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Il momento è ancora buono per chiedere un mutuo

27/01/2019

Il momento è ancora buono per chiedere un mutuo

Dopo lo spread schizzato ai massimi livelli e il trambusto dei mercati finanziari di fine anno scorso ci si aspettava il peggio, e invece l’allarme sembra essere rientrato e la situazioni mutui torna a essere buona.

Come riportiamo anche in “Tassi ancora in discesa, ma vince il fisso”, a decidere la differenza di costo dei finanziamenti per la casa non sono stati alla fine tanto i valori dei tassi di interesse alla fonte, che hanno registrato correttivi minimi. Basti pensare che Euribor ed Eurirs, i tassi che determinano i valori dei saggi dei mutui, con la fine dell’anno hanno iniziato una ridiscesa costante: l’Eurirs a 20 anni a ottobre registrava l’1,51%, a dicembre l’1,40%, il 14 gennaio l’1,32%.

La reazione delle famiglie ai rialzi dello spread

La promessa di una cautela sui tassi annunciata su piazza europea è stata dunque mantenuta, e quello che sta accadendo ai prezzi dei nostri mutui è in buona conseguenza la reazione delle banche al clima incerto degli ultimi mesi.

Secondo Roberto Anedda, direttore marketing di MutuiOnline, “le mosse al rialzo degli spread bancari si sono rivelate casi isolati e solo nei prossimi mesi capiremo se altre banche seguiranno questa linea. Per adesso non ci sono segnali che facciano prefigurare un aumento importante del costo del denaro, né dell’inflazione”.

Se si guarda bene alle conseguenze del momento di massima tensione e di spread a 300, si rileva che le decisioni di acquisto delle famiglie sui mutui non sono cambiate: al massimo, quello che è accaduto è che chi ha acquistato casa lo ha fatto in tutta sicurezza, scegliendo nella quasi totalità dei casi un tasso fisso. I mutui a tasso fisso sono stati l’84,3% sul totale della domanda, e ben l’89,2% delle erogazioni degli istituti di credito (dati Osservatorio MutuiOnline.it). Un vero e proprio plebiscito in nome della sicurezza e del rischio a zero.

Quanto costa adesso un mutuo

Allo stato attuale un giovane con un impiego a tempo indeterminato che richiede un mutuo a 20 anni a tasso fisso, può ottenerlo con un tasso che oscilla tra l’1,65% e l’1,85%, mentre su un variabile riesce a strappare dallo 0,8% all’1%.

Sui 30 anni i tassi si alzano e si attestano tra il 2,1% e il 2,68% per il fisso e tra lo 0,9%e l’1,3% per il variabile.

Spuntare ancora ottime condizioni si può, e per farlo basta informarsi e confrontare più offerte. Il modo più veloce e sicuro è servirsi di un comparatore come Segugio.it, che fornisce sia le migliori offerte quotidiane dei principali istituti di credito nella sezione mutuo migliore del giorno, sia offerte personalizzate su ogni differente profilo di mutuatario, servendosi del form sul portale.

C’è ancora da avere paura dello spread?

Dal valore di 110 punti base di inizio 2018 ai 320 di fine novembre, ai 250 punti di oggi: si può dire che l’allarme in buona parte sia rientrato, ma non si possono evidentemente escludere successivi aumenti. L’incremento nei tassi dei mutui di 40-50 punti base non ha tuttavia spostato la domanda, semplicemente perché il costo dei finanziamenti è aumentato di poco.

In termini di rata, su un mutuo da 120 mila euro a 20 anni, significa circa 28 euro al mese in più, una cifra che non è alla fine determinante nella decisione di acquisto.

Il maggiore rischio per il futuro è invece un irrigidimento da parte delle banche, che potrebbero iniziare a rifiutare le richieste meno “sicure” e ridurre la flessibilità nella valutazione dei requisiti dei potenziali mutuatari.

A cura di Paola Campanelli
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