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Flat tax: cosa prevede, come potrà cambiare

Nell'ambito del progetto di riforma del fisco, in Parlamento prendono piede le proposte di estensione della flat tax, per ora prevista per i titolari di partita IVA con incassi lordi annui non superiori ai 65mila euro. In Italia ci sono anche altre tasse piatte, comprese quelle dell'immobiliare.

Pubblicato il 12/07/2022
uomo con camicia e cravatta che regge un raccoglitore con scritta tasse

Il tema non è nuovo, ma è tornato d’attualità con l’approvazione della delega fiscale attraverso la quale il Parlamento italiano ha chiesto al governo di riformare il fisco secondo criteri di maggiore equità. Alcuni gruppi parlamentari hanno proposto un’estensione della flat tax, che non è passata per mancanza di risorse, mentre è stato disposto uno scivolo per coloro che superano di poco la soglia prevista.

Di cosa si tratta

Cominciamo col dire che in questo caso si parla di flat tax relativamente alle imposte sui redditi. L’Irpef è basata su un principio di progressività, il che significa che i percettori di redditi più bassi pagano meno degli altri. Da quest’anno le aliquote sono ridotte da cinque a quattro: il minimo è il 23% (per i redditi fino a 15mila euro) e il massimo è 43% (sopra i 50mila euro).

La tassa piatta fa eccezione, prevedendo un prelievo unico del 15% per tutti i titolari di partita Iva che non superano i 65mila lordi annui. Una misura di semplificazione, introdotta nel 2016 per facilitare i rapporti con il fisco per gli autonomi con redditi limitati. In quest’ottica rientra anche la mancata possibilità di dedurre le varie spese sopportate in corso di anno, sostituendole con una quota percentuale che dipende dal Codice Ateco scelto in sede di apertura della Partita Iva. Semplificazioni che dovrebbero rendere più facile la vita sia ai contribuenti, sia ai controllori, consentendo così di ridurre il peso dell’evasione fiscale, che in Italia vale circa 110 miliardi annui solo per il capitolo Irpef.

La novità

I sostenitori della flat tax per tutti affermano che, così facendo, emergerebbe il sommerso in quantità tale da far recuperare al fisco quanto perso con l’abbattimento delle aliquote più elevate. Una previsione che non ha trovato riscontri nelle analisi dei tecnici del Parlamento. Chi si oppone all’estensione ricorda, inoltre, che la nostra Costituzione impone di contribuire all’interesse collettivo ognuno in base alle proprie possibilità. In sostanza, chi più ha, più può contribuire. C’è poi un altro aspetto: il sistema fiscale italiano prevede una serie di detrazioni e deduzioni che puntano a personalizzare il più possibile il prelievo, ad esempio favorendo le famiglie più numerose e consentendo di scaricare in parte le spese sanitarie. Con la flat tax questa personalizzazione viene meno.

Intanto, con l’approvazione della delega fiscale il governo ha ricevuto l’incarico di prevedere uno scivolo nei casi in cui il contribuente superi di poco i 65mila euro di ricavi annui. Non finirà automaticamente nel regime progressivo dell’Irpef, ma potrà godere di uno scivolo di due anni, durante i quali potrà contare ancora su un’aliquota agevolata, anche se superiore al 15% del forfettario. L’ammontare preciso sarà stabilito nella nuova legge fiscale, attesa all’approvazione entro due anni.

Le altre tasse piatte

Il regime forfettario in materia di Irpef non è l’unica flat tax presente nel regime fiscale italiano. Una molto diffusa (2,6 milioni di contribuenti) riguarda i redditi da locazione, per i quali è prevista una cedolare secca del 20%, che scende al 10% per gli affitti a canone calmierato. Anche in questo caso si è discusso per anni se applicare o meno questa aliquota di favore; alla fine ha prevalso l’orientamento positivo in un’ottica di lotta al sommerso, molto diffuso in tema di affitti.

Aliquote fisse sono inoltre previste sui guadagni ottenuti attraverso gli investimenti finanziari: il 12,5% per quelli relativi ai titoli di Stato e il 26% per tutti gli altri, dalle azioni alle obbligazioni aziendali, dai fondi comuni agli Etf. Nel campo del risparmio non sono previste novità, se non la possibilità di ridurre la distanza tra le due aliquote.

A cura di: Luigi dell'Olio

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