Social housing: dal Governo soluzioni al disagio abitativo
Combattere il disagio abitativo attraverso il social housing. Questo l’obiettivo del Ministero delle Infrastrutture che, in collaborazione con ANCE, Cdp e Abi sta valutando il recupero di immobili invenduti da riconvertire in edilizia sociale. La proposta è stata illustrata durante il convegno “Social Housing: una soluzione al disagio abitativo”.
Il social housing è una soluzione intermedia tra l’edilizia popolare e le proprietà private vendute o affittate a prezzo di mercato, con l’obiettivo di fornire alloggi con buoni standard qualitativi a canone calmierato (non superiore al 25%-30% dello stipendio).
Si rivolge a nuclei familiari che non possono acquistare immobili a prezzo di mercato, ma che hanno un reddito troppo elevato per accedere all’edilizia popolare. Il social housing si propone dunque come soluzione all'emergenza abitativa puntando sugli immobili inutilizzati detenuti in garanzia dalle banche.
Al di là della riqualificazione urbana, uno dei punti di forza del progetto, si eviterebbe l’urbanizzazione di altre aree che così rimarrebbero destinate al verde. Si tratta di una misura che si contestualizza nelle azioni per la casa già illustrate dal Viceministro per le infrastrutture, Riccardo Nencini: al vaglio vi è un Piano casa del valore di 400 milioni di euro, di cui 150 pubblici, che rimetterà sul mercato 20mila alloggi per le categorie sociali più bisognose. Nella fattispecie la proposta del Ministero verrà sviluppata in tre fasi.
Innanzitutto le imprese, d'intesa con banche e soggetti istituzionali come Fondo Fia di Cdp, procederanno alla valorizzazione degli immobili al fine della cessione. Se si raggiungerà un accordo, gli immobili verranno acquisiti mediante i fondi immobiliari delle banche.
Dopodichè i fondi partecipati da Cdp Investimenti Sgr, definiranno un'offerta per rilevare dagli istituti di credito gli immobili e si dedicheranno agli interventi edilizi finalizzati al recupero abitativo. La volontà del Ministero delle Infrastrutture è di favorire la valorizzazione e trasformazione urbana di aree a rischio degrado, dando contemporaneamente impulso all’edilizia.
La partecipazione di soggetti pubblici in ottica social housing è anche un modo per ridurre l’intervento ed i rischi per gli investitori privati. Alla base del progetto potrebbero essere sviluppati modelli di project financing e, come anticipato, l’intervento di fondi immobiliari, con una partecipazione attiva del promotore/costruttore.
Ovviamente, ha tenuto a sottolineare il Presidente Ance Paolo Buzzetti, non basta recuperare l’invenduto per realizzare questa tipologia di intervento. Occorrono condizioni fiscali favorevoli e una partnership solida pubblico-privato. Solo così si potranno attirare capitali, riqualificare le aree degradate e favorire la ripresa del settore edilizio.
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