Domotica: più vantaggiosa con i bonus fiscali
Domotica, casa intelligente, home automation: tutti termini che, negli ultimi anni, sono entrati nel lessico di chi concepisce gli spazi abitativi in modo tale da renderli più vivibili possibile, attraverso un attento utilizzo delle tecnologie.
Il termine domotica deriva dal latino domus, unito all’aggettivo automatica.
Si tratta della scienza che sviluppa tecnologie in grado far di comunicare impianti elettrici ed elettronici, gestendo in maniera automatizzata la sicurezza ed i consumi domestici.
Secondo l’edizione 2016 dell’Osservatorio sulla casa realizzato dalla Doxa per Leroy Merlin, per il 60% degli intervistati la “casa di domani” vede nella domotica un elemento chiave; il 23% conferma di aver già acquistato impianti di domotica.
Si tratta di quei sistemi che coinvolgono più elementi e dispositivi della casa, mettendoli in comunicazione fra loro. L’integrazione dei dispositivi periferici avviene attraverso un’unità centrale, costituita da un PC dedicato o una centralina.
Quando si parla di casa intelligente si intendono quegli ambienti abitativi in cui i sistemi e le apparecchiature svolgono funzioni autonome, grazie ad una precedente programmazione da parte dell’utente.
E’ un modo per semplificare la routine quotidiana, programmando alcune attività ripetitive come ad esempio l’accensione delle luci, il controllo da remoto dei sistemi di allarme o rilevatori di incidenti (fumo, allagamento, sovraccarichi elettrici ecc..).
La domotica viene utilizzata sempre più spesso sia in ambito residenziale sia in uffici, centri commerciali o stabilimenti industriali.
Solitamente in un appartamento, grazie ai sistemi di domotica, è possibile gestire gli infissi, i punti di accesso, i sistemi di videosorveglianza, videocitofonia e antintrusione ed infine gli impianti di riscaldamento, climatizzazione ed illuminazione.
La buona notizia per chi è interessato ad introdurre questi sistemi nella propria abitazione è che è possibile beneficiare, per le spese di acquisto e installazione, della detrazione al 65%.
Negli aggiornamenti alla Guida alla Dichiarazione dei Redditi (Circolare 7/E/2017), l’Agenzia delle Entrate ha confermato che può essere detratto dall’Irpef il 65% dell’intero importo della spesa sostenuta.
Per beneficiare dell’agevolazione fiscale, serve che i dispositivi abbiano una serie di caratteristiche. In particolare, devono mostrare attraverso canali multimediali i consumi energetici, fornendo periodicamente i dati.
Inoltre devono rilevare le condizioni di funzionamento e la temperatura di regolazione degli impianti. Infine devono permettere l’accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti da remoto.
Nelle spese detraibili rientrano anche le opere elettriche e murarie per l’installazione e la messa in funzione delle apparecchiature elettriche, elettroniche e meccaniche.
E’ importante sottolineare che non rientrano nelle agevolazioni i costi dei dispositivi che interagiscono da remoto con gli impianti, come smartphone, tablet o computer.
Nel caso in cui l’installazione dei dispositivi multimediali venga effettuata in concomitanza con un altro intervento di riqualificazione energetica, la spesa sostenuta concorre quindi al limite massimo di detrazione che spetta per i lavori cui è associata.
La prassi per la richiesta prevede che vengano inviati ad Enea due documenti specifici, denominati allegato E e allegato F, firmati dal tecnico o dal cliente.
Chiaramente gestire al meglio le spese di ristrutturazione può comportare la necessità di ricorrere ad un mutuo. A questo proposito Segugio.it offre la possibilità di richiedere preventivi personalizzati e di visualizzare le migliori offerte del giorno.
Volendo invece fare una simulazione al 10 aprile, per un importo di 60.000 euro da rimborsare in 10 anni a tasso fisso, volto a ristrutturare un immobile a Firenze del valore di 150.000 euro, troviamo tra le proposte più convenienti Bper Banca, con una rata mensile di 300,70 euro e Taeg 2,11%.
Articoli correlati
Acquistare una seconda casa rappresenta un obiettivo importante per molte famiglie italiane. A marzo 2026, il mercato dei mutui offre diverse soluzioni competitive, con tassi e condizioni che variano in base al profilo del richiedente e all’istituto bancario.
L'Osservatorio Mutui di Segugio.it rivela che nel primo trimestre 2026 il 71,8% delle richieste è per un mutuo prima casa, con una netta prevalenza del tasso fisso. Ma quali sono le migliori offerte di mutuo? Scopri le più vantaggiose per un finanziamento da 100.000 euro a 30 anni.
L'analisi delle offerte di mutuo prima casa di febbraio 2026 evidenzia la convenienza dei prodotti green. Gli istituti più competitivi propongono tassi finiti sotto il 3% per chi acquista immobili in classe energetica efficiente, con spread ridotti e promozioni dedicate ai giovani e alle famiglie.
Chi ha usufruito di incentivi edilizi per opere di riqualificazione, efficientamento o restauro di un immobile di proprietà potrebbe ricevere presto comunicazioni. L'Agenzia delle Entrate si prepara a inviare circa 200.000 lettere con l'obiettivo di verificare l'effettiva corrispondenza tra gli immobili oggetto di intervento e le informazioni inserite nelle banche dati degli uffici del catasto. Ecco cosa sapere.