Come risparmiare abbassando la rata di un mutuo a tasso variabile?
L’aumento del costo del denaro deciso dalla BCE ha fatto salire l’Euribor e ha determinato un forte rialzo dei costi per chi sta rimborsando un mutuo a tasso variabile. Per i prossimi mesi ci si attendono nuovi aumenti: cosa si può fare dunque nell'immediato per abbassare l’importo delle rate?
L’andamento dell’Euribor, il tasso a cui sono indicizzati i mutui a tasso variabile, negli ultimi mesi segna un trend di forte crescita. L’aumento si è fatto più deciso a partire dall’estate, quando la BCE ha iniziato gradualmente ad aumentare il costo del denaro per tenere a freno l’inflazione.
Secondo le previsioni, l’Euribor a 3 mesi continuerà a crescere anche nei prossimi mesi, arrivando a sfiorare il 4% a fine anno. Per chi ha acceso un mutuo ventennale o trentennale nel 2017, questo può significare un aumento delle rate compreso tra il 60 e il 100%.
Cosa si può fare per abbassare la rata del mutuo
Chi sta rimborsando un mutuo a tasso variabile ed è preoccupato per l’aumento dei tassi di interesse può intraprendere diverse strade per tentare di abbassare la rata e risparmiare un po’. Secondo le simulazioni fatte da Corriere.it la soluzione che appare più conveniente è la trasformazione del tasso da variabile a fisso.
Grazie a una norma contenuta nella Finanziaria 2023, chi ha un mutuo a tasso variabile può, a certe condizioni, richiedere la trasformazione del tasso da variabile a fisso. In questo caso la banca è obbligata ad accettare la richiesta fatta dal cliente e dovrà ricalcolare il mutuo applicando un tasso di interesse dato dalla somma dell’Eurirs corrispondente alla durata residua del finanziamento e dello spread già previsto nel mutuo a tasso variabile.
Per poter richiedere la trasformazione del tasso è necessario rispettare precisi requisiti:
- il mutuo originario deve avere un importo inferiore a 200.000 euro;
- l’ISEE della persona richiedente deve essere inferiore a 35.000 euro;
- non ci devono essere stati ritardi nel pagamento delle rate.
Un’alternativa alla trasformazione del tasso è la surroga del mutuo. In questo caso il finanziamento originario viene estinto e viene aperto un nuovo finanziamento con un diverso istituto di credito. Le simulazioni fatte da Corriere.it dimostrano che la surroga e la trasformazione comportano livelli di risparmio simili, con una leggera convenienza in più per la seconda soluzione.
Una terza strategia che si può attuare per risparmiare sulla rata del mutuo è contrattare una modifica delle condizioni economiche del prestito con la propria banca. Per abbassare la rata si può richiedere un allungamento del prestito, a parità di tasso di interesse, oppure un ricalcolo delle rate applicando un sistema che modifica la composizione delle rate e bilancia la quota capitale e la quota interessi per tener conto dell’effetto degli scostamenti dei tassi.
Quanto si risparmia
Il risparmio che si può ottenere modificando le condizioni contrattuali iniziali del mutuo varia a seconda della durata residua del finanziamento e della soluzione che si sceglie di adottare. Le simulazioni condotte da Corriere.it mostrano che il risparmio aumenta in misura maggiore per i mutui accesi negli ultimi anni, mentre è meno sostanzioso per chi ha acceso un mutuo prima del 2014.
Per fare la simulazione si è preso come riferimento un mutuo a tasso variabile di importo pari a 200.000 euro e con scadenza a 20 o a 30 anni. Dal tasso iniziale, rispettivamente, del 2,2% e del 2,4% nel 2011 si è passati a un tasso di interesse dello 0,9% e dell’1,1% nel 2020. Per effetto dell’ammortamento e tenendo conto delle previsioni che danno un aumento dei tassi che può arrivare fino a un +1% entro la fine del 2023, si nota come il risparmio cresca al crescere della durata residua del finanziamento.
Per un mutuo acceso nel 2011, il passaggio a un tasso fisso comporterebbe un risparmio compreso tra 70 e 150 euro circa per i finanziamenti ventennali e tra 100 e 190 euro circa per un finanziamento trentennale. Per lo stesso mutuo acceso nel 2020, invece, il risparmio sarebbe di oltre 200 euro mensili per i mutui a 20 anni e di oltre 300 euro per i mutui a 30 anni.
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