Tassi di interesse in aumento: quale mutuo scegliere?
La BCE non ha ancora raggiunto il target del 2% desiderato per il livello inflativo, dunque prosegue nel rialzo dei tassi, anche se in maniera ridotta. Questa dinamica influenza anche il mercato dei mutui, che si sta muovendo di conseguenza: in questo momento, conviene più un fisso o un variabile?
Il rialzo dei tassi prosegue: la Bce non sembra intenzionata a fermarsi, anzi, per contrastare l’elevata inflazione, sta procedendo in maniera sistematica nell'attività di rialzo degli stessi. Viene spontaneo chiedersi, allora, quando si fermerà questo processo, specialmente per chi ha in corso un mutuo a tasso variabile o per chi è intenzionato ad accenderne uno. Infatti, il ciclo economico è in rallentamento e questo riduce di gran lunga lo spazio di manovra della Bce, prospettando, di conseguenza, un certo interesse per chi non ha ancora un mutuo ed è indeciso se puntare sul variabile o sul tasso fisso.
La linea della Bce sui tassi
La presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, ha dichiarato in precedenza che “In presenza di un’elevata incertezza, è ancora più importante che il percorso dei tassi dipenda dai dati. Ciò significa che, ex ante, non ci impegniamo ad aumentare ulteriormente i tassi di interesse ma non abbiamo finito di farlo”, aggiungendo infine “I cittadini possono essere certi di una cosa: garantiremo la stabilità dei prezzi e il ritorno dell’inflazione al 2% nel medio termine non è negoziabile”.
I dati sull’inflazione nell’Eurozona indicano la presenza di un rallentamento della crescita, ma il +7,0% di aprile resta ancora molto lontano dal 2% auspicato dalla Bce. Per questo c’è stato un rialzo dei tassi anche nel mese di maggio, ma è stato ridotto, un 0,25%; la decisione di proseguire su questa via deriva dal fatto che la Bce non abbia ancora raggiunto il target desiderato, come spiegato dalla stessa Lagarde “Stiamo vedendo l'inflazione calare, per il risultato del calo significativo dei prezzi energetici, ma non abbiamo ancora visto l'impatto completo che desideriamo per tornare al nostro target dell'inflazione al 2%”.
Secondo le stime, la riunione del 15 giugno vedrà un altro rialzo di 25 punti base, decisione che forse si replicherà nel meeting del 27 luglio.
Le prospettive dei futures e la scelta del mutuo
Le aspettative del mercato dei futures a medio termine invitano alla prudenza: la crisi della banca statunitense SVB ha fatto arretrare il future sull’Euribor, che si aggirava intorno al 4%.
L’impatto dei tassi sui mutui è evidente, per questo diviene importante confrontare le proposte di mutuo nel dettaglio, valutandone pro e contro; ma la scelta di un mutuo a tasso fisso rispetto a un variabile dipende solo dalla prospettiva da cui si guarda la situazione: optare per un tasso fisso vuol dire pagare una cifra leggermente più alta al momento, ma garantirsi la rata fissa per tutta la durata del contratto, a prescindere dall’andamento dei tassi; un tasso variabile consente, invece, di risparmiare, confidando sui tagli dei tassi entro fino anno o a inizio 2024.
L’Osservatorio di MutuiOnline.it mostra come i rialzi dei tassi negli ultimi trimestri abbia chiamato in campo le surroghe per coloro che in passato avevano scelto un mutuo a tasso variabile. Infatti, nel mese di aprile si è registrato un 30% di richieste di passaggio da variabile a fisso sul totale delle richieste di mutuo, mentre i mutui accesi per acquistare la prima casa restano comunque la componente più rilevante del mercato occupando poco meno del 60% del totale.
Inoltre, il reddito medio dei richiedenti si è attestato a 2529 euro, contro i 2239 euro del primo trimestre del 2022, mentre l’esborso viene limitato con un loan to value in discesa di un punto e mezzo a 66,8%.
I migliori mutui a tasso fisso di oggi:
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Crédit Agricole Italia | 2,99% | € 421,06 | 3,32% |
| BPER Banca | 3,15% | € 429,74 | 3,40% |
| Credem | 3,15% | € 429,74 | 3,54% |
| Webank | 3,44% | € 445,70 | 3,55% |
| Banca Sella | 3,35% | € 440,71 | 3,57% |
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