Tassi in calo: balzo delle richieste mutui nel Nord-Ovest e al Sud nel 2024
Ripresa del mercato dei mutui, aumentano le richieste di prestiti per comprare casa, con una crescita maggiore al Nord Ovest e nel Mezzogiorno. Lo afferma un’indagine di Bankitalia. Intanto, sale l’attesa per il primo taglio del costo del denaro del 2025 della Bce. Un ribasso che accrescerà la convenienza sui mutui.
Tornano a salire le richieste di mutui per l’acquisto della casa in Italia. L’aumento delle domande per un prestito ipotecario è più marcato nelle regioni del Nord Ovest e in quelle del Sud. La ragione di questo incremento è la discesa dei tassi di interesse che rendono la rata mensile da pagare più bassa.
La ripresa del mercato dei mutui è annunciata da Bankitalia, con la pubblicazione dei risultati dell’indagine “La domanda e l’offerta di credito a livello territoriale”. Un documento di 14 pagine, arricchito di parecchie tabelle con i dati che confermano questo andamento positivo dei finanziamenti per comprare un’abitazione.
Nello studio è riportato l’esito della Regional Bank Lending Survey, la ricerca condotta dalle filiali regionali della Banca d’Italia su un campione di 240 istituti di credito distribuiti lungo tutta la Penisola e relativa al primo semestre dello scorso anno.
Il mercato dei mutui ricomincia a muoversi, dopo un 2023 con il freno a mano tirato. Un’iniezione di fiducia che ricade anche sul settore immobiliare. In particolare, il motore del segmento residenziale sta riprendendo a girare, con i prezzi al metro quadro sostanzialmente stabili, ad esclusione di alcune grandi città, con Milano e Roma in testa.
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Richieste mutui: crescita maggiore al Nord Ovest e al Sud
Bankitalia afferma che, nel primo semestre del 2024, la domanda di mutui per l’acquisto di abitazioni da parte delle famiglie è tornata a crescere, sebbene “in misura contenuta”, tengono a precisare da Via Nazionale.
Il rialzo del numero delle richieste di finanziamenti ipotecari è stato registrato in tutte le macroaree in cui è stata suddivisa l’Italia. Il ritocco all’insù delle domande di mutui alle banche è stata lievemente più accentuata nel Nord Ovest e nel Mezzogiorno. Mentre “le politiche di offerta dei mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni sono rimaste sostanzialmente stabili in tutte le ripartizioni territoriali”.
Così come dalla Banca d’Italia fanno sapere che, “dopo la decisa contrazione osservata nella seconda parte del 2023, anche le richieste di credito per finalità di consumo sono cresciute”.
La Bce taglia i tassi: rata del mutuo meno cara
Questo andamento positivo del mercato dei mutui è determinato dal ribasso dei tassi di interesse nel corso del 2024, dopo che la Banca centrale europea ha approvato quattro tagli del costo del denaro (ciascuno di un quarto di punto) nei mesi di giugno, settembre, ottobre e dicembre.
Questa linea di politica monetaria più orientata alla crescita dei consumi e degli investimenti da parte della Bce continua proseguire anche nella prima parte di quest’anno, con un nuovo taglio dei tassi di 25 punti base, a cui poi dovrebbe seguirne un secondo a marzo e un terzo a giugno. In totale, si prevede una riduzione dello 0,75% dei tassi nel primo semestre 2025.
Queste decisioni della Bce dovrebbero tradursi in un’ulteriore discesa dei costi dei mutui, con gli analisti che ritengono si possa arrivare entro la metà del 2025 a un riequilibrio tra tasso fisso e variabile.
Fabi: 80mila euro di risparmio su un mutuo di 25 anni
A questo proposito, l’ufficio Analisi & Ricerche della Fabi (Federazione autonoma bancari italiani) ha stimato che, in conseguenza di queste diminuzioni del costo del denaro da parte della Banca centrale europea, il tasso medio per un mutuo casa potrebbe scendere al 2,9%. Tradotto vuol dire che si risparmierebbero 80 mila euro su un prestito immobiliare della durata di 25 anni da 200.000 euro (-21,9%) rispetto al 2023.
Le offerte di mutuo a tasso fisso oggi:
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Credem | 3,06% | € 424,85 | 3,44% |
| Banco BPM | 3,20% | € 432,47 | 3,47% |
| Banco di Desio e della Brianza | 3,30% | € 437,96 | 3,52% |
| Crédit Agricole Italia | 3,20% | € 432,47 | 3,54% |
| Webank | 3,46% | € 446,81 | 3,57% |
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