⏰ In 30 secondi:
- Quasi metà degli acquisti di case indipendenti avviene con mutuo;
- Cresce la domanda di abitazioni spaziose, anche oltre 150 mq;
- Il 74,3% degli immobili acquistati è ancora in classe F o G.
Comprare una casa indipendente continua a essere un obiettivo importante per molte famiglie italiane, ma nel 2025 è cambiato il modo di finanziare l'acquisto. Quasi una compravendita su due è stata realizzata ricorrendo a un mutuo, in controtendenza rispetto agli anni precedenti.
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Nel 2025 è aumentato il ricorso al mutuo casa per acquistare abitazioni indipendenti e semindipendenti. È uno degli elementi più significativi che emergono dall'analisi dell'Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa sulle compravendite realizzate dalle agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete.
Lo scorso anno, il 49,3% degli acquisti di queste tipologie immobiliari è stato effettuato ricorrendo al credito, mentre il 50,7% delle compravendite è avvenuto senza finanziamento. Si registra un'inversione di tendenza rispetto agli anni più recenti e indica una maggiore disponibilità, da parte degli acquirenti, a utilizzare il mutuo per sostenere l'investimento immobiliare.
Le abitazioni indipendenti e semindipendenti rappresentano complessivamente il 21,6% delle compravendite registrate nel 2025, una quota invariata rispetto all'anno precedente. Il valore più alto era stato raggiunto nel 2022, quando queste soluzioni costituivano il 22% degli acquisti.
L'interesse per le abitazioni indipendenti è cresciuto soprattutto dopo la pandemia. I mesi di quarantena hanno spinto infatti molte famiglie a cercare case più spaziose, con giardini, terrazzi o altri spazi esterni, oltre a una maggiore autonomia rispetto ai contesti condominiali.
Una tendenza che non si è esaurita con la fine delle restrizioni. Nel 2019, infatti, le abitazioni indipendenti rappresentavano il 19% delle compravendite. Dal 2020 in poi la loro incidenza non è mai scesa sotto il 21%, confermando un cambiamento nelle preferenze degli acquirenti.
Tra le soluzioni indipendenti e semindipendenti acquistate nel 2025 prevalgono quelle con una superficie compresa tra 101 e 150 metri quadrati, che rappresentano quasi il 28% delle transazioni. Al secondo posto si collocano le abitazioni tra 151 e 200 metri quadrati, con una quota del 23,3%.
Rispetto al 2024 è aumentato il peso delle compravendite relative agli immobili più ampi, con metrature superiori ai 150 metri quadrati. Un dato che sembra riflettere la ricerca di spazi più generosi, soprattutto da parte delle famiglie, ma anche la possibilità di destinare una parte dell’abitazione allo smart working o ad attività personali.
Sul fronte energetico, il quadro che emerge dall'analisi del Gruppo Tecnocasa è meno positivo. Solo il 7,9% delle abitazioni indipendenti acquistate nel 2025 appartiene alle classi A e B, mentre il 17,8% rientra nelle classi intermedie C, D ed E.
La maggior parte degli immobili, pari al 74,3%, si trova ancora nelle classi energetiche più basse, F e G. Tuttavia, rispetto al 2024, cresce la quota di acquisti nelle classi intermedie, passata dal 15,8% al 17,8%. Le abitazioni nelle classi energetiche elevate restano invece sostanzialmente stabili, intorno all’8%.
L'efficienza energetica sta entrando con maggiore attenzione nelle valutazioni degli acquirenti, anche se il patrimonio di case indipendenti resta in larga parte energivoro e potrebbe richiedere interventi di riqualificazione importanti.
Le soluzioni indipendenti vengono acquistate soprattutto come abitazione principale, destinazione che riguarda il 79% delle compravendite. Le case vacanza rappresentano il 9%, in lieve calo rispetto al 9,7% del 2024, mentre gli acquisti per investimento si attestano al 12%. In quest’ultimo caso, soprattutto per i rustici, l’obiettivo può essere la realizzazione di B&B, agriturismi o case vacanza.
La fascia d'età più presente è quella tra 35 e 44 anni, con il 28,5% degli acquisti, seguita dagli under 34, al 27,6%, e dagli acquirenti tra 45 e 54 anni, al 23%. Proprio tra i più giovani si registra un aumento rispetto al 2024.
Le famiglie rappresentano il 79,5% degli acquirenti, mentre i single si fermano al 20,5%. In crescita anche la componente straniera, ormai vicina al 17% delle compravendite: un interesse alimentato sia dal desiderio di acquistare una casa in Italia sia dalla volontà di investire nel mercato immobiliare.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Banco di Desio e della Brianza | 3,00% | € 421,60 | 3,16% |
| Banco BPM | 2,95% | € 418,91 | 3,21% |
| Crédit Agricole Italia | 3,09% | € 426,47 | 3,34% |
| Banco di Sardegna | 3,20% | € 432,47 | 3,41% |
| BPER Banca | 3,20% | € 432,47 | 3,44% |
| Credem | 3,22% | € 433,56 | 3,51% |
| Intesa Sanpaolo | 3,33% | € 439,61 | 3,53% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 3,38% | € 442,37 | 3,64% |
| Banca Sella | 3,50% | € 449,04 | 3,70% |
| BNL - Gruppo BNP Paribas | 3,30% | € 437,96 | 3,72% |
Nel secondo trimestre 2026 il panorama dei mutui ipotecari ha mostrato una leggera flessione nel numero di acquisti effettuati tramite finanziamento, con una quota di abitazioni acquistate da persone fisiche che si attesta al 46,6%. Si registra una diminuzione rispetto al trimestre precedente, ma un incremento rispetto allo stesso periodo del 2025. Il tasso di interesse medio applicato alla prima rata del mutuo rimane stabile intorno al 3,6%, favorendo l'accesso al credito per molti acquirenti.
A settembre 2026 il mutuo seconda casa continua a essere una soluzione di interesse per gli italiani, con le richieste che nel terzo trimestre contano per il 9,9% del totale. Per ottenere le condizioni più vantaggiose è fondamentale confrontare le offerte degli istituti di credito.
A partire dal 3 agosto scorso, la carta d'identità cartacea non è più formalmente valida per chi ha intenzione di chiedere un mutuo. Le banche, infatti, hanno aggiornato le regole per verificare l'identità dei clienti, adeguandosi al Decreto-Legge 26 giugno 2026, n. 108, che ha precisato la nuova procedura da seguire. Vediamo da vicino i dettagli della norma.
Negli ultimi 20 anni, i prezzi delle abitazioni in Italia hanno registrato una flessione complessiva del 24,1%. Questo trend negativo ha colpito anche le grandi città, con Napoli, Roma e Torino, che hanno subito perdite di valore superiori alla media nazionale. Napoli, in particolare, si distingue per la maggiore perdita, con un calo del 32,4%, seguita da Roma con una flessione del 29,8% e Torino, che ha visto un abbattimento del 26,9%.
Quando si fa richiesta di un mutuo la finalità per cui si richiede il finanziamento deve essere sempre specificata, perché i mutui non sono tutti uguali e le banche riservano finanziamenti a condizioni differenti a seconda di come verrà impiegata la somma e quale garanzia si può offrire.