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Casa a Milano: quotazioni in aumento nel II semestre 2021

I prezzi delle case a Milano nella seconda parte del 2021 sono aumentati dell’1,1 per cento. Via della Spiga e Montenapoleone le più care, ma l’incremento più ampio è nell’area Salomone Bonfadini. Attese ripercussioni dalla guerra, con la conseguente assenza dei compratori russi e ucraini.

Pubblicato il 05/05/2022
vista città di milano
Andamento dei prezzi degli immobili residenziali a Milano

Il mercato immobiliare di Milano ha visto, alla fine dello scorso anno, un aumento significativo delle quotazioni: la media per metro quadrato è salita a 5.898 euro, dell’1,1% in sei mesi e del 13,2% in due anni. Performance brillanti, che acquistano un valore ancora più importante se si considera che veniamo da un’emergenza pandemica che dura da più di due anni.

Eppure, all’orizzonte, in questa prima parte del 2022, sono stati avvertiti dagli addetti ai lavori alcuni segnali contrari, come il rallentamento delle trattative, l’emergente incertezza per la finanziabilità delle operazioni, le ripercussioni del quadro geopolitico internazionale, la lievitazione dei costi di materie prime ed energia e, di netto, la perdita di clienti russi e ucraini.

Il top a Spiga-Montenapoleone: 12.950 euro la mq

È quanto emerge dalla ‘Rilevazione dei prezzi degli immobili della Città Metropolitana di Milano’, realizzata dalla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi (MMBL) sulla base del contributo delle principali Associazioni e ordini professionali del settore: FIMAA Milano Lodi Monza e Brianza (Confcommercio Milano), ANAMA Milano (Confesercenti), Assimpredil ANCE, FIAIP Milano e ISIVI (Valutatori Immobiliari). In particolare, a fine 2021, nel centro i prezzi medi si sono attestati a 10.367 euro al mq, nel settore nord a 4.548, nel settore est a 4.932 euro, nel settore sud a 4.283 euro e nel settore ovest a 5.361 euro. La quotazione più elevata spetta all’area Spiga-Montenapoleone, con 12.950 euro al mq (stabile rispetto al primo semestre 2021).

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+10,1% le quotazioni a Salomone-Bonfadini

Tuttavia, secondo la ricerca le aree che hanno registrato la crescita maggiore di prezzi sono altre. In particolare, nella zona Salomone – Bonfadini c’è stato un incremento del 10,1% rispetto al primo semestre (a 3mila euro al mq), seguito da quelli di Accursio (+9,2% a 3.550 euro), Musocco – Villapizzone (+8,8% a 3.400 euro), Pellegrino Rossi - Affori – Bruzzano (+7,8% a 3.450 euro),  Quarto Oggiaro (+7% a 3.050), Fulvio Testi - Cà Granda (+6,9% a 3.500 euro), Baggio - Quinto Romano (+6,4% a 2.900), Gen. Govone – Cenisio (+6,1% a 4.800 euro), Padova – Palmanova (+6% a 3.100 euro), Argonne – Corsica (+5,4% a 4.400 euro), Pacini – Ponzio (+5,2% a 4.550 euro), Carbonari – Maggiolina (+4,7% a +5.000 euro) e Brianza – Pasteur (+4,6% a 3.975 euro al metro quadrato).

Con la guerra spariti i compratori russi e ucraini

Da inizio anno il mercato immobiliare denuncia un rallentamento del numero delle trattative insieme a una emergente incertezza, spesso legata alla finanziabilità delle operazioni, ovvero nell’accensione di un mutuo, conseguenza della difficile situazione internazionale e alla lievitazione di costi.

È quanto ha affermato Beatrice Zanolini, consigliere della Camera di commercio MMBL, secondo cui la guerra ha già impattato con la perdita di clienti, russi ed ucraini, che hanno un peso significativo per il nostro territorio. Tra le conseguenze, in uno scenario di smart living, è da rilevare l’impatto che lo smart working continua ad avere, che si traduce non solo in nuovi modi di vivere la propria casa ma anche in un modo diverso di fruire di spazi esterni, servizi, trasporti, attività commerciali.

Buona tenuta anche degli affitti

All’insegna dell’ottimismo le dichiarazioni di Andrea Marietti, vicepresidente della Commissione Prezzi immobili della Camera di commercio MMBL, che ha rilevato per l’area metropolitana di Milano e le province di Monza Brianza e Lodi un mercato fortemente in rialzo, che ha recuperato la stabilità del 2020 e ha sorpreso con rialzi medi che per Milano hanno superato il 6-7% trascinando un forte interesse anche sulla provincia e riflettendosi sui mercati delle provincie più vicine. In questo territorio, ha proseguito, anche gli affitti hanno tenuto con una parziale lieve sofferenza nel centro storico (-5%), ma con una ripresa significativa (5-7%) per le zone più popolate della città. E anche a Monza e Lodi gli affitti riscontrano segni positivi.

A cura di: Fernando Mancini

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