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Quanto può durare un mutuo?

Quando si sottoscrive un mutuo, ci si assume un impegno economico di medio-lungo termine. Un mutuo ha una durata compresa tra i 5 e i 40 anni. I clienti ottengono il capitale in una sola soluzione e lo restituiscono con rate di importo fisso o variabile.

Come calcolare la durata del mutuo

Sottoscrivere un mutuo equivale ad assumersi un impegno economico di medio-lungo termine. Un mutuo dura in genere dai 5 ai 40 anni. La sua durata viene stabilita da cliente e banca o da cliente e altri operatori finanziari a cui ci si rivolge per il finanziamento. Maggiore è la durata di un mutuo, minore è l’importo delle rate. Quanto più breve è la durata, più alto è, invece, l’importo delle rate, ma inferiore quello dovuto per gli interessi.

Un mutuo di durata compresa tra i 5 e i 10 anni permette, quindi, di beneficiare di un tasso di interesse più conveniente. Quando i tempi di rimborso sono più lunghi è chiaro, invece, che per l’istituto di credito, che concede la somma di denaro, i rischi di insolvenza del mutuatario siano maggiori. Da qui i tassi di interesse applicati crescenti.

Al momento della richiesta di mutuo è sempre bene considerare quelle che sono le proprie entrate e valutare se si è in grado di far fronte a questo importante impegno economico. Gli elementi da considerare sono diversi:

  • l’ammontare delle rate rispetto al proprio reddito;
  • l’andamento dei tassi di interesse;
  • il tempo che si intende passare nell’appartamento che si sta comprando.

Come capire la convenienza di un mutuo?

Sia le condizioni che i tassi di interesse applicati dalle banche possono cambiare tra loro. Ecco perché è importante analizzare le varie offerte con tutta la calma necessaria. Grazie al servizio di monitoraggio quotidiano su Segugio.it si possono confrontare i migliori mutui del giorno e individuare la soluzione che più si addice alle proprie esigenze. Uno strumento molto utile presente sul nostro portale è anche quello che permette di fare simulazioni per calcolare la rata del mutuo a seconda dei parametri che si inseriscono. Occorrono pochi secondi per compilare tutti i campi e scoprire quanto bisogna restituire in totale sia in termini di capitale che di interessi.

Uno degli elementi che va esaminato prima di sottoscrivere un contratto di mutuo è sicuramente il Taeg, che indica appunto il costo di un finanziamento, in quanto include sia il tasso di interesse che le altre voci di spesa. Quando si opta per un mutuo a tasso variabile, il Taeg viene indicato in maniera esemplificativa. Quando si esamina una proposta di mutuo, bisogna poi fare attenzione pure al piano di ammortamento, allo spread, alle varie voci di spesa, alle tempistiche previste per la concessione.

Per piano di ammortamento si intende proprio il piano di rientro del debito. Quello più diffuso in Italia è il piano di ammortamento alla francese: la rata si compone di una quota capitale crescente e una quota interessi decrescente.

Come allungare la durata del mutuo?

Modificare la durata di un mutuo è possibile. Di strade perseguibili ve ne sono diverse a seconda delle esigenze del cliente. Introdotta con la Legge Bersani, la surroga permette, ad esempio, di trasferire a costo zero il proprio mutuo da una banca all’altra per beneficiare di condizioni più vantaggiose. Chi opta per questa strada, può modificare anche i parametri del mutuo, come quello della durata. Con la surroga si può modificare pure il tipo di tasso di interesse applicato (da fisso a variabile o viceversa), ma non la somma che resta da rimborsare.

Un altro strumento che permette di cambiare il contratto di mutuo è quello della rinegoziazione. Il cliente può modificare, infatti, la durata del finanziamento, ma a differenza della surroga, la banca di riferimento resta la stessa. Sia surroga che rinegoziazione sono procedure a costo zero per i mutuatari.

Per chiedere la rinegoziazione di un mutuo è necessaria una scrittura privata tra mutuatario e banca. È fondamentale, dunque, che ci sia un accordo tra le due parti in modo da modificare il contratto. In molti ricorrono alla rinegoziazione per allungare la durata del finanziamento e ritrovarsi a fare i conti con rate di importo più basso. Tanti i punti di forza di questa procedura: non bisogna far fronte a spese e oneri notarili, né si perdono i benefici fiscali stabiliti nel contratto di mutuo. Un altro aspetto importante è che le garanzie presentate all’atto della stipula restano le stesse anche quando si sceglie di allungare il piano di rimborso.

La terza alternativa è quella della sostituzione del mutuo: si estingue quello vecchio mediante l’erogazione di un mutuo nuovo. Si chiude un contratto e se ne stipula un altro, allungando magari la durata del finanziamento rispetto all’attuale mutuo o scegliendo un’altra tipologia di tasso di interesse. In questi casi il mutuatario deve, però, far fronte ai costi di gestione della pratica. Rispetto alla surroga, con il mutuo sostituzione si possono richiedere anche somme di finanziamento aggiuntive.

Un mutuatario può infine optare per l’estinzione anticipata del mutuo. In questi casi il cliente decide di rimborsare l’intero debito residuo o solo una parte di esso prima della scadenza fissata nel contratto.

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