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Benessere urbano, una panoramica su 29 città

08/05/2015

Benessere urbano, una panoramica su 29 città

Risale allo scorso aprile la presentazione presso la Sala della Presidenza dell’ANCI a Roma del secondo Rapporto sul Benessere equo e sostenibile nelle città (UrBes), nato dalla collaborazione tra Istat e CNEL per valutare la dimensione del benessere in 29 città italiane.

L’obiettivo principale del progetto UrBes è quello di realizzare, in collaborazione con i Comuni che sostengono il progetto, uno strumento conoscitivo che restituisca alle amministrazioni e alle comunità locali un quadro sui diversi fattori che incidono sul benessere urbano del proprio territorio.

La disamina dello stato di benessere nelle città italiane ha mostrato diseguaglianze molto forti tra le realtà del Centro-Nord e quelle del Mezzogiorno: il differenziale a favore delle prime non ha riguardato solo il reddito e le condizioni di vita, ma anche elementi più rilevanti, quali la conservazione del patrimonio edilizio, la ricerca e l’innovazione. Tuttavia, non mancano aspetti in cui i territori del Sud hanno evidenziato risultati migliori, come la mobilità urbana e la qualità dell’aria.

Gli indicatori presi in considerazione dall’indagine sono molteplici: tra i più importanti c’è sicuramente il fattore lavoro. Gli anni di crisi economica hanno inciso negativamente sull’occupazione, incrementando le disuguaglianze tra le macro aree territoriali: nel 2013 è risultato impiegato il 68,6% dei 20-64enni residenti nel Nord, 2,4% in meno rispetto al 2008 e il 64,1% dei 20-64enni del Centro Italia, meno 2,9% rispetto al 2008, contro il 45,6% dei residenti nel Meridione (4,5% in meno del 2008). Considerando le città metropolitane, il numero di occupati nel biennio 2012-2013 rimane stabile al Centro-Nord, mentre nel Meridione continua a diminuire raggiungendo a Napoli il 40,2%, a Palermo il 41% e a Reggio Calabria il 41,6%.

Il persistere della crisi economica ha ridotto il valore della ricchezza netta dei cittadini, aumentando allo stesso tempo la disuguaglianza economica. Nel 2012, il reddito disponibile delle famiglie è stato pari a 17.307 euro pro capite, 420 euro in meno di quello stimato per il 2011: al Nord il valore si è attestato sui 20.134 euro procapite, circa 500 euro in meno rispetto al 2011, mentre al Centro e al Sud si sono registrati rispettivamente 18.707 (-630 euro) e 12.775 euro pro capite (-227 euro).

Discrepanze territoriali si sono rilevate anche in termini di ricerca e innovazione. Il Mezzogiorno è in svantaggio per quanto riguarda la percentuale di famiglie con connessione internet a banda larga (39,2% rispetto alla media nazionale di 44,9% nel 2011) e quota di occupati nell’high-tech (3% del totale, rispetto al 5,8% del Centro e 4,4% del Nord). Nel Sud e nelle Isole, inoltre, si riscontra una quota molto bassa relativa a domande di brevetto presentate: solo 13,5 per milione di abitanti, contro una media nazionale di 73,7.

In tema di ambiente, si è registrato rispetto al passato una sensibilità maggiore delle città sulle misure attuate per una migliore qualità dell’aria, anche se il grado di inquinamento resta elevato. Il Nord si distingue per la presenza di maggiori fonti di inquinamento: le città metropolitane con il più alto numero di superamenti del valore limite giornaliero di PM10 (50 mg/m3) si trovano nel Nord e sono Torino (126), Milano (81) e Venezia (74), mentre Firenze, Roma e Bari sono i comuni con il trend migliore tra il 2004 e il 2013. Il Mezzogiorno, invece, mostra i suoi limiti rispetto alla circolazione di auto con emissioni inferiori alla classe Euro 4: sono circa 370 le vetture di questo tipo ogni 1.000 abitanti, un valore nettamente maggiore rispetto alle 312 della media nazionale e alle 237 del Nord.

Tra gli indicatori di carattere oggettivo esaminati da UrBes c’è anche la sicurezza dei cittadini. Tra il 2009 e il 2012 si è rilevata una diminuzione dei reati più violenti e un incremento di quelli sulla proprietà: i furti in abitazione sono aumentati del 66% al Centro, del 59,1% nel Mezzogiorno e del 56,5% nell’Italia settentrionale. Sempre in relazione ai furti, sono cinque le città del Centro-Nord che si collocano sopra la media nazionale: nell’ordine, Torino, Milano, Bologna, Firenze e Venezia.

A cura di Paola Campanelli
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