Expo 2015: come cambia il mercato immobiliare
Expo 2015 e mercato immobiliare: un connubio sicuramente vincente. L’evento che vede protagonista Milano in questi mesi, non è soltanto un occasione per aprire le porte della metropoli lombarda a una folla di turisti (si stima da maggio a ottobre un flusso di circa venti milioni di visitatori).
Gli analisti sono propensi a credere che l’evento avrà benefici effetti anche sul medio-lungo termine, in quanto comporta una profonda riqualificazione di molte aree urbane milanesi, con conseguenze rilevanti per il mercato immobiliare. Il focus è rivolto in particolare alle zone limitrofe alle nuove fermate della metropolitana.
Già nell’ultimo trimestre del 2014 l’Agenzia delle Entrate aveva evidenziato una ripresa delle compravendite residenziali, con un aumento degli acquisti di case del 9,6% nelle 8 maggiori città italiane. Un dato confortante, specialmente se paragonato alla crescita media nazionale del 4,1%.
Milano in particolare, ha registrato un andamento delle compravendite particolarmente positivo, anche se nettamente inferiore agli anni del boom (+6,8% a chiusura 2014, quinto trimestre consecutivo di crescita).
Secondo le stime di Scenari Immobiliari, l'effetto Expo potrebbe rafforzare ulteriormente questo trend, facendo salire le quotazioni fino al 14% nei prossimi 5 anni. I primi segnali già si notano in alcune delle zone più centrali della metropoli, quali ad esempio Garibaldi, Magenta e Brera, dove i prezzi sono già in risalita.
In altre aree stanno iniziando ora ad aumentare le richieste, anche se non si rilevano significativi incrementi sul fronte prezzi. Parliamo in modo particolare di quartieri come la Bicocca e l’area Fulvio Testi, ma anche le zone attualmente interessate dal passaggio della linea 5, quali piazza Axum e la zona Sempione, dove si snodano quattro fermate (Gerusalemme, Domodossola, Tre Torri, Portello).
Probabilmente solo nel tempo i prezzi si avvicineranno a quelli proposti per gli immobili presenti nella zona Fiera-Monterosa, più quotata soprattutto sulle tipologie signorili.
Positivo invece l’andamento del mercato dei locali commerciali, soprattutto in pieno centro (Quadrilatero, Cordusio, Cairoli e Brera). Questo trend è strettamente connesso alle stime riguardanti l’Expo, dato che si prevede una spesa turistica di 3,5 mld di euro di cui 1,2 mld specificamente legati alla ristorazione.
Cresce dunque l'interesse per immobili da destinare a questo settore nelle zone più centrali di Milano (Quadrilatero, Cordusio, Cairoli e Brera), tant’è vero che le soluzioni più richieste sono quelle con canna fumaria, posizionate sulle vie più frequentate.
Secondo una “classifica di appetibilità” stilata da PricewaterhouseCoopers, Milano è passata a livello internazionale dal ventiquattresimo al dodicesimo posto, invogliando gli investitori a nuovi progetti imprenditoriali, quali ad esempio l’acquisto della sede del Credit Suisse da parte del fondo sovrano del Qatar e quello dell’ex Palazzo delle Poste di piazza Cordusio da parte del gruppo americano Blackstone.
Il circolo virtuoso si è dunque innescato, anche se per il momento si sta sviluppando a macchia di leopardo, lasciando escluse alcune zone, in particolare dell’hinterland, dove la crisi continua a pesare.
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