Crif: dopo il boom di settembre mutui in frenata
Dopo la marcata accelerazione delle richieste di mutui registrata in settembre, del 13 pct annuo, le prime settimane di ottobre sono state invece caratterizzate da un brusco raffreddamento a causa della recrudescenza della pandemia. Importo medio in diminuzione.
Nelle ultime settimane lo sprint registrato dalle richieste di mutui e surroghe nel mese di settembre si sta affievolendo a causa della crescita dei contagi da coronavirus. Infatti il ‘risveglio’ della pandemia contribuisce da un lato a congelare i progetti di investimento delle famiglie e, dall’altro, a ridurre l’importo medio richiesto.
Potrebbe essere uno sviluppo estemporaneo, dettato dall’emotività per l’inattesa recrudescenza del coronavirus, e per questo Simone Capecchi, executive director di Crif, ritiene che per valutare meglio l’evoluzione della situazione dovremo necessariamente aspettare le rilevazioni delle prossime settimane. Anche se, avverte, i dati relativi a queste ultime settimane rappresentano un campanello d’allarme.
+13% richieste mutui, ma il Covid gela l’inizio di ottobre
L’andamento delle richieste di mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane nel mese di settembre sembrava aver sancito la definitiva ripartenza del comparto, con un incremento del +13% rispetto allo stesso periodo del 2019, confermando il trend positivo registrato nei 3 mesi precedenti. Come detto però, le rilevazioni delle prime due settimane di ottobre mostrano una brusca interruzione della dinamica positiva riconducibile al veloce aumento dei casi di positività al Covid-19 nel Paese. Nello specifico - secondo quanto emerge dal Barometro di Crif - nella settimana tra il 28 settembre e il 4 ottobre la variazione è stata nulla (0%) mentre in quella successiva (5-11 ottobre) è stato registrato un decremento del -7,9% tendenziale, primo e unico dato negativo dopo 4 mesi di crescita ininterrotta.
Importo medio in discesa
Per quanto riguarda l’importo medio, nell’ultimo mese di osservazioneè diminuito dell’1,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per fermarsi a 131.786 euro. Nel dettaglio, le preferenze degli italiani si sono concentrate prevalentemente nella classe di importo compresa tra 100.001 e 150.000 euro, che da sola spiega il 30% del totale delle domande. Le richieste di importo inferiore ai 75mila euro, in cui tipicamente si concentrano surroghe e mutui di sostituzione, rappresentano meno di un quarto del totale.
Durata più lunga, in crescita i giovani mutuatari
In settembre, per quanto riguarda la distribuzione dei mutui per classe di durata, si rafforza ulteriormente l’orientamento degli italiani verso i piani di rimborso più lunghi, con oltre il 75% delle richieste che prevede una durata superiore ai 15 anni. La soluzione preferita è infatti quella che prevede una durata tra i 16 e i 20 anni, che copre il 26,6% del totale. A ruota seguono i piani di ammortamento per i mutui di 26-30 anni (23,2% delle domande) e quelli di 21-25 anni (22,9%). In merito all’età del richiedente, continuano a crescere le richieste da parte della popolazione più giovane: in particolare, le richieste degli under 35 crescono ancora e arrivano a spiegare il 27,2% del totale anche se ancora una volta è la fascia d’età compresa tra i 35 e i 44 anni a risultare ancora maggioritaria, con il 33,9% del totale.
La moratoria applicata sui contratti di mutuo
Nel Barometro riferito a settembre Crif dedica un capitolo ai benefici concreti che hanno tratto dalle iniziative del Governo gli italiani che hanno mutui. Per quanto riguarda i contratti di finanziamento in capo alle famiglie che hanno beneficiato della sospensione del pagamento delle rate, dall’analisi emerge che quasi la metà del totale è rappresentata da mutui immobiliari (il 48,7% del totale). Per altro, i contratti di mutuo per i quali i consumatori in questi mesi hanno ottenuto il temporaneo congelamento del rimborso sono in genere più onerosi, con 665 euro di rata media mensile e un importo residuo per estinguere il finanziamento pari a 119.707 euro.
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