⏰ In 30 secondi:
- Fed e BCE confermano i tassi, ma il board FED è diviso;
- Spread BTp-Bund sale a 83 punti, rendimento vicino al 4%;
- Mutui variabili al 2,57%, fissi al 3,37%: tassi ancora convenienti.
Fed e BCE lasciano i tassi fermi, ma lo spread BTp-Bund torna a salire per le tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Nonostante l'incertezza sui mercati finanziari, il comparto dei mutui in Italia resiste bene: fisso e variabile restano convenienti per chi compra casa.
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Mercoledì 29 luglio il Federal Open Market Committee ha confermato per la quinta riunione consecutiva il costo del denaro statunitense nella fascia 3,50%-3,75%. La decisione è arrivata con un voto di 9 a 3, uno scarto che racconta più della semplice conferma dei tassi.
Tre membri del board (le presidenti delle FED regionali di Cleveland e Dallas e il presidente della FED di Minneapolis) avrebbero infatti preferito un rialzo di un quarto di punto, segno di una dialettica interna sempre più accesa sotto la presidenza di Kevin Warsh.
Nella nota diffusa al termine dei lavori, il Comitato ha descritto l'economia americana come solida, sostenuta da investimenti robusti e da un mercato del lavoro stabile, pur riconoscendo che l'inflazione resta superiore all'obiettivo del 2% da oltre cinque anni.
Il nodo, secondo diversi analisti, è proprio l'incertezza legata al conflitto in Medio Oriente, che continua ad alimentare pressioni sui prezzi dell'energia e a complicare le decisioni di politica monetaria. I mercati finanziari, guardano già oltre, con le quotazioni che scontano una probabilità non trascurabile di un intervento a settembre.
Anche a Francoforte prevale la cautela, ma con una differenza sostanziale rispetto agli scenari discussi negli scorsi mesi: dopo il ciclo di tagli tra il 2024 e il 2025, la BCE a giugno ha invertito la rotta con un rialzo di 25 punti base, per poi confermare i tassi nella riunione BCE del 23 luglio.
Il costo del denaro nell'Eurozona si attesta oggi al 2,25% sui depositi, al 2,40% sulle operazioni di rifinanziamento principali e al 2,65% su quelle marginali.
La presidente Christine Lagarde ha spiegato che l'istituto resta in una posizione che le consente di affrontare l'incertezza generata dal conflitto, avvertendo però che l'impatto inflazionistico dello shock energetico non si è ancora manifestato del tutto.
Le prossime mosse, ha ribadito, continueranno a seguire un approccio riunione per riunione, senza percorsi prestabiliti: molto dipenderà dall'evoluzione dei prezzi del petrolio e dai dati che arriveranno nelle prossime settimane, in vista dell'appuntamento di settembre.
Il nervosismo internazionale si è fatto sentire anche su Piazza Affari e sul mercato obbligazionario italiano. Nella giornata di mercoledì, lo spread tra BTp e Bund tedesco ha chiuso in rialzo a 83 punti base, contro gli 80 della vigilia, mentre il rendimento del decennale italiano ha sfiorato il 4%, salendo dal 3,90% al 3,98%.
Il movimento riflette l'andamento generale dei titoli di Stato dell'Eurozona, con gli investitori che chiedono rendimenti più alti in un contesto di crescente cautela sui rischi geopolitici e sulle prospettive dell'energia.
Il confronto con la seconda metà del 2025, quando il progressivo riequilibrio a vantaggio del variabile aveva portato il TAN medio fino al 2,64% a dicembre, mostra oggi un mercato che ha saputo mantenere condizioni convenienti.
Secondo i dati dell'Osservatorio Mutui di Segugio.it aggiornati a giugno 2026, il TAN medio dei mutui a tasso variabile si attesta infatti al 2,57%, un livello ancora più basso rispetto a fine 2025, con le migliori offerte che scendono fino al 2,32%.
Anche per il mutuo a tasso fisso, dove il TAN medio è al 3,37%, le soluzioni più competitive restano alla portata, con minimi che toccano il 2,90%. La conferma di come, nonostante il contesto internazionale più incerto e il ritorno dell'attenzione sui rendimenti sovrani, il mercato italiano dei mutui abbia retto bene, offrendo alle famiglie margini di scelta concreti tra la stabilità del fisso e il risparmio immediato del variabile.
In un momento in cui BCE e FED restano in attesa, la sostanziale tenuta dei tassi ipotecari rappresenta una buona notizia per chi ha in programma di accendere un mutuo prima casa.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Banco di Desio e della Brianza | 3,25% | € 435,21 | 3,47% |
| Crédit Agricole Italia | 3,15% | € 429,74 | 3,49% |
| Banco BPM | 3,35% | € 440,71 | 3,62% |
| BPER Banca | 3,40% | € 443,48 | 3,66% |
| Credem | 3,33% | € 439,61 | 3,72% |
| Webank | 3,68% | € 459,15 | 3,80% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 3,58% | € 453,52 | 3,85% |
| BNL - Gruppo BNP Paribas | 3,40% | € 443,48 | 3,86% |
| Intesa Sanpaolo | 3,74% | € 462,55 | 3,95% |
| Banca Sella | 3,75% | € 463,12 | 4,04% |
L’aumento del costo del denaro deciso da Francoforte impatta subito sulle rate dei finanziamenti a tasso variabile, mentre per i mutui fissi le condizioni restano decisamente più stabili. Ecco lo scenario che si presenta da qui in avanti per chi ha un mutuo in corso o vuole sottoscriverlo.
A partire dal 3 agosto scorso, la carta d'identità cartacea non è più formalmente valida per chi ha intenzione di chiedere un mutuo. Le banche, infatti, hanno aggiornato le regole per verificare l'identità dei clienti, adeguandosi al Decreto-Legge 26 giugno 2026, n. 108, che ha precisato la nuova procedura da seguire. Vediamo da vicino i dettagli della norma.
Secondo i dati di EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF, le nuove erogazioni di mutuo nel secondo trimestre 2026 mostrano un chiaro spostamento verso l'acquisto di abitazioni. Infatti, la finalità di acquisto (sia per prima che per seconda casa) rappresenta l'81% delle operazioni concluse, mentre le surroghe scendono al 13%, evidenziando una contrazione rispetto al 19% del trimestre precedente.
Calcolare il costo di un mutuo da 100.000 euro richiede di scegliere tra tasso fisso, per la stabilità della rata nel tempo o tasso variabile, per la la convenienza iniziale. Vediamo le migliori offerte del mese per fare una scelta consapevole e sicura.