⏰ In 30 secondi:
- L'importo medio dei mutui ha raggiunto i 127.998 € nel 2025, +2,6%;
- Tassi italiani (3,55%) sopra la media europea (3,23%) e spagnola (2,49%);
- Il tasso fisso domina con il 91% delle scelte: le famiglie puntano sulla rata certa.
Le famiglie italiane chiedono finanziamenti più consistenti per comprare casa, ma il costo del credito nel Paese resta sopra la media europea. Il tasso fisso domina le scelte dei mutuatari, che privilegiano la stabilità in un mercato ancora molto incerto.
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Per quasi un decennio, le famiglie italiane hanno chiesto alle banche importi pressoché identici per acquistare la propria abitazione: tra il 2015 e il 2021 l'importo medio dei mutui casa erogati sul territorio nazionale è rimasto in una forbice compresa tra 111.000 e 115.000 euro.
Dal 2022, però, la tendenza è cambiata e, secondo l'analisi di Kìron Partner SpA, società di mediazione creditizia del Gruppo Tecnocasa, nel 2025 l'importo medio finanziato alle famiglie italiane ha raggiunto i 127.998 euro, in crescita del 2,6% rispetto all'anno precedente.
L'indagine, condotta su un campione di 183.971 operazioni concluse dalla rete Kìron tra il 2015 e il 2025, offre la fotografia di un mercato che si muove ormai su soglie più alte.
A spingere verso l'alto il valore medio non è un singolo fattore, ma una convergenza di dinamiche legate al mercato immobiliare e alla composizione della domanda di credito. Il dato più eloquente riguarda la redistribuzione delle fasce di finanziamento: i mutui di importo compreso tra 150.000 e 250.000 euro sono passati dal 14% al 17,5% del totale delle erogazioni. Una crescita di tre punti e mezzo percentuali che rispecchia direttamente l'aumento dei prezzi delle abitazioni, soprattutto nelle aree urbane a più alta densità di domanda.
Non si tratta, dunque, di famiglie che decidono autonomamente di indebitarsi di più, quanto piuttosto di acquirenti che si trovano a dover finanziare immobili dal valore crescente. Il mercato residenziale italiano ha registrato nel 2025 un incremento medio dei prezzi di circa il 4%, secondo le rilevazioni di settore e questa dinamica si è trasferita inevitabilmente sull'entità dei finanziamenti richiesti.
Una conseguenza diretta dell'aumento degli importi è l'allungamento dei piani di ammortamento del mutuo. Nel 2025 la durata media dei mutui si è attestata a 26,8 anni, in lieve crescita rispetto ai 26,7 del 2024.
Un dato che può sembrare marginale, ma che si inserisce in una tendenza consolidata: i mutui con scadenza compresa tra i 26 e i 30 anni rappresentano ormai oltre l'80% delle erogazioni totali, come confermano anche le rilevazioni della stessa rete Kìron.
Per le famiglie, spostare il rimborso su tempi più lunghi resta la leva principale per mantenere sostenibile la rata mensile a fronte di capitali più consistenti.
Un ulteriore elemento che contribuisce a ridefinire il profilo del mutuatario italiano è legato all'efficienza energetica degli immobili. Le abitazioni in classe A possono raggiungere valori fino al 50% superiori rispetto a quelle meno performanti e questa differenza si riflette in modo diretto sull'entità del finanziamento necessario.
Il crescente orientamento verso immobili più efficienti, favorito anche dall'ampliamento dei criteri europei per l'accesso ai mutui green, che oggi includono anche le classi C e D, ha contribuito a innalzare l'importo medio, introducendo nel mercato una nuova categoria di acquirenti disposti a investire di più in cambio di costi energetici più bassi e condizioni di finanziamento agevolate.
L'aumento degli importi si inserisce però in un contesto di tassi meno favorevole rispetto al panorama continentale. Secondo uno studio della FABI (Federazione Autonoma Bancari Italiani) pubblicato a marzo 2026, a inizio anno il tasso medio sui mutui nel Paese si attestava al 3,55%, un valore superiore alla media dell'Eurozona (3,23%) e distante dalle condizioni praticate in Spagna (2,49%) e in Francia (3,06%).
