del 56% a Torino e del 52% a Napoli, mentre a Trieste aumenta del 36% e a Bologna del 16%. A chiudere classifica Roma, dove l’incremento è stato limitato al 7%.

La situazione del mercato dei mutui lascia immaginare che la crescita del settore sia destinata a proseguire. Infatti, la politica accomodante della Bce incide direttamente sulle condizioni di finanziamento applicate dalle banche, il che a cascata rende più agevole e meno costoso l’accesso ai mutui da parte dei consumatori.

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A cura di: Luigi Dell'Olio

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