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Mutui: mercato in linea col 2019, nonostante il Covid

Il mercato dei mutui italiano mostra una buona tenuta, con erogazioni che sono finora sostanzialmente in linea con quelle del 2019. Nel primo semestre, secondo una ricerca di Tecnocasa, i finanziamenti sono cresciuti del 9,8 pct a 25,2 miliardi. Boom delle surroghe grazie ai tassi bassi.

Pubblicato il 10/12/2020

Il mercato dei mutui italiano risulta tonico, nonostante la crisi generata dalla pandemia da coronavirus: i valori finora registrati si stanno rivelando infatti in linea con quelli del 2019 (49 miliardi di euro), anno decisamente più tranquillo dal punto di vista dell’economia.

In questa tenuta la Bce ha ricoperto un ruolo di primo piano: ha contribuito a tenere bassi i tassi di interesse, agevolando di fatto l’accesso al credito delle famiglie a tassi molto competitivi e si è posta a sostegno delle economie e della finanza dell’area euro in difficoltà. Il trend generale nel 2021, secondo l’analisi offerta da Tecnocasa, dipenderà molto dall’andamento della domanda, sia nella sua componente di acquisto, che nelle operazioni di surroga e sostituzione.

Permane quadro favorevole: tassi ai minimi e prezzi bassi

Molto dipenderà, spiegano gli esperti, anche dall’impatto che avrà sull’economia reale l’attuale seconda ondata di contagi che ha determinato la parziale chiusura di alcune attività commerciali del Paese.

Attualmente, visti i prezzi degli immobili ancora convenienti e i tassi dei mutui decisamente bassi, permangono interessanti opportunità per il mercato immobiliare, sia per chi vuole comprare a scopi abitativi, sia per chi vuole acquistare a titolo di investimento. Una fotografia già scattata dall’ultimo Osservatorio Mutui di MutuiOnline.it, che segnala come i saggi di riferimento per i tassi che vengono applicati ai mutui – Euribor (per i mutui a tasso indicizzato) ed Eurirs (per i mutui a tasso fisso) continuano a girare costantemente sui minimi storici.

+9,8% i finanziamenti nel primo semestre

In virtù del recente calo delle compravendite, la maggior parte degli operatori avevano ipotizzato un calo dei mutui erogati. Devono ricredersi: nel primo semestre i finanziamenti sono cresciuti del 9,8% a 25,2 miliardi di euro. Le famiglie hanno ricevuto mutui per l’acquisto di una casa per 12,9 miliardi nel secondo trimestre.

Nel secondo trimestre 2020 si è registrato lo stock di mutui in essere più alto di sempre, con 336.199 milioni di euro. L’età media di chi ha sottoscritto un mutuo nella prima parte del 2020 è di circa 40 anni, con una concentrazione (58,8%) nella fascia 18-44 anni. La maggior parte dei mutui (77,7%) è erogata a italiani, mentre crescono gli stranieri che vengono finanziati (al 12,8% gli europei e all’8,9% gli extra-europei).

L’effetto locomotiva delle surroghe

A fare da traino nel secondo trimestre sono state le operazioni di surroga e sostituzione: +243% rispetto allo stesso periodo del 2019. Questi prodotti, secondo Tecnocasa, sostengono infatti la crescita generale.

Alla luce dei tassi sempre più bassi, soprattutto con riferimento ai prodotti a tasso fisso (secondo l’Osservatorio Mutui, nel trimestre a ottobre, sono stati scelti dal 96,1% dei richiedenti), in molti si sono riaffacciati sul mercato del credito per negoziare con le banche condizioni più favorevoli, e generando di fatto un secondo e importante flusso di operazioni di surroga o sostituzione di mutui già circolanti. Questo tipo di operazioni nel primo semestre hanno generato quasi 4,9 miliardi di euro di volumi erogati, rialzo del 218% annuo. 

La durata media dei mutui scende a 24,7 anni

Nel primo semestre la durata media dei mutui chiesti è di 24,7 anni, in lieve calo rispetto a un anno fa. Nel dettaglio, il 71,9% ha una durata compresa tra 21 e 30 anni e il 27,9% si colloca nella fascia 10-20 anni, mentre i prestiti ipotecari di durata inferiore a 10 anni rappresentano solamente lo 0,1% del totale a causa dei costi elevati della rata mensile.

Nel periodo l’importo medio di mutuo erogato si attesta a 113.902 euro, in lieve aumento rispetto al 2019. L’acquisto della prima casa è la motivazione principale (87,6%) per la quale si sottoscrive un mutuo, mentre chi opta per la sostituzione o la surroga incide per il 7,7%, il dato è in crescita. Coloro che scelgono un finanziamento per l’acquisto della seconda casa costituiscono il 2,3%.

A cura di: Fernando Mancini

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