Un differenziale che pesa in modo significativo sui bilanci familiari: su un finanziamento ventennale da 200.000 euro, la differenza rispetto a una famiglia spagnola nelle stesse condizioni può tradursi in diverse migliaia di euro di costo aggiuntivo lungo l'intera vita del mutuo.
Le cause di questo divario sono in parte strutturali (percezione del rischio più elevata da parte degli istituti di credito, minore competizione bancaria in alcune aree del Paese) e in parte congiunturali, legate alla risalita dei tassi sui mutui immobiliari osservata negli ultimi mesi del 2025, dopo la fase di discesa avviata nel 2024.
In questo scenario, le scelte dei mutuatari restano orientate alla prudenza. Nel primo trimestre del 2026, secondo l'Osservatorio Mutui di Segugio.it, l'acquisto della prima casa ha rappresentato il 71,8% delle richieste totali, confermandosi la motivazione principale per accendere un finanziamento.
Il mutuo a tasso fisso continua a dominare le preferenze, con il 91% delle richieste: una quota che testimonia come, anche in presenza di un variabile numericamente più conveniente, le famiglie italiane privilegino la certezza della rata, in un contesto internazionale ancora segnato dall'incertezza geopolitica e dalle tensioni inflazionistiche.
Chi si affaccia oggi sul mercato affronta un impegno finanziario mediamente più elevato rispetto anche solo a tre anni fa, mitigato in parte dalla possibilità di diluire nel tempo il rimborso, ma appesantito da un costo del denaro che, rispetto al resto d'Europa, continua a penalizzare il mutuatario italiano.
Su Segugio.it è possibile confrontare le migliori offerte di mutuo proposte dalle banche partner, individuare la soluzione più adatta alle proprie esigenze e ridurre l'impatto economico del finanziamento.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Banco di Desio e della Brianza | 3,10% | € 427,02 | 3,31% |
| Credem | 3,04% | € 423,76 | 3,42% |
| Banco BPM | 3,20% | € 432,47 | 3,47% |
| Crédit Agricole Italia | 3,15% | € 429,74 | 3,49% |
| Webank | 3,39% | € 442,93 | 3,50% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 3,29% | € 437,40 | 3,55% |
| BPER Banca | 3,30% | € 437,96 | 3,55% |
| BNL - Gruppo BNP Paribas | 3,15% | € 429,74 | 3,61% |
| Intesa Sanpaolo | 3,41% | € 444,04 | 3,61% |
| Banca Sella | 3,45% | € 446,26 | 3,72% |
Analizzando le richieste di mutuo, emerge che oltre il 60% si concentra su importi compresi tra 100.000 e 300.000 euro, con una preferenza per abitazioni di media grandezza. La durata dei mutui rivela che la classe tra i 25 e i 30 anni rappresenta il 43,8% del totale delle richieste; oltre il 90% dei mutui prevede piani di rimborso superiori ai 15 anni, dimostrando la propensione delle famiglie a optare per rate più diluite nel tempo per gestire meglio il proprio bilancio.
L'acquisto di una seconda casa si conferma una scelta costante per gli italiani. Secondo l'Osservatorio Mutui di Segugio.it, nel secondo trimestre del 2026 i mutui erogati per questa finalità pesano per l'8,9% del totale, mentre le richieste si attestano all'8,1%, con una netta preferenza per il tasso fisso.
La surroga del mutuo è la facoltà di trasferire il debito residuo a un altro istituto di credito per ottenere condizioni più favorevoli. Si tratta di una procedura introdotta dalla Legge Bersani (n. 40 del 2007), che permette di spostare il finanziamento a costo zero da una banca a un’altra (detta "banca subentrante"). Vediamo quali sono le migliori offerte di mutuo surroga a luglio 2026.
Secondo gli ultimi dati disponibili dell'Osservatorio Mutui di Segugio.it, relativi al secondo trimestre dell'anno, le richieste di mutuo per l'acquisto di una seconda casa sono passate dall'8,1% al 10,7%, segno che l'interesse da parte degli italiani è in crescita. Ecco quali sono le migliori soluzioni di finanziamento relative al mese di giugno 2026.