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Case, i tempi di vendita sono ai minimi storici

Per quanti hanno intenzione di vendere casa, il momento è propizio. La fame di nuove abitazioni e l'inflazione galoppante spingono infatti ad accelerare le decisioni d'acquisto, tanto che secondo un'indagine le trattative non sono mai state tanto rapide come oggi.

Pubblicato il 12/01/2023
trattative acquisto casa
Tempi di vendita delle case in Italia

Vendere casa non è mai stato così rapido in Italia. Le ultime rilevazioni di Tecnocasa segnalano che nelle grandi città occorrono mediamente 108 giorni, il dato più basso degli ultimi dieci anni, pur con sensibili differenze tra i diversi contesti urbani.

Il contesto di mercato

Questa situazione va letta anche alla luce della situazione di mercato. Di fatti, se da una parte l’inflazione è da sempre un grande motore del mercato immobiliare (chi sta pensando di acquistare un’abitazione, tende ad affrettare la scelta per non dover pagare di più dopo qualche mese), dall’altra la situazione dei mutui resta favorevole. Infatti, i rialzi dei tassi ufficiali da parte della Bce hanno reso più costosi gli interessi sui mutui, ma la situazione resta ampiamente al di sotto delle medie storiche. Il tutto a fronte di un atteggiamento accomodante da parte delle banche, che tendono a privilegiare il business dei mutui rispetto ad altri filoni di attività a fronte dei bassi tassi d’insolvenza. Di fronte alle difficoltà, le famiglie italiane stringono la cinghia su altre voci, ma fino a che possono, onorano la rata mensile.

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Un mercato dinamico

Tornando all’indagine in esame, nel corso del primo semestre 2022 i tempi di vendita si sono ridotti in tutte le realtà territoriali, a conferma del fatto che il mercato immobiliare italiano resta dinamico, a differenza di altre geografie – a cominciare dagli Stati Uniti – dove invece crescono le preoccupazioni per il possibile scoppio della bolla. Da noi la ripresa delle quotazioni è stata più lenta che altrove, ma questo ha evitato che si creassero situazioni di tensione sui prezzi.

Nelle grandi città la tempistica di vendita nella prima metà del 2022 è stata di 108 giorni in media, con un miglioramento di 6 giorni rispetto alla precedente rilevazione. Ancora una volta Milano e Bologna si confermano le città più veloci, rispettivamente con 52 e 69 giorni, anche se la tendenza tra i due centri è differente: mentre il capoluogo lombardo registra una contrazione di dieci giorni rispetto a un anno fa, Bologna mette a segno un aumento di sei giorni. Le prossime rilevazioni diranno se si è trattato di un fatto episodico o meno, ma per quel che concerne Milano già ora non si può non rilevare il dinamismo di una piazza che continua ad attirare persone da tutta Italia e non solo.

Indietro il Sud

La situazione è più difficile nel Mezzogiorno. Le città con tempi più lunghi sono Bari con 141 giorni e Palermo con 132 giorni, ma entrambe con un trend in diminuzione. Tempi sostanzialmente stabili a Genova (127 giorni) e Napoli (100 giorni) mentre le diminuzioni maggiori si sono registrate a Verona (da 135 a 122 giorni) e Palermo (da 143 a 132 giorni).

Le realtà dell’hinterland delle metropoli registrano una sostanziale stabilità pur restando in un contesto di velocizzazione delle transazioni: per vendere un immobile occorrono 148 giorni. I tempi di vendita più brevi si segnalano nell’hinterland di Firenze (118) seguito da quello di Verona (127). Il centro scaligero mette a segno un miglioramento di 14 giorni rispetto a un anno fa, un dato che gli analisti leggono alla luce del crescente interesse per le case sul lago di Garda, che in buona parte insiste proprio nel territorio della provincia di Verona. All’opposto, peggiora l’hinterland di Bari con un aumento di 14 giorni e una media 178 giorni.

Decisioni d’acquisto più veloci

Nei capoluoghi di provincia chi decide di vendere casa deve mettere in conto mediamente 134 giorni, nove in meno di quanti ne avrebbe impiegati un anno fa quando ne occorrevano 143.

I dati analizzati evidenziano che chi sta acquistando casa sta velocizzando le decisioni di acquisto, sia a causa della bassa offerta sul mercato, sia per timore di incappare in ulteriori aumenti dei tassi di interesse. Questo vale sia per chi acquista casa per abitarla, sia per gli investitori, che evidentemente vedono nel mattone una destinazione più promettente di altre, a cominciare dalla scelta di lasciare i risparmi sul conto corrente, con l’erosione che ne deriva proprio a causa del carovita.

 

CittàGiorni
Milano 52
Bologna 69
Napoli 100
Firenze 107
Torino 114
Roma 117
Verona 122
Genova 127
Palermo 132

Fonte dati tabella: Tecnocasa

A cura di: Luigi dell'Olio

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