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Finanziamenti: cosa succederà con le nuove manovre della Bce

18/03/2016

Finanziamenti: cosa succederà con le nuove manovre della Bce

La manovra della Bce ha spiazzato tutti. O meglio, è andata ben oltre le aspettative, dando avvio a un nuovo piano di stimolo economico che punta a rilanciare l'export, riducendo la deflazione e stimolando gli investimenti.

Al centro di quella che è stata definita una vera e propria offensiva, troviamo alcune leve che già erano state utilizzate lo scorso anno nell’ambito del Quantitative Easing, in particolare i tassi negativi sui fondi che le banche depositano a Francoforte e l'aumento degli acquisti di titoli sui mercati.

L’intervento è stato necessario, considerate le nuove e non certo incoraggianti previsioni sugli andamenti economici dell’Eurozona. Stando ai dati diffusi, la ripresa tanto auspicata stenta a partire con slancio, anche a causa della volatilità dei mercati e di fattori geopolitici: le stime parlano di una moderata crescita del  +1,4% nel 2016, +1,7% nel 2017, +1,8% nel 2018.

L’altro timore della Bce è legato all’inflazione che non decolla (+0,1% nel 2016, +1,3% nel 2017, +1,6% nel 2018) e che fa presagire una pesante inversione di rotta verso la deflazione.

La situazione contingente ha pertanto richiesto una revisione delle politiche della Bce e la concretizzazione di una serie di interventi, di cui si è ampiamente parlato in questi giorni.

Li sintetizziamo di seguito: innanzitutto il tasso di interesse è stato portato dallo 0,05% a zero, il minimo storico: significa che nei prossimi mesi gli istituti di credito accederanno ai fondi della Bce senza pagare nulla e, come conseguenza, dovrebbe aumentare la circolazione di liquidità. Sempre nell’ottica di disincentivare il deposito di denaro, la Bce è intervenuta sul marginal lending facility, il costo del denaro overnight, portandolo da 0,30 allo 0,25 per cento; inoltre ha modificato la percentuale del tasso sui depositi delle banche presso la Bce, portandolo dal -0,30% a -0,40%.

L’auspicio è che gli istituti di credito investano nell’economia reale, piuttosto che parcheggiare denaro. Il nodo cruciale è rappresentato dal Quantitative Easing, che viene portato da 60 a 80 miliardi di euro al mese rinforzando le manovre già messe in atto lo scorso anno. Inoltre, altra grande novità, la Bce potrà acquistare bond in euro emessi dalle aziende non finanziarie. Queste ultime, per poter vendere alla Banca Centrale, dovranno rientrare in un livello di rating non speculativo.

Le banche europee beneficeranno inoltre, nel periodo compreso tra giugno 2016 e marzo 2018, di quattro nuove operazioni Tiltro con la possibilità di accedere a finanziamenti di lungo termine a tasso -0,40%.

Questa massiccia iniezione di liquidità nel sistema economico dovrebbe aiutare la ripresa economica, con risvolti positivi anche per il mercato immobiliare: la manovra dovrebbe incentivare famiglie ed imprese ad acquistare beni durevoli come gli immobili, beneficiando di tassi particolarmente convenienti.

Già in questo periodo, per chi desidera accendere un mutuo per finanziare l’acquisto di un immobile, le banche propongono condizioni interessanti. A tal proposito, volendo fare una simulazione attraverso il comparatore segugio.it, al 17 marzo, per l’acquisto di un immobile del valore di 200.000 euro da finanziare all’80%, in 25 anni troviamo tra le proposte a tasso variabile: Banca Dinamica con rata di 622,75 euro e Taeg 1,32%, Webank con rata di 633,67 euro e Taeg 1,45% e Hello Bank con rata di 634,87 euro e Taeg 1,53%.

Tra le proposte a tasso fisso per lo stesso importo e durata: Banca Dinamica con rata di 721,87 euro e Taeg 2,63%, Webank con rata di 734,65 euro e Taeg 2,76% e infine Hello Bank! con rata di 734,01 euro e Taeg 2,82%.

Il Qe influisce sulle condizioni di finanziamento, rendendo i mutui più vantaggiosi per le famiglie. Per quanto riguarda le imprese, il taglio dei tassi legato al Tiltro 2 dovrebbe aiutare il rilancio dei prestiti e, quindi, degli investimenti. La nota dolente riguarda invece i rendimenti dei conti deposito, che presumibilmente diminuiranno a fronte del taglio dei tassi.

A cura di Alessia De Falco
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