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Imu e Tasi: ancora poche ore per pagare!

15/12/2015

Imu e Tasi: ancora poche ore per pagare!

Ancora poche ore di tempo per mettersi in regola con il saldo di Imu e Tasi. La scadenza per il pagamento delle imposte sugli immobili è prevista per mercoledì 16 dicembre.

Sono in molti a definire questa data “il funerale delle tasse sulla casa” visto che, secondo quanto previsto dalla Legge di Stabilità 2016 recentemente approvata, dal prossimo anno sulle abitazioni principali non graveranno più né Imu né Tasi, ad eccezione delle case di lusso.

Districarsi nei calcoli non è sempre semplice, per cui riportiamo di seguito alcune cose da sapere per evitare errori e sanzioni.

Trattandosi di un saldo, occorre innanzitutto tener presente che, nel periodo intercorso rispetto al versamento dell’acconto, i Comuni potrebbero aver modificato le aliquote. Il motivo è semplice: nel versamento di giugno le aliquote applicate erano ancora quelle del 2014, mentre nel saldo vanno utilizzate le aliquote ufficializzate lo scorso 30 luglio e pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze.

E’ possibile verificare eventuali rettifiche alle percentuali precedentemente applicate collegandosi al sito del proprio Comune di Residenza o a quello del Mef.

Stando ai dati diffusi, sono ben 844 i Comuni ritardatari che hanno deliberato fuori tempo massimo le aliquote. Si tratta di un tema caldo degli ultimi giorni: secondo la legge, le aliquote da applicare sarebbero quelle del 2014. Ma, trattandosi di un extra gettito, i Comuni auspicano l’approvazione di un emendamento alla Legge di Stabilità volto a validare le aliquote adottate entro il 30 settembre 2015. Il che significherebbe dover procedere al ricalcolo e al conguaglio. Il Governo sta valutando questo aspetto e a giorni scioglierà i dubbi.

Ricapitolando: il primo passo per il calcolo è la verifica delle aliquote applicate dal proprio Comune. Se confermate, significa che l’importo del saldo è analogo a quello dell’acconto. In caso contrario, la tassa andrà ricalcolata utilizzando i nuovi parametri e sottraendo quando versato nell’acconto di giugno.

In generale, per calcolare Imu e Tasi si applicano le stesse regole di calcolo utilizzate nella determinazione della base imponibile (data dal valore catastale rivalutato del 5% e moltiplicato per 160, sia per le abitazioni che per le pertinenze). Sul valore ottenuto si applicano le diverse aliquote, tenendo conto delle eventuali detrazioni.

L’Imu deve essere versata dai proprietari e dai titolari di un diritto di reale godimento, ovvero usufruttuari e/o aventi diritto di abitazione. La tassa viene applicata alle prime case e agli immobili tenuti a disposizione (seconde case o immobili in affitto). Nel caso l’immobile fosse intestato a più proprietari, la tassa viene ripartita proporzionalmente alle quote di proprietà e versata separatamente da ciascuno.

Per quanto riguarda la Tasi, il criterio di determinazione si basa non solo sul possesso, ma anche sulla detenzione dell’immobile. Secondo la legge sono da considerare prima casa anche gli immobili degli anziani in casa di cura, le abitazioni dei residenti all’estero e le case date in uso ai figli o ai genitori, se la rendita catastale è bassa (entro i 500 euro) o se l’Isee di chi vi abita non supera i 15.000 euro.

Anche l’immobile abitato dall’ex coniuge rientra nella tipologia prima casa. Per quanto riguarda gli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari (Iacp) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica, va pagata esclusivamente la Tasi.

Il versamento deve essere effettuato tramite bollettino postale. In alternativa si può utilizzare il modello F24 in banca o tramite home banking. Da segnalare che, anche se le due imposte fanno riferimento allo stesso immobile, sarà ugualmente obbligatorio compilare due moduli distinti (o due righe distinte nel caso dell’F24) indicando i diversi codici di riferimento dei tributi.

A cura di Alessia De Falco
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