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TEG - Tasso Effettivo Globale

Col termine TEG, il cui acronimo significa Tasso Effettivo Globale, si indica il tasso oltre il quale scatta il cosiddetto tasso usurario. È la Banca d’Italia che, ogni tre mesi, utilizza il TEG per determinare i tassi usurari, per calcolare i quali si utilizza il TEGM – Tasso Effettivo Globale Medio – che si ottiene dalla media dei tassi effettivi che vengono applicati sui finanziamenti, aumentandolo di un quarto.

La cadenza trimestrale è data dalla determinazione che, in questo lasso di tempo, viene effettuata dal Ministero del Tesoro che a sua volta comunica alla Banca d’Italia il tasso di riferimento.

Per determinare in maniera precisa il tasso medio, si deve prima di tutto settorializzare le tante e varie tipologie di finanziamento, dopodiché si passa a un’ulteriore diversificazione, questa volta relativa agli importi medi dei finanziamenti, ma anche alle garanzie, alla durata, ai rischi, e all’oggetto.

Rientrano nel calcolo del tasso effettivo globale le commissioni e le spese accessorie che gli istituti bancari addebitano al cliente, oltre al tasso nominale, non vi rientrano invece le tasse e le imposte, e nemmeno le polizze assicurative che, per legge, devono essere contratte dal debitore, che sono invece calcolate per ottenere il TAEG, il Tasso Annuo Effettivo Globale.

In estrema sintesi, si può dire che col termine TEG si indicano tutti gli oneri calcolati dalla banca all’atto della stipula di un contratto di mutuo o prestito.

Come si calcola il TEG

Ecco la formula utilizzata dalla Banca d’Italia per calcolare il TEG: interessi x 36500 / numeri debitori + oneri x 100 / accordato. Tradotto in parole significa che gli interessi che si applicano al finanziamento vengono moltiplicati per il numero dei giorni che compongono un anno civile moltiplicati per 100 e diviso per i numeri debitori, che rappresentano i valori ottenuti moltiplicando il saldo negativo per i giorni di valuta, diviso 100. Bisogna poi aggiungere le spese che il debitore sostiene durante tutto il periodo del mutuo, i cosiddetti oneri, e poi si divide per il cosiddetto accordato, cioè il mutuo concesso all’atto della stipula del contratto.

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