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Terzo Datore di Ipoteca

Il termine terzo datore di ipoteca, indica – quando si contrae un mutuo ipotecario, la persona che dispone della proprietà dell’immobile e accetta che, su di essa, venga iscritta ipoteca, a garanzia del mutuo.

Ecco quindi che, in un mutuo ipotecario, non sono solo due le figure protagoniste, cioè l’istituto finanziario e il debitore, ma entra in gioco un terzo protagonista, il terzo datore di ipoteca, appunto.

È però bene ricordare che chi accetta di porre l’immobile come garanzia, non deve necessariamente accettare di divenire anche contraente del debito. Per fare questo tipo di scelta sarà necessario che, al momento del necessario atto notarile, i proprietari sottoscrivano lo stesso ai soli fini della costituzione dell’ipoteca. Resta ovviamente il rischio di perdere la proprietà dell’immobile posto a garanzia, qualora il debitore non dovesse onorare il debito contratto.

L’importanza di potersi avvalere del terzo datore di ipoteca, è determinante in quei casi in cui non si dispone delle somme liquide necessarie ad acquistare un immobile, motivo per cui – come accade nella maggior parte dei casi in special modo nel caso di acquisto di prima casa – ci si rivolge a una banca, che per approvare l’atto di mutuo richiede solide garanzie. È questo il caso specifico del mutuo ipotecario, in cui in alcuni casi è lo stesso mutuario – la persona che accede al mutuo – a garantire il debito accettando l’ipoteca sullo stesso immobile che sta acquistando.

Non sempre però si verifica questo, ed ecco che può intervenire il terzo datore di ipoteca, che porrà un proprio bene immobiliare a garanzia del mutuo che sta per essere acceso.

La situazione più diffusa è quella del genitore che garantisce il figlio per l’acquisto della prima casa. Ma anche altri possono fare questo tipo di operazione, decidendo di garantire una persona che sta chiedendo un mutuo in mancanza di garanzie da presentare all’istituto bancario.

Un altro esempio è quello di due coniugi che decidono di acquistare un appartamento intestato al 50%. Uno dei due è il maggiore percettore di reddito, per cui evidentemente sarà la persona che – all’atto pratico – si caricherà l’onere di pagare il debito contratto. La banca, però, può chiedere al coniuge cointestatario di divenire terzo datore di ipoteca. In caso di mancato pagamento del mutuo, la banca potrà rivalersi sui beni del garante

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