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BCE ferma sui tassi, ma il mercato guarda già ai possibili rialzi

La BCE conferma i tassi invariati ad aprile, ma il caro energia e l'inflazione al 2,6% lasciano aperta la porta a rialzi già da giugno. Il variabile resta più conveniente del fisso di 75 punti base, ma le curve forward dell'Euribor indicano un riavvicinamento entro fine anno.

Matteo Favaro
A cura di Matteo Favaro

Esperto di mercati e prodotti finanziari

sede della banca centrale europea
Tassi invariati dalla BCE, ma possibili rialzi in vista

⏰ In 30 secondi:

  • La BCE lascia i tassi invariati nella riunione di aprile 2026;
  • Inflazione al 2,6% e caro energia aprono a possibili rialzi da giugno;
  • Il variabile oggi conviene, ma l'Euribor potrebbe risalire entro fine anno.

La Banca Centrale Europea ha chiuso la terza riunione di politica monetaria del 2026 senza modificare i tassi di interesse. Il tasso sui depositi resta al 2,00%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,15% e quello sui prestiti marginali al 2,40%.

Tasso di riferimentoValore BCENote sul valore
Depositi 2,00% Invariato rispetto alla riunione precedente
Rifinanziamento principale 2,15% Invariato rispetto alla riunione precedente
Rifinanziamento marginale 2,40% Invariato rispetto alla riunione precedente

La decisione conferma l'approccio attendista di Francoforte, che nel comunicato ufficiale ha sottolineato di trovarsi in una posizione adeguata per affrontare l'incertezza attuale, nonostante i rischi al rialzo per l'inflazione e quelli al ribasso per la crescita si siano intensificati negli ultimi mesi.

La pausa non equivale però a una chiusura definitiva. Il rialzo dei prezzi energetici, alimentato dal conflitto in Medio Oriente, potrebbe prolungarsi e spingere il Consiglio direttivo a intervenire già nelle prossime riunioni.

L'inflazione dell'eurozona è salita a marzo al 2,6% dall'1,9% di febbraio secondo i dati Eurostat e le stime degli analisti indicano un possibile aumento dei tassi già a partire dall'11 giugno, data della prossima riunione.

Confronta i mutui e risparmia

Come si muovono i tassi sui mutui?

Sul mercato dei mutui, la decisione odierna non dovrebbe produrre effetti immediati. Secondo i dati dell'Osservatorio Mutui di Segugio.it, ad aprile il TAN medio dei finanziamenti a 20 e 30 anni a tasso fisso si attesta al 3,37%, mentre il variabile si ferma al 2,62%.

Lo scarto tra le due soluzioni è pari a 75 punti base a favore dei mutui indicizzati all'Euribor, che da giugno 2025 si mantiene stabilmente in un corridoio compreso tra il 2,55% e il 2,72%. Il tasso fisso, dal canto suo, continua a scontare l'incertezza geopolitica generata prima dalle tensioni commerciali sui dazi e, più di recente, dal conflitto mediorientale.

Su un mutuo ventennale da 120.000 euro, il variabile consente oggi un risparmio medio di 45 euro sulla rata mensile rispetto al fisso: 643 euro contro 688 euro. Sull'intera durata del finanziamento il minor costo complessivo è di circa 10.800 euro.

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Lo scenario di rialzo dei tassi e l'impatto sulle rate del mutuo

Il vantaggio del variabile potrebbe tuttavia ridursi nei prossimi mesi. Un eventuale rialzo della BCE di 25 punti base avrebbe un impatto diretto sui mutui indicizzati all'Euribor: il TAN medio salirebbe al 2,87%, la rata mensile a 658 euro e il risparmio rispetto al fisso scenderebbe a 30 euro al mese, ovvero circa 7.200 euro in vent'anni.

Con due rialzi da 25 punti base ciascuno, il TAN medio del variabile arriverebbe al 3,12%, la rata a 673 euro e il vantaggio rispetto al fisso attuale si ridurrebbe a soli 15 euro mensili, pari a circa 3.600 euro complessivi.

Le curve forward dell'Euribor confermano questa prospettiva: secondo le stime più aggiornate, l'Euribor a 1 mese potrebbe salire dal 2,00% attuale al 2,70% a dicembre, mentre la scadenza a 3 mesi è prevista in crescita dal 2,15% al 2,86% entro fine 2026. Uno scenario che porterebbe a un riavvicinamento tra i tassi variabili e quelli fissi, con questi ultimi che potrebbero invece registrare un lieve calo.

In un contesto di forte incertezza come quello attuale, chi è alla ricerca di un mutuo casa può valutare la scelta del tasso fisso per bloccare condizioni ancora storicamente favorevoli, mantenendo comunque la possibilità di ricorrere alla surroga del mutuo in futuro, qualora le condizioni di mercato dovessero migliorare.

Abbatti il costo del mutuo con la surroga

Gli italiani confermano la preferenza per il tasso fisso

Le rilevazioni dell'Osservatorio mostrano che, nonostante la maggiore convenienza del variabile, ad aprile il 92,6% dei mutuatari italiani ha scelto il tasso fisso. Solo il 2,8% si è orientato verso il variabile e il 2,1% ha optato per il variabile con cap, formula che prevede un tetto massimo al tasso definito al momento della stipula.

La durata media dei mutui si conferma a 24 anni e 8 mesi, in linea con gli ultimi due trimestri, mentre l'età media dei richiedenti ad aprile sale lievemente a 39 anni e 5 mesi dai 39 anni e 3 mesi dei primi tre mesi dell'anno.

Sul fronte degli importi, il 2026 segna un nuovo massimo storico: l'importo medio richiesto raggiunge i 147.000 euro, con il dato di aprile che si attesta a 145.400 euro. Il valore medio degli immobili oggetto di richiesta di mutuo nei primi quattro mesi dell'anno è pari a 227.400 euro, un livello vicino a quello del 2020 (229.600 euro) e non distante dal record del 2019 (235.700 euro).

Il confronto delle offerte per risparmiare sulla rata del mutuo

In una fase in cui i tassi potrebbero tornare a salire, diventa ancora più importante valutare con attenzione le diverse offerte disponibili sul mercato. Su Segugio.it è possibile confrontare le migliori offerte di mutuo proposte dagli istituti di credito partner, individuando la soluzione più adatta alle proprie esigenze e bloccando le condizioni migliori prima che lo scenario cambi. Che si opti per il fisso o per il variabile, il confronto resta lo strumento più efficace per contenere il costo del finanziamento.

Le offerte di mutuo prima casa a tasso fisso oggi

Banca Tasso Rata Taeg
Crédit Agricole Italia 2,99% € 421,06 3,32%
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Webank 3,44% € 445,70 3,55%
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Banca Sella 3,35% € 440,71 3,62%
Banco BPM 3,35% € 440,71 3,62%
Banco di Desio e della Brianza 3,65% € 457,46 3,89%
BBVA 3,70% € 460,28 3,96%
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