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Mutui, la rilevazione di Banca d'Italia di luglio: TAEG al 3,81%

Banca d’Italia ha pubblicato la rilevazione statistica relativa al mese di luglio, evidenziando una discesa del tasso annuale effettivo globale sui finanziamenti residenziali. Contestualmente, si osserva un aumento della quota di mutui a tasso variabile e una dinamica opposta per i prestiti al settore delle imprese.

Luigi Dell'Olio
A cura di Luigi Dell'Olio

Esperto di prodotti finanziari

rilevazioni banca d'italia a luglio 2026
Mutui: TAEG al 3,81% a luglio, i dati di Banca d'Italia

⏰ In 30 secondi:

  • A luglio il TAEG sui nuovi mutui casa scende al 3,81%, dal 3,95% di giugno;
  • Sale al 29% la quota di mutui a tasso variabile, dal 19,9% di giugno;
  • Per le imprese i tassi sui nuovi prestiti salgono al 3,79% (3,70% a giugno).

Il rialzo dei tassi ad opera della BCE a settembre 2026 ha portato molti analisti a prospettare una stretta nella concessione dei mutui casa, ma la realtà è che il mercato non sempre si muove nella medesima direzione, né tanto meno con la medesima tempistica, delle Banche Centrali.

Così, dall’ultimo report della Banca d’Italia emerge che il mercato dei finanziamenti destinati all’acquisto di abitazioni mostra segnali di allentamento delle condizioni creditizie. La discesa del TAEG al 3,81% riprende una traiettoria discendente che aveva visto una battuta d’arresto nei mesi primaverili. Il dato, che include le spese accessorie legate all’erogazione dei prestiti, rappresenta un punto di riferimento centrale per valutare l’onere effettivo sostenuto dai richiedenti.

L’analisi dei dati storici forniti nei report della Banca d’Italia evidenzia come la media del TAEG sui nuovi mutui avesse registrato valori pari al 3,87% nei primi due mesi dell’anno, per poi posizionarsi al 3,81% a marzo, risalire al 3,91% ad aprile e raggiungere il picco del 3,95% nel mese di giugno. Il rientro di luglio segna un recupero di competitività per le soluzioni di finanziamento immobiliare.

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Tasso medio ponderato e quota di mutui a tasso variabile

Entrando nel dettaglio della pubblicazione statistica, il tasso medio ponderato sulle erogazioni effettive, calcolato senza includere i costi accessori, si è fissato al 3,50%. La struttura delle preferenze dei mutuatari evidenzia al contempo una rimodulazione delle scelte operative.

La quota di finanziamenti caratterizzati da un periodo di determinazione iniziale del tasso fino a un anno si è attestata al 29%. Questo valore mostra un incremento netto rispetto al 19,9% registrato nel mese di giugno e al 18,7% osservato a maggio, confermando una quota crescente di consumatori orientati verso il mutuo a tasso variabile o verso forme di indicizzazione a breve termine, seppure soggetto alle variazione dell'Euribor.

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L’andamento del credito ai privati e i tassi sulle imprese 

Il quadro complessivo tracciato dall’istituto di Palazzo Koch mostra una tenuta del credito accordato al settore privato, che registra una crescita del 3,5% su base annua. Nel medesimo ambito, i finanziamenti destinati alle sole famiglie hanno evidenziato un incremento pari al 2,6% rispetto al medesimo periodo del 2025.

Una traiettoria differente si registra invece per il segmento produttivo. I tassi di interesse sui nuovi prestiti concessi alle società non finanziarie sono saliti in media al 3,79%, rispetto al 3,70% registrato a giugno.

I prestiti erogati alle imprese nel loro complesso hanno mostrato un aumento su base annua del 4,1%, accelerando rispetto al 3,2% osservato nel mese di giugno. Anche in questo caso la dinamica di mercato si dimostra differente rispetto alle aspettative degli analisti.

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Raccolta bancaria e condizioni sui depositi

Sul versante della provvista e del risparmio, i dati di Banca d’Italia confermano la stabilità dei rendimenti offerti sulle giacenze di liquidità. I tassi passivi applicati sul complesso dei depositi in essere si sono attestati allo 0,69%, evidenziando una sostanziale continuità rispetto a quanto rilevato a giugno.

I depositi complessivi riconducibili al settore privato sono aumentati del 2,4% su base annua. Parallelamente, la raccolta effettuata dalle banche tramite emissione di obbligazioni ha registrato una crescita del 5,6%, confermando l’interesse degli investitori verso gli strumenti di debito emessi dagli istituti di credito.

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