Forte aumento delle surroghe da parte di chi ha un mutuo, di riflesso all'opportunità offerta dall'ulteriore taglio dei tassi deciso il 12 settembre dalla Bce. E' quanto emerge dal più recente Osservatorio Mutui di MutuiOnline.it.
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Nessuna rivoluzione sul costo dei mutui è attesa dagli esperti, visto che i nuovi tassi non dovrebbero discostarsi significativamente dai valori attuali. Il rialzo dei tassi variabili si prevede non prima del 2022.
Forte aumento delle surroghe da parte di chi ha un mutuo, di riflesso all'opportunità offerta dall'ulteriore taglio dei tassi deciso il 12 settembre dalla Bce. E' quanto emerge dal più recente Osservatorio Mutui di MutuiOnline.it.
I tassi di interesse rimangono su livelli storicamente bassi. E le famiglie si indebitano di più. Il mutuo a tasso fisso rimane la scelta preferita. Per un finanziamento a 10 anni si paga un Taeg dello 0,82 pct.
Le nuove misure BCE rilanciano il QE e portano a nuovi minimi del costo del denaro. I bassi tassi di interesse sono destinati a movimentare ancora il settore dei mutui sia per l’acquisto di una casa che per la surroga di un mutuo esistente.
Le recenti misure della Bce, taglio dei tassi di deposito a -0,50 pct e nuovo programma di qe, puntano ad ampliare l’afflusso di liquidità e a migliorare i termini di accesso al credito. Ne beneficeranno sia i vecchi mutuatari sia i nuovi.
Estate brillante per il mercato immobiliare. Grazie all'interesse degli investitori, intenzionati a sfruttare i bassi tassi, l'importo medio dei mutui richiesti si è portato al nuovo massimo. Nel trimestre a luglio boom delle surroghe.
Il minimo storico dei tassi sui mutui è confermato dall’ABI e trova condizioni ancora migliori se si utilizza il comparatore MutuiOnline.it. C’è allora ancora spazio per una surroga, per ottenere condizioni senza precedenti.
Nasce la guida per scegliere il mutuo migliore e trovare risposta alle tante domande che nascono quando si affronta un impegno così importante. Confrontando le offerte si può arrivare a risparmiare fino a 700 euro l’anno.
Acquistare casa conviene, sia perché i tassi sono bassi sia perché il mercato immobiliare offre maggiori garanzie. E' visto infatti come investimento, la cui resa è più interessante di quella di altri mercati.
Scendono ancora i valori dell’Eurirs, che adesso sotto il punto percentuale rendono i mutui a tasso fisso ancora più convenienti. Valori così bassi non si toccavano dal 2016 e riducono ancora lo scarto con il tasso variabile.
L’indice Irs, al quale si aggancia il nostro mutuo a tasso fisso, ha nel giro di poco tempo perso punti e i tassi sono tornati a segnare i valori minimi, molto vicini a quelli di un paio di anni fa quando hanno toccato i minimi storici.
Secondo gli ultimi dati di Tecnocasa a gennaio i tempi di vendita nelle grandi città sono diminuiti di 7 giorni rispetto allo stesso mese del 2018 e di ben 52 giorni sul 2014. Bari è il capoluogo dove si impiega di più a vendere.
La buona notizia per chi sta per scegliere un mutuo è che i tassi non sono aumentati come si temeva fino a qualche mese fa, al contrario in alcuni casi si sono ridotti. Ecco allora le migliori occasioni sul mercato per chi sta per acquistare casa.
Alzare i tassi sui mutui potrebbe essere per le banche controproducente, perché significherebbe garantire un margine ridotto di maggior guadagno su essi, ma uscirne penalizzata su tutti gli altri prodotti.
La riforma dell’Euribor ibrido slitta di due anni per permettere agli operatori finanziari l’adeguamento di calcolo di un volume incredibile di strumenti del debito. Ma quali saranno le conseguenze sui nostri mutui?
Quali sono gli elementi da valutare per individuare il mutuo migliore? È meglio un tasso fisso o uno variabile? A questa e a molte altre domande bisogna rispondere per arrivare a fare una scelta importante, che riguarda molti anni di vita.
Novità importanti sul versante dei mutui, con le surroghe che subiscono il primo vero calo dal 2014 e i tassi di riferimento europei che continuano a ridursi. Da registrare anche la rimonta del tasso variabile, che guadagna qualche punto sul fisso.
Nonostante le mosse al rialzo degli spread bancari, le decisioni di acquisto delle famiglie sui mutui non sono cambiate. Quello che invece è accaduto è che chi ha acquistato casa lo ha fatto in tutta sicurezza, scegliendo un tasso fisso.
