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Transazione

La transazione è disciplinata dall’articolo 1965 del Codice Civile. Con la transazione si pone fine a una lite già iniziata o si previene una lite che può sorgere tra le parti.

stretta di mano tra due persone
La transazione e l'accordo tra le parti

La transazione è il contratto con cui le parti, facendosi concessioni reciproche, pongono fine a una lite già iniziata o prevengono una lite che può sorgere tra loro. È disciplinata dall’articolo 1965 del Codice Civile. Per transigere le parti devono disporre dei diritti che formano oggetto della lite. La transazione viene annullata se tali diritti, per natura o per espressa disposizione di legge, sono sottratti alla disponibilità delle parti. Una delle due parti può richiedere l’annullamento della transazione se l’altra è consapevole della temerarietà della sua pretesa. Viene considerata, inoltre, nulla anche una transazione riguardante un contratto illecito, mentre è annullabile quella fatta, in tutto o in parte, sulla base di documenti che sono stati riconosciuti falsi.

Sono due le tipologie esistenti: transazione pura e transazione mista. Si parla di transazione pura quando le parti pongono fine a una lite mediante concessioni reciproche. Le parti, dunque, rinunciano alle pretese iniziali e trovano un accordo. Non è detto che le concessioni fatte dalle parti debbano essere eque. Può anche succedere, infatti, che nel corso della trattativa qualcuno decida di fare un passo indietro rispetto alle richieste iniziali.

Facciamo un esempio per rendere più chiaro il concetto: Mario crede di aver diritto al risarcimento di un danno da parte di Giovanni ammontante a 50.000 euro, mentre Giovanni pensa di dovergli versare solo 30.000. Si parla di transazione se Giovanni e Mario si accordano e Giovanni versa a Mario 25.000 euro più un monile. Se la concessione viene effettuata solo da una delle due parti, non si può parlare di transazione.

Si parla di transazione mista, invece, quando non si fa riferimento a una contesa da risolvere, ma a un vero e proprio accordo che si raggiunge quando ci sono due punti di vista diversi su un fatto.

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