⏰ In 30 secondi:
- Il bonus copre fino a 500€/mese per chi lascia la casa familiare;
- La misura è prevista per il triennio 2026–2028, con 60 milioni stanziati;
- Il bonus non è ancora approvato: è in fase di studio dal MIT.
Torna attuale l'ipotesi di un'agevolazione destinata a genitori separati o divorziati, sotto forma di sostegno, per pagare il canone mensile di affitto (fino a 500 euro). Ecco tutto quello che c'è da sapere sulla misura, ancora non formalmente approvata, ma già allo studio.
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Un contributo sull'affitto da destinare a quei genitori, separati o divorziati, che devono lasciare la casa in cui risiedeva il nucleo familiare prima della separazione. È questo, in sostanza, il bonus annunciato nei giorni scorsi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ma che è ancora in fase di studio e definizione.
Una misura che, sebbene non rientri direttamente nel più ampio programma Piano Casa, in cui sono inclusi interventi che vanno dall'edilizia popolare all'housing sociale, fino agli investimenti privati, è ad esso comunque collegato.
L'agevolazione in questione, al momento, si estenderebbe su un orizzonte temporale di 3 anni (2026, 2027 e 2028), sostenuta da un plafond che oggi è di circa 60 milioni di euro. Nella fattispecie, il bonus potrebbe consistere in un contributo compreso fra i 400 e i 500 euro al mese per 12 mesi.
I destinatari sarebbero appunto i genitori che dopo la separazione o il divorzio devono abbandonare l'abitazione, lasciandola all'ex coniuge. L'obiettivo è di aiutare una platea che il Ministero ha stimato in circa 15mila genitori separati, che necessitano di altre soluzioni abitative con costi ulteriori, spesso continuando a sostenere le rate del mutuo.
Il bonus è pensato per chi esce di casa, ma continua a pagare il mutuo dell'abitazione che ha lasciato. In caso di separazione, infatti, il giudice assegna la casa di famiglia al genitore che si fa carico dei figli. Se il mutuo è cointestato o intestato al genitore che se ne va, quest'ultimo si trova a dover pagare la rata di un immobile di cui non usufruisce più, oltre a dover sostenere nuove spese per un affitto o un mutuo seconda casa.
Senza un sostegno di questo tipo, in altre parole, un genitore separato rischia il default finanziario proprio a causa del mutuo pregresso. Ecco perché stipulare un mutuo casa che sia vantaggioso e conveniente sotto ogni punto di vista è essenziale per rendere l'operazione sostenibile, a fronte di qualsiasi scenario futuro.
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Da quanto si apprende, al momento, i requisiti essenziali per poter usufruire di questo bonus sarebbero:
È presumibile pensare che, in via di definizione, la misura vedrà ulteriori requisiti minimi di accesso, che potrebbero consistere in specifiche soglie ISEE o reddito percepito massimo, in modo da restringere la platea di soggetti ammissibili e rendere sufficienti i 60 milioni di euro stanziati nella Manovra di bilancio 2026 per questa agevolazione.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Banco di Desio e della Brianza | 3,00% | € 610,06 | 3,40% |
| BPER Banca | 2,95% | € 607,31 | 3,41% |
| Crédit Agricole Italia | 3,09% | € 615,03 | 3,55% |
| Credem | 3,27% | € 625,03 | 3,76% |
| Banca Sella | 3,40% | € 632,32 | 3,80% |
| Intesa Sanpaolo | 3,30% | € 626,71 | 3,83% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 3,46% | € 635,70 | 3,91% |
| Webank | 3,56% | € 641,35 | 3,91% |
| BNL - Gruppo BNP Paribas | 3,30% | € 626,71 | 3,95% |
| UniCredit | 3,65% | € 646,47 | 4,20% |
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