Cala la domanda di surroghe ma cresce la percentuale di mutui concessi con la stessa finalità, mentre l'Eurirs in Europa perde punti. Importo medio a livelli record, e così anche i finanziamenti concessi a tasso fisso.
Nonostante un'economia segnata dall'instabilità per il 2019 le previsioni per chi si appresta a chiedere un mutuo sono positive. A quanto pare, infatti, i tassi sia fissi che variabili resteranno bassi.
A novembre 2018 continuano a crescere le richieste di mutui e surroghe e così anche l'importo medio richiesto. A dirlo il Barometro Crif che stima l'incremento attorno al 3,3 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.
Il mercato dei mutui riprende il suo naturale corso con, almeno da parte della domanda, una maggiore richiesta di primi mutui rispetto alle surroghe. Aumentano durate e importo medio richiesto, mentre domina ancora il tasso fisso.
Mentre si intravedono i primi aumenti dei tassi fissi, i tassi variabili non danno cenno di rincaro e toccano il minimo storico di richieste ed erogazioni, rivelandosi ancora molto convenienti su mutui con durata entro i 15 anni.
L’investimento a fini locativi è la principale motivazione all’acquisto della seconda casa. Gli acquirenti sono italiani per il 74 per cento, mentre gli stranieri provengono soprattutto dall’est Europa.
Mentre il mercato degli immobili continua la sua lenta ma costante crescita, i prezzi non sembrano andare di pari passo. Secondo i dati di Nomisma nel primo semestre il residenziale nuovo e usato ha perso lo -0,5%.
Dopo i mesi estivi, in cui abbiamo assistito ad un fisiologico rallentamento delle compravendite, settembre si profila un mese molto attivo per il mercato immobiliare, anche per chi vuole rottamare il proprio mutuo attraverso la surroga.
Qual è il destino dei tassi variabili dopo la fine del Quantitative easing e cosa dovrà aspettarsi chi ha un mutuo con questo tasso? Intanto, ecco quando e perché scegliere un finanziamento a tasso variabile.
I picchi dello spread hanno ripercussioni non solo nel mondo della finanza, ma anche nella quotidianità. Diventa dunque di fondamentale importanza capire che cos’è lo spread e che cosa comporta una sua variazione.
Rallenta nel primo trimestre la domanda di mutui, mentre gli italiani continuano a preferire i finanziamenti a tasso fisso. Ancora convenienti i tassi di interesse, che a marzo raggiungono il loro minimo storico.
Il costo dei mutui sta registrando un record storico. A confermarlo è l’Abi, l’Associazione Banche Italiane, che ha divulgato il consueto report mensile di analisi dei finanziamenti in Italia.
Contro ogni previsione, la prima parte di questo anno rileva un ritorno alle surroghe e un ulteriore aumento dei mutui a tasso fisso. L’ennesimo calo dei tassi di interesse induce a credere che comprare adesso casa sia ancora un affare.
Il Fondo di Garanzia prima casa fornisce garanzie specifiche a coloro che intendono acquistare casa con un mutuo e che non sono proprietari di altri immobili a uso abitativo. La presentazione della domanda avviene presso le banche aderenti.
Una volta raccolte tutte le informazioni sulle mosse essenziali per richiedere il mutuo con esito positivo, serve mettere a confronto quello che offrono gli istituti di credito, partendo dal tipo di tasso e proseguendo con la comparazione delle offerte.
Gli italiani possono dormire sonni tranquilli: le scelte monetarie della Bce garantiranno una certa stabilità dei tassi fino alla seconda metà del 2019 o addirittura all’anno successivo.
Con le previsioni in corso i tassi dei mutui non aumenteranno ancora per un bel po’ di tempo, specialmente quello variabile. Intanto per aggiungere risparmio a prodotti offerti a condizioni già vantaggiose basta usare Segugio.it.
Il 2018 sarà un anno di mutui che continueranno a crescere con una struttura positiva, ma in un orizzonte di lungo termine e con numeri e ritmi adatti a un mercato più riflessivo. I tassi non si discosteranno da quelli attuali.
Chi decide di ristrutturare casa potrà usufruire anche nel 2018 degli sconti Irpef del 50%. L’agevolazione permette di risparmiare anche qualora si finanziasse l’intera cifra dei lavori con l’accensione di un mutuo.
Diminuiscono durante il terzo trimestre le richieste dei mutuatari per surrogare il vecchio finanziamento. In evidenza invece la domanda di mutui con finalità di nuovo acquisto, grazie anche al traino delle compravendite.
QE ridotto da 60 a 30 miliardi al mese, ma prolungato fino a settembre 2018: si confermano quindi le previsioni di mantenimento del costo del denaro ai livelli attuali -o comunque molto simili - con indubbi vantaggi per il settore dei mutui.