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Annullabilità

Con annullabilità, nel campo del diritto civile, si intende una forma di invalidità che consente al contraente di poter richiedere a un giudice di annullare un contratto.

coppia che firma un contratto
Cos'è l'annullabilità di un contratto

Quando si parla di annullabilità di un contratto si fa riferimento alla possibilità offerta a un contraente di poter richiedere l’annullamento dell’accordo già firmato. Questa possibilità è offerta solo quando esistono ragioni specifiche, come nei casi di errori o vizi di forma e quando una delle parti, al momento della firma, era incapace di contrattare.

Per incapacità di contrattare, in particolare, si intende l’incapacità del soggetto contraente a causa della minore età, di un’interdizione, ma anche di casi in cui sia palese l’incapacità di intendere e di volere o in quelli in cui la firma sia stata ottenuta mediante atti di violenza.

L’effettivo annullamento del contratto può essere stabilito da un giudice solo successivamente a una attenta analisi della situazione e i tempi di prescrizione del procedimento sono fissati in cinque anni.

Il concetto di annullabilità è applicabile anche al settore dei mutui. In particolare, il contraente può richiedere l’annullamento di un mutuo quando l’istituto di credito applica un tasso di interesse superiore alla soglia oltre la quale viene considerato usura. Per farlo è necessario prima di tutto inviare un formale reclamo all’istituto di credito che sarà tenuto a rispondere entro 30 giorni. In caso contrario il passaggio successivo è quello di rivolgersi entro 12 mesi agli uffici dell’Arbitro bancario e finanziario (Abf).

La soglia limite che gli istituti di credito sono tenuti a non oltrepassare è individuata su base trimestrale dalla Banca d’Italia, la quale analizza tutti i tassi applicati dai vari istituti di credito sul mercato per fissare il tasso effettivo globale medio. Nel momento in cui un tasso di interesse superi il tasso effettivo globale medio del 50% verrà considerato, a quel punto, un tasso usuraio.

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