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Transazione

Regolata dall'art. 1965 del Codice Civile, la transazione è un contratto attraverso il quale si stabiliscono determinate concessioni, atte a porre fine a una lite già iniziata, o allo scopo di prevenire eventuali problemi in caso di lite o disaccordo.

Esistono due tipologie di transazione:

  • Transazione pura
  • Transazione mista

Nel caso della transazione pura, disciplinata dal primo comma dell'art. 1965 del Codice Civile, le parti si accordano attraverso reciproche concessioni, ponendo così fine alla diatriba. In qualche modo, i contendenti accettano di rinunciare alle pretese iniziali, trovando un comune accordo. Le concessioni concordate tra le parti, non devono necessariamente essere eque, nel senso che può presentarsi il caso in cui, durante la trattativa, qualcuno conceda di soprassedere maggiormente sulle proprie richieste iniziali.

Il secondo caso, quello relativo alla transazione mista, non si applica alle contese da redimere, quanto a veri e propri accordi, a cui si giunge in caso di diversità di vedute su un fatto.

Un esempio che chiarisca: in una piccola palazzina senza condominio, una signora tiene con sé un cane. Nella palazzina ci sono altri quattro appartamenti, e questi condomini si lamentano del cane che abbaia, o addirittura pretendono che l’inquilina se ne disfi. 

In questo caso, si può ricorrere alla transazione mista, mediando tra il diritto della signora a tenere con sé il cane, e le richieste degli inquilini, che possono – per esempio – giungere all’accordo che il cane venga tenuto al guinzaglio quando scende le scale o sale sull’ascensore. Questo caso è calzante, in quanto in mancanza di un condominio, che a sua volta prevedere regole precise, sono i condomini a dover trovare iun accordo che sani la lite.

Secondo alcuni legislatori, per la sua natura la transazione mista non dovrebbe trovarsi inserita all’interno del codice della transazione, quanto a quello che disciplina il rapporto tra le parti.

Per poter accedere validamente al negozio transattivo, tutte le parti devono essere in possesso dei requisiti di idoneità, che corrispondono alla capacità giuridica e alla capacità di agire. Il Codice Civile, però, regolamenta unicamente la capacità di agire, attraverso la quale le parti contendenti devono disporre dei diritti che sono oggetto del contendere. 

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