CRIF: mutui in ripresa nel 2025, richieste e importi medi in aumento
La resilienza delle famiglie italiane trova conferma nell'andamento dei mutui. Il Barometro CRIF segnala che nel 2025 la domanda è cresciuta sensibilmente, dopo anni di incertezza e anche la stabilità del quadro attuale fa ben sperare per il futuro prossimo.
Dopo una lunga fase di incertezza, nel 2025 il mercato dei mutui in Italia ha mostrato segnali chiari di ripresa. Le famiglie sono tornate a muoversi con maggiore decisione, spinte da un contesto finanziario più prevedibile e da una progressiva normalizzazione del costo del credito.
Il risultato è un rinnovato interesse verso l’acquisto della casa, che si riflette sia nell’aumento delle richieste di finanziamenti, sia nella crescita degli importi medi domandati.
Questa inversione di tendenza arriva dopo anni caratterizzati da forti rialzi dei tassi di interesse, che avevano rallentato le decisioni di spesa e reso più complesso l’accesso al mutuo casa, soprattutto per i giovani e per chi si affacciava per la prima volta al mercato immobiliare. Nel corso del 2025, invece, il quadro è cambiato, aprendo nuove prospettive anche per il 2026.
Mutui: domanda in ripresa e maggiore fiducia delle famiglie
Nel complesso dell’anno, segnala CRIF, le richieste di mutui hanno registrato una crescita a doppia cifra rispetto al 2024, con un’accelerazione particolarmente evidente nei primi mesi. L’avvio dell’anno è stato segnato da un forte recupero, che ha riflesso la volontà di molte famiglie di tornare a pianificare investimenti di lungo periodo, rimandati durante la fase di maggiore incertezza macroeconomica.
Con il passare dei mesi, la crescita si è progressivamente stabilizzata su ritmi più contenuti, ma senza perdere slancio. Questo andamento suggerisce un mercato in fase di consolidamento, in cui la domanda non è più trainata solo da fattori contingenti, ma poggia su basi più strutturali, come una maggiore stabilità occupazionale e una migliore capacità di pianificazione finanziaria da parte dei nuclei familiari.
Mutui: importi medi in aumento, case più care
Alla ripresa delle richieste si accompagna un aumento dell’importo medio dei mutui. Nel 2025, evidenziano gli analisti, la cifra domandata dalle famiglie ha superato i 153 mila euro in media, con valori ancora più elevati negli ultimi mesi dell’anno.
Un dato che riflette sia la crescita dei prezzi degli immobili, soprattutto nelle aree urbane più dinamiche, sia una maggiore disponibilità delle banche a finanziare importi più consistenti.
Le fasce di finanziamento più richieste restano quelle intermedie, tipiche dell’acquisto della prima casa o del miglioramento dell’abitazione principale. Questo conferma come il mutuo continui a essere percepito come uno strumento essenziale per la realizzazione del progetto abitativo, nonostante un contesto di tassi ancora lontano dai minimi storici del passato.
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Durata dei mutui e sostenibilità della rata
Un elemento centrale nelle scelte delle famiglie riguarda la durata del finanziamento. Nel 2025 si è consolidata la preferenza per piani di rimborso lunghi, in particolare tra i 25 e i 30 anni, una soluzione che consente di contenere l’importo della rata mensile e di rendere il mutuo più sostenibile nel tempo.
Questa tendenza evidenzia un approccio prudente, in cui la sostenibilità finanziaria viene prima della riduzione della durata complessiva del debito. Anche le durate superiori ai 30 anni, pur restando minoritarie, trovano spazio tra chi desidera massimizzare la flessibilità della spesa mensile, soprattutto in presenza di redditi variabili o prospettive lavorative in evoluzione.
Il profilo di chi chiede il mutuo oggi
Dal punto di vista anagrafico, il mercato dei mutui continua a essere dominato dalle fasce più giovani della popolazione adulta. La maggioranza delle richieste arriva da persone tra i 25 e i 44 anni, un segmento che include sia giovani coppie sia single che puntano all’acquisto della prima abitazione. Resta significativa anche la quota di richieste provenienti da persone tra i 45 e i 54 anni, spesso legate a operazioni di sostituzione della casa o a una riorganizzazione delle esigenze familiari.
Questa composizione anagrafica conferma il ruolo del mutuo come leva fondamentale per l’accesso alla proprietà immobiliare, in un Paese in cui l’acquisto della casa rappresenta ancora un obiettivo centrale nel percorso di vita delle famiglie.
Tassi di interesse e ritorno della surroga
Il fattore che più di ogni altro ha favorito la ripresa del mercato nel 2025 è stato l’andamento dei tassi di interesse. Dopo i forti rialzi degli anni precedenti, il costo del denaro ha mostrato una maggiore stabilità, grazie a una politica monetaria più prudente da parte della Banca Centrale Europea.
Questo ha ridotto l’incertezza e ha reso più semplice confrontare le offerte e pianificare un impegno finanziario di lungo periodo. In questo contesto, è cresciuto in modo significativo il ricorso alla surroga del mutuo. Molte famiglie hanno scelto di trasferire il finanziamento presso un altro istituto per ottenere condizioni migliori, approfittando di tassi più competitivi e di una maggiore concorrenza tra le banche.
Per riassumere
- Nel 2025 le richieste di mutui sono cresciute a doppia cifra rispetto al 2024;
- L'importo medio richiesto ha superato i 153 mila euro in media nell'anno;
- Preferiti piani di rimborso più lunghi, 25-30 anni, per contenere la rata mensile.
Le offerte di mutuo prima casa a tasso fisso
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Crédit Agricole Italia | 2,99% | € 421,06 | 3,32% |
| BPER Banca | 3,15% | € 429,74 | 3,40% |
| Intesa Sanpaolo | 3,22% | € 433,56 | 3,42% |
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| Banca Monte dei Paschi di Siena | 3,23% | € 434,11 | 3,49% |
| Credem | 3,16% | € 430,28 | 3,55% |
| Banco BPM | 3,33% | € 439,61 | 3,60% |
| Banca Sella | 3,40% | € 443,48 | 3,62% |